Pillola del giorno dopo? Alle mamme non piace

Nonostante siano molto favorevoli all’uso dei contraccettivi, quando si tratta della pillola del giorno dopo le mamme italiane si mostrano più ‘chiuse’, molto più ‘diffidenti’ delle figlie. Di fronte al rischio di una possibile gravidanza indesiderata, 8 ragazze su 10 non hanno dubbi: ricorrerebbero alla pillola del giorno dopo. Le mamme invece, forse per l’appartenenza a una cultura più tradizionale, in cui sono ancora presenti una serie di tabù, hanno atteggiamenti e risposte contraddittorie. Da un lato infatti sono favorevoli alla maternità consapevole, ma dall’altro circa 5 su 10 mostrano verso la pillola d’emergenza una notevole diffidenza. 

E’ quanto emerge da un’indagine Swg-Health Communication, condotta su 600 donne, la metà giovani tra i 18 e i 24 anni e l’altra metà composta da mamme di ragazze tra i 15 e i 22 anni. Secondo i risultati, il 70% delle madri pensa che sia molto importante decidere e programmare quando avere un bambino contro il 76% delle figlie.
L’82% delle mamme considera un rapporto sessuale non protetto pericoloso e stupido contro il 76% delle figlie;
il 66% delle madri è molto favorevole all’uso di contraccettivi come la pillola anticoncezionale da parte della donna contro il 74% delle figlie. Sull’utilizzo della pillola del giorno dopo sono molto e abbastanza favorevoli 53% delle mamme contro il 70% delle figlie. Ma in caso di rischio reale di gravidanza che non può essere affrontata il 68% delle madri preferirebbe che la figlia prendesse la pillola del giorno dopo e l’l’81% delle figlie la prenderebbe.

I motivi per cui non sono favorevoli? Il 35% delle madri perché pensa erroneamente sia come fare un aborto e il 40% delle figlie perché può essere dannosa per la salute. Le donne italiane si sono accorte che la liberalizzazione della contraccezione d’emergenza è utile per evitare l’aborto: rispetto all’indagine dello scorso anno, la percentuale di donne è cresciuta dal 76% al 82%. Anche in questo caso ci sono differenze tra madri e figlie: il 78% delle madri pensano che sia utile a ridurre gli aborti contro l’87% delle figlie.

“Le informazioni sulla contraccezione, e in particolare sulla contraccezione d’emergenza – afferma Emilio Arisi, presidente della Società medica italiana per la contraccezione (Smic) – dovrebbero entrare di diritto all’interno dei curricula formativi scolastici pur con un dettaglio di informazioni modulato in relazione alle classi di età. Perché la conoscenza impedirebbe errori e conseguenti problemi che possono inficiare in modo definitivo la qualità della vita della donna. Ma le istituzioni e gli operatori della sanità – sostiene – dovrebbero anche favorire l’utilizzo della contraccezione d’emergenza attraverso progetti mirati nelle popolazioni più fragili (adolescenti e immigrati) onde ridurre in questi gruppi il ricorso all’aborto volontario”.
 
“Esperienze di questo tipo – conclude – sono in atto con buoni risultati da anni in alcune nazioni, ad esempio in Francia, dove la contraccezione emergenza può essere distribuita nelle scuole dalle infermiere gratuitamente e in modo anonimo già dal 2002, e dove nelle farmacie le minorenni possono avere gratuitamente ogni contraccettivo dal 2013″.