SEPARARSI DOPO TRADIMENTO – Salve, vorrei il vostro aiuto, sono disperata. Dopo 6 di fidanzamento e 15 anni di matrimonio e due figli oggi di 11 e 8 anni, mio marito ed io decidemmo 3 anni fa di trasferirici dalla provincia di Milano alla provincia di Roma, per vivere al mare. Io ho sofferto per anni di depressione, non grave, dopo la gravidanza della prima figlia sono stata lasciata completamente sola con la bambina che per 3 anni non mi ha mai lasciato dormire la notte. Andare al mare per noi significava cambiare aria, abitudini, e riprenderci un po la nostra vita. Mio marito è sempre stato assente in casa, mi sono sempre occupata di tutto, lui solo dell'aspetto economico che per lui vuol dire aver fatto il suo dovere: curare la mia persona, il nostro rapporto non era nei suoi compiti.

Mi sono sentita lasciata sola per anni ma ho sempre cercato di parlare con lui, senza risolvere nulla, gli chiesi anche di separarci ma volevo spronarlo a reagire, pensavo si rendesse conto della gravità dei nostri problemi, ma niente. Anzi, oggi mi rinfaccia che non mi è mai importato nulla di lui. Non ricevendo mai riscontri da parte sua alla fine mi sono allontanata da lui pur restando in casa e rispettando i miei doveri di madre e moglie, anche se negli ultimi anni la mia depressione era sempre costante e non si alternava più a periodi. Depressione forse dovuta anche alla vendita della casa che si è prolungata appunto per tre anni, di conseguenza sono venuta meno anche nei miei doveri, ovvero di avere rapporti con lui, non erano totalmente assenti ma rari.

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A novembre 2012 vendiamo casa, a dicembre ne acquistiamo una sul litorale Laziale, tutti contenti, ma ne sono seguite tutte le problematiche della circostanza: viaggi, ritardi di banche, lavori, agenzie….lo stress e la stanchezza sono saliti, ma sempre restando in parametri comprensibili. A marzo scendiamo insieme per rivedere casa e vedere i lavori da eseguire, stanchi ma tutto nella norma, anche se mio marito un po strano lo sentivo.

Nel frattempo lui a casa aveva sempre il cellulare senza suoneria e girato con lo schermo in modo che se suonava non si vedesse che si illuminava, e ogni volta in bagno era sempre a trafficare con il cellulare, cosa anomala per lui. Nonostante tutto non gli ho mai chiesto nulla osservando silenziosa e lasciandolo tranquillo il più possibile visto il momento di stress che attraversavamo. Una sera mio marito scende in sala e chiama un'amica che conosce sin da piccolo, lei 9 anni più grande, ma che in questi 21 anni con me non ha mai frequentato, lo sento alzare la voce e discutere, cosa che non fa mai, mi è sembrato strano e gli ho chiesto cosa succedesse, al che risponde che lei gli aveva scritto un sms e lui non aveva risposto, stranita comunque non do eccessivo peso senza però trascurare l'accaduto.

C'è sempre stata fiducia tra noi e nessuno dei due ha mai controllato l'altro, neppure rispondavamo al telefono dell'altro se suonava, ma più passa il tempo e più mio marito diventa distaccato, freddo e di malumore, chiedo cosa succede risponde che è stanco e nervoso, si pensa sempre che è per il trasferimento, mi convinco che una volta finito tutto si sistema nella nostra nuova casa. Invece le settimane che seguono sono pessime, mi tratta male, urla, non si cura di me ne della famiglia, lavora fa ciò che c'è da fare ma null'altro. Una volta a settimana  andava in piscina e la sera usciva prima delle 21 per tornare a mezzanotte e oltre, le sue spiegazioni erano che andava a mangiare un panino e bere una birra in quei furgoncini parcheggiati lungo le strade, anche se io gli lasciavo sempre da mangiare per quando tornava.

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Ma aveva voglia di distrarsi e rilassarsi, diceva, pur non d'accordo non potevo fare altro che dirglielo ,invitandolo a tornare a casa prima e riposare ma senza risultato. Nel frattempo il 9 giugno, mentre provavo ad installargli la chiavetta per navigare e tenersi in contatto con noi quando io e i bambini saremmo stati giù e lui ancora a Milano per finire il lavoro, non so come scopro un sms dalla chiavetta stessa; sms e chiamate che lui ha sempre cancellato, era un sms equivoco, lei usava dei vezzeggiativi nei confronti di mio marito.

Mi arrabbiai, litigammo fino a notte fonda, lui difendeva lei dicendo che lei era così lo faceva con tutti e non c'era nulla di male. La mattina uscito di casa lui la chiama e le dice che per colpa sua abbiamo litigato (così mi riferisce lui), le da il mio numero e lei mi chiama alle 8 del mattino, stanca e mortificata non le rispondo, mi scrive un sms dove si scusa dicendomi che lei è così non si rende conto, e che non vuole perdere l'amicizia (con mio marito), anche li non rispondo.

Loro continuarono a sentirsi e vedersi a mia insaputa, con me diventava sempre peggio, speravo sempre che una volta qui sarebbe finito quel brutto momento, comunque di quell'sms non parlammo più anche se non l'avevo. Qualche giorno prima della mia partenza con i bambini facciamo una festa con gli amici per salutarci, c'era anche lei con marito e figlio maggiorenne, ci porta dei regali, si scherza, ingenuamente gli "affido" mio marito dicendole che non mi ascolta più e che non riposa, e che forse a lei da ascolto e di tirargli un po le orecchie, lui si offende per quello che ho detto a lei, non è un bambino dice.

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Il 22 giugno parto con i bambini, lui parte la sera prima col furgone con suo zio, ci ritroviamo a Roma, si lavora, si sistema casa, lui distaccato ma non lo da a vedere davanti agli altri. Anche quando salutammo i familiari non mi guardò tutto il tempo, isolandosi per telefonare dicendo che era suo fratello. Una volta giù la casa era un disastro, mi rimbocco le maniche e lavoro sodo fino a sera tardi, curando anche i miei bambini, in una località nuova e senza mezzi per spostarmi, pensando di dargli soddisfazione al suo ritorno, invece non chiama più, lo fa di rado, cambia abitudini, se chiamo io si arrabbia.

Esce, fa compere, cosa che con me non ha mai voluto fare, vende una catenina che gli avevo regalato molto bella, perchè non ha soldi, prende 60 euro e in cambio una catenina scialba dalla quale non si separa più, me lo comunica dopo una settimana, alloggia da mia mamma e lui entra ed esce a suo piacimento senza dire nulla facendo tardi la sera e dopo il lavoro.

A me dice di non intromettermi, che non mi deve spiegazioni, che devo farmi gli affari miei, mi accusa di averlo allontanato rifiutandolo sempre e che ora le cose stanno così…eppure ci stavamo trasferendo….non capisco più niente e soffro come un cane, le volte che ci sentiamo al telefono litighiamo amaramente e va sempre peggio. Dopo un mese scende e dorme con i figli e non con me, appena mi saluta.

Torna su e si ricomincia, scende con i miei e si comporta bene tranne quando siamo soli. Mia figlia si intromette per non farci parlare con la speranza di evitare un litigio. La settimana dopo lui va in Liguria per le immersioni, spende soldi che non abbiamo invece di risparmiarli per i viaggi, dato che si deve trattenere su per lavoro. Si arrabbia e va lo stesso, parte il venerdì sera, di solito andava via il sabato, salta le immersioni del mattino perchè stanco, la domenica sera nel partire mi chiama comunicandomi che la macchina non andava e che si doveva fermare li, l'indomani andava a ripararla, non si fa sentire, chiamo io e mi liquida velocemente. Riparte lunedì verso le 18 ma arriva a casa tardi, non esistono fatture o scontrini della riparazione, ne movimenti di soldi. Io sempre ignara di ciò che succede pur nutrendo dei dubbi che lui nega.

La settimana successiva viene giù in ferie per tre settimane, invece di partire il venerdì sera come diceva, parte sabato mattina con comodo, arriva con comodo e mi saluta come se fossi un'amica. L'indomani andiamo al mare ed ecco che…ad un certo punto va a fare una passeggiata sulla spiaggia con i figli e mi chiede il marsupio con il cellulare e le chiavi della macchina, senza chie dere a me di accompagnarli in questa passeggiata, vede la mia espressione e mi invita, finita la passeggiata dice di andare a prendere il binocolo in macchina per il figlio.

Torna dopo 15 minuti, ma al telefono, resta a debita distanza da noi , dopo mezz'ora dietro insistenza dei bambini lo raggiungiamo ma io mi tengo indietro, ci vede e chiude la telefonata, era sua mamma dice e mi saluta, ma non siamo mai state in buoni rapporti, sento che qualcosa proprio non va. Poi mi invita a fare il bagno, scherza con me e gioca per una ventina di minuti, poi mi invita ad asciugarmi al sole.

Vado via, ma a quel punto essendo sola mi sento spinta a controllare il numero della chiamata, che però è stato cancellato come tutto il resto, ma riceve due messaggi su whatsapp, uno dice "si mio respiro" e l'altro chiede "dove sei ?" A questo punto decido di approfondire la situazione, con lui avevo già parlato ma ha sempre negato ogni cosa.

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Intanto due settimane va a lavorare per fare una prova per poi trasferirsi definitivamente. Scopro che si sono incontrati, si dicono parole da innamorati, "mi manchi, amore, ti amo…." ..Gli parlo subito senza dirgli nulla, amorevolmente anche se dentro morivo, gli do la mia disponibilità per qualunque cosa lui voglia fare….ma nega ancora, mi da della pazza, quando gli dico cosa so e come lo so mi accusa di aver violato la sua privacy e che ti amo si dice anche agli amici, cosa che per noi non è mai stata abituale visti i tempi….

Mi ride in faccia e nega e mi accusa. Si sentono ogni giorno più volte al giorno, sin dalla mattina presto, mentre a me non risponde mai al telefono, questo da due mesi ormai, intanto litighiamo, lui mostra di cancellare il suo numero accusandomi di avergli fatto perdere una cara amica, lei che scrive a lui per parlare con me invitandoci a cancellarla dalla nostra vita…ma si sentono ancora…scopro un altro telefono che lui usa…

Quando non dico nulla non si litiga e lui fa finta di nulla, ma si allontana se lo sfioro con un dito, non mi considera, non mi chiama per nome ma "mamma". Intanto mi minacciano di denunciarmi per telefonate anonime, la privacy, mettono su dei veri teatri per intimidirmi, sconvolgono la mia mente, ma più che piangere non faccio. A lui non dico più nulla sperando che sia stata una parentesi e che dato che si trasferirà qui passi tutto (tra l'altro lei si trasferisce in Sardegna)

Lei lo chiama in mia presenza con il numero privato, lui torna su di corsa il sabato sera perchè il lunedì rientra a lavoro, non ne vuole sapere di partire nemmeno un'ora più tardi, si munisce del secondo telefono e parte, mi dice che arriva a milano alle 13 quando mi chiama e mi tratta male, dice che si era fermato in autogrill a dormire….5 ore…strano per uno che non si ferma nemmeno per un caffè.

In realtà arriva alle 6.30 e 20 minuti dopo è da lei, vanno al lago dove per 20 anni siamo sempre andati noi, verso le 10.30 si portano nei pressi si un albergo, se abbiamo alloggiato lì non lo so, ma rientra a casa alle 19.15, dicendomi che andava a fare una passeggiata al parco per schiarirsi i pensieri. Quando richiama, perchè a casa non trova nessuno, mi tratta decentemente, dice di essersi rilassato, in realtà era solo.

I giorni successivi idem, la vede, la sente, scende di casa delle scuse banalissime e poi torna dopo due ore, per non farsi scoprire chiude a chiave la camera da letto ed esce. Ho scoperto che dal lavoro in prova ha trattenuto 350,00 euro senza dirmi nulla. Dice di essere stanco ma torna a mezzanotte, una anche le due di notte. Mi chiama e minaccia ancora con i tabulati delle telefonate, che sono risaliti al numero di casa mia, che ci denunciano e che io devo smetterla;  lui continua a negare ciò che fa, gli chiedo la separazione ma non vuole, questa è casa sua e vuole stare qui, se voglio vado via io, che non ho un lavoro perchè insieme decidemmo alla nascita della prima figlia che mi sarei o ccupata della bambina, non ho dove andare se non da mia mamma quindi tornare a Milano, riportando indietro i bambini.

Nonostante la mia disponibilità ad una separazione civile e anche ad una riconciliazione, nulla da parte sua, stiamo insieme ma lui non mi deve dare spiegazioni di nulla, se voglio separarmi devo andare via io lui non mi da nulla. So che per legge ha degli obblighi, ma ora se ha dato davvero le dimissioni, risulterebbe disoccupato, poi so che nonostante le leggi se vuole trova il modo di ostacolarmi e quindi di far mancare il necessario ai bambini.

Ho paura di ripercussioni, di scenate fuori luogo davanti ai piccoli, ho paura delle sue reazioni. E' cambiato tantissimo in pochi mesi. Vorrei cercarmi un lavoro ma non ho un mezzo, ho 37 anni e sono fuori dal mondo lavorativo da 12 anni, in più ho i piccoli che solo per accompagnarli a scuola mi portano via un'ora e mezza, poi devo riprenderli ad orari differenti, e a scuole chiuse diventa un problema, lui non è disposto ad aiutarmi con loro.

Mi scuso per essermi dilungata, vi prego aiutatemi

Simonetta (nome di fantasia scelto dalla redazione)


Gentilissima Signora,

il nostro ordinamento giuridico le mette a disposizione tutti gli strumenti necessari non solo per separarsi con o senza il consenso di suo marito, ma anche per ottenere l’assegnazione della casa coniugale insieme ad un congruo assegno di mantenimento per lei e per i figli.
Prima però di intraprendere la via giudiziaria è importante che disponga delle risorse emotive sufficienti ad affrontare il processo: dal suo racconto, infatti, mi pare di ravvisare un profondo stato di depressione che prima di qualunque altra cosa va affrontato e risolto.

Detto questo, la legge regolamenta anche il caso in cui il genitore obbligato al mantenimento sia nullatenente e privo di reddito: l’art. 148 del codice civile, infatti, dispone che in caso di oggettiva indisponibilità da parte di ambedue i genitori debbano essere gli ascendenti diretti, e cioè i nonni, ad accollarsi tale onere. Pertanto, se non sarà lui a provvedere al vostro mantenimento, saranno obbligatoriamente i suoi genitori.

Quanto, infine, alla necessità di far rientro a Milano, se questa è l’unica alternativa e c’è un fondato rischio di perdere un tetto sotto il quale alloggiare, ebbene nessun giudice le contesterà mai di essersi allontanata.
In ogni caso, prima di rivolgermi ad un avvocato divorzista valuterei anche la possibilità di accedere alla mediazione familiare, servizio che se non altro potrebbe servirle per raccogliere un po’ le idee e farsi consigliare il modo migliore per gestire la situazione emotiva della coppia.