Molto imbarazzante svegliarsi la mattina accanto al partner e scoprirlo pallido e stanco non perchè lo abbiamo stremato con la passione della sera, prima ma perchè non ha chiuso occhio per quanto abbiamo russato. Viene da ridere ma ahinoi è un rischio e nessuna di noi ne è esente.

Russare è diffusissimo, e dipende dalle vibrazioni sui tessuti della gola che fa l’aria, che ha difficoltà a passare perché le vie aree sono in qualche modo ostruite. L’ostruzione dipende da fattori diversi, tra i più comuni ci sono:

1. “Naso pieno”, tendenzialmente per allergia, raffreddore, polipi o setto nasale deviato;
2. Basso tono muscolare della gola e della lingua;
3. Adenoidi o tonsille ingrossate (specialmente nei bambini);
4. Tessuti della gola ingrossati, generalmente perchè si è in sovrappeso;
5. Palato e/o ugola lunghi e morbidi, che “sbattono” tra di loro quando passa l’aria; 6. Consumo eccessivo di bevande alcoliche (l’alcool rilassa i muscoli della gola).

Problemi legati al russare
Oltre a disturbare o nei casi peggiori rendere impossibile il sonno del compagno di letto, chi russa risente su se stesso gli effetti della propria condizione. Tra i problemi più comuni di cui soffre chi russa ci sono:

sonno che non riposa: anche se non se ne accorge, chi russa spesso si sveglia numerose volte nel corso della notte
sonno leggero: la difficoltà a respirare impatta sulla profondità e qualità del sonno
sonnolenza da svegli
difficoltà a concentrarsi
mal di gola.

Una delle conseguenze più gravi del russare è la cosidetta apnea del sonno, fenomeno in cui la respirazione si interrompe per lunghi periodi (sono frequenti interruzioni superiori ai 10 secondi) la quale ha tra le conseguenze più serie l’aumento della pressione sanguigna e l’irregolarità del battito cardiaco.
Perchè si possa parlare di apnea del sonno è necessario che questi episodi in cui la respirazione rallenta o si ferma si verifichino almeno cinque volte in un’ora.

Alcuni rimedi
Di seguito alcuni consigli su come limitare, se non addirittura eliminare, il russare:

Dormire sul fianco. Se nel corso della notte ci si ritrova sempre a pancia in su, un trucco da fare è cucire una pallina da tennis (o qualcosa di altro duro e scomodo) nella parte alta del pigiama.
Sollevare di qualche centimetro la testa del materasso.
– Le strisce nasali, che allargando l’area di passaggio dell’area possono migliorare la respirazione e ridurre il fenomeno del russare.
Limitare l’uso di alcol e fare attenzione a non bere entro due ore da quando si va a dormire.
– Fare attenzione a sedativi e pillole per il sonno, che facilitano il russare per cui è bene informare il medico se pensa che se ne abbia bisogno.
– Secondo alcuni studi, cantare per 20 minuti al giorno per almeno tre mesi rafforza i muscoli della gola e potrebbe quindi essere utile per limitare il fenomeno del russare.

LE APNEE NOTTURNECirca la metà delle persone che russano soffrono anche di apnee ripetute, cioè tr

LE APNEE NOTTURNE

Circa la metà delle persone che russano soffrono anche di apnee ripetute, cioè trattengono il respiro per 10, 20 o anche 30 secondi di seguito. Se succede ogni tanto (meno di 5 volte in un’ora) non è un problema. Altrimenti meglio chiedere consiglio al medico.

● Diversi studi hanno dimostrato che le apnee troppo frequenti sono pericolose perché aumentano il rischio di problemi cardiovascolari e di ictus: il sangue si impoverisce di ossigeno, così il cuore aumenta il battito per compensarne la carenza.
● Il partner russa? Controlla se ha più di 5 apnee all’ora. In questo caso occorre rivolgersi al medico di base o a un centro specializzato in medicina del sonno (trovi gli indirizzi sul sito dell’Associazione Italiana Medicina del Sonno.
● Per valutare l’entità del problema, oggi si può fare anche a casa propria un esame prima possibile solo negli ospedali, la polisonnografia: un apparecchio speciale registra nel sonno parametri come respirazione, attività cerebrale e ossigenazione del sangue. Se il medico lo ritiene opportuno, può consigliare la CPAP, una mascherina che soffia aria mantenendo così aperte le vie respiratorie. Nei casi più seri, la soluzione ideale è l’intervento chirurgico (uvulo-palato-faringoplastica) che “rimodella” in modo definitivo i tessuti.