La digital energy company Sorgenia è scesa in campo per alzare il livello di attenzione su un tema tanto attuale come quello della violenza sulle donne. La giornata dedicata a questo tema è il 25 novembre, data scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. È partita da qui l’idea della campagna di sensibilizzazione promossa da Sorgenia, che si è intitolata #sempre25novembre.

Hanno aderito al progetto Bebe Vio e molti atleti, personaggi famosi e influencer. Per partecipare all’iniziativa bisognava inviare una foto con il numero 25 e l’hashtag #sempre25novembre. Per ognuna delle immagini postate sui social Sorgenia si è impegnata a devolvere 1 euro a La Grande Casa scs onlus, cooperativa sociale da sempre focalizzata sull’accoglienza e l’accompagnamento di donne e bambini in uscita da situazioni di violenza e disagio.

Il grande successo della campagna #sempre25novembre

Sono state 25 milioni le persone raggiunte dalla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne #sempre25novembre. E più di 12.000 gli euro raccolti per realizzare progetti insieme a la Grande Casa scs onlus. La Grande Casa utilizzerà questa somma per prendersi cura di donne in uscita da situazioni di maltrattamento familiare e di violenza di genere che si sono rivolte alla cooperativa. L’obiettivo finale è il completo reintegro nella società per le donne, attraverso un duplice percorso di ripresa di consapevolezza del proprio valore umano e professionale.

Le iniziative proseguono

Proseguiranno durante tutto il 2019 le attività con la Grande Casa per sostenere la campagna #sempre25novembre: Sorgenia, insieme ai fornitori con cui collabora quotidianamente, si impegna a rendere disponibili tirocini per le donne segnalate dalla cooperativa sociale.

Inoltre, per la festa della donna e per tutti i weekend di marzo, Sorgenia ospiterà la mostra Ri-belle, che ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti. Si tratta di una serie di autoritratti realizzati da alcune donne in uscita da situazioni di violenza e maltrattamento che hanno messo su tela ricordi, emozioni, paure. Le donne hanno lavorato insieme alle loro educatrici coordinate dall’artista Elisabetta Reicher in collaborazione con l’associazione Tam Tam.

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La cerimonia della consegna dell’assegno da parte di Sorgenia a La Grande Casa scs onlus. I fond sono stati raccolti grazie alla campagna #sempre25novembre

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I NUMERI DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Dal 2000 al 2018 sono 3.100 le donne uccise, più di 3 a settimana1. I femminicidi rappresentano il 37,6% del totale degli omicidi commessi nel nostro Paese, erano il 34,8% l’anno precedente.

Nei primi dieci mesi del 2018 in Italia le vittime di femminicidio sono state 106, una ogni 72 ore. Dal primo gennaio al 31 ottobre 2018 i femminicidi sono saliti al 37,6% del totale degli omicidi commessi nel nostro Paese (erano il 34,8% l’anno prima), con un 79,2% di femminicidi familiari (l’80,7% nei primi dieci mesi del 2017) e un 70,2% di femminicidi di coppia (il 65,2% nel gennaioottobre 2017).

Dal 2000 uccise oltre 3mila donne

Tra il 2000 e i primi dieci mesi del 2018 le donne uccise sono state 3.100, una media di più di tre a settimana. E in quasi 3 casi su 4 (il 72%) si è trattato di donne vittime di un parente, di un partner o di un ex.

La maggior parte delle vittime lascia dei figli

I femminicidi che si consumano all’interno della coppia si verificano più spesso all’interno delle coppie “unite” (52 vittime nel 2017, pari al 77,6% delle vittime di femminicidi di coppia) e in particolare quelle sposate e conviventi (32 vittime, pari al 47,8%), in cui, spiegano i ricercatori dell’istituto, “si generano i maggiori conflitti e le più forti patologie”. Le donne uccise da ex rappresentano una minoranza (15 casi nel 2017, pari al 22,4%). Nella maggioranza dei casi, le donne uccise nella coppia avevano dei figli: il 67,2% nel 2015, il 51,4% nel 2016 e il 54,2% nel 2017.

Le denunce inascoltate

Secondo l’Eures, oltre un terzo delle vittime di femminicidi di coppia ha subito nel passato ripetuti maltrattamenti, rappresentando l’omicidio l’atto estremo di ripetute violenze fisiche e psicologiche: il 34,7% dei casi noti nel 2015, il 36,9% nel 2016 e il 38,9% nel 2017. Un dato su cui riflettere: nella maggioranza dei casi (il 57,1% nel 2017) tali violenze erano note a terze persone e nel 42,9% delle occasioni la donna aveva presentato regolare denuncia. Senza evidentemente ricevere un’adeguata protezione.

Ai femminicidi si aggiungono violenze quotidiane che spesso sfuggono ai conteggi: secondo i dati Istat sono quasi 7 milioni le donne che, nel corso della propria vita, hanno subito una qualche forma di abuso. Sono solo alcuni dei dati che mostrano la gravità di un fenomeno dalle proporzioni enormi e che non dà segnali di diminuzione.