Carta acquisti, carta famiglia, bonus bebè, bonus nidi. E poi sconti sulle bollette di luce, gas e acqua. Che bonus spettano oggi alle famiglie? Il Dipartimento per le politiche della famiglia ha appena stilato una guida con l’elenco degli strumenti e delle opportunità a disposizione e con le istruzioni per l’uso, reperibile on line.  Stesso strumento si trova anche sul sito di Aduc. Rita Sabelli, la consulente che l’ha preparato, ci aiuta a orientarci.

Carta acquisti (o social card)

La carta acquisti (o social card) è una tessera di pagamento (tipo bancomat) che viene “caricata” dallo Stato  (e anche dagli enti locali) con una somma annuale di 480 euro, accreditati con rate bimestrali di 80 euro, spendibili al massimo entro i due bimestri successivi. Va richiesta in posta (poste.it). Non ha scadenza. Serve per fare acquisti di alimentari nei negozi abilitati, avere sconti, pagar bollette di luce e gas  e spese sanitarie.

Viene concessa ad anziani o famiglie con bimbi piccoli che rispondono a determinati requisiti. Ne hanno diritto gli over 65 che, contemporaneamente: hanno avuto un imposta Irpef netta pari a zero nell’anno precedente a quello della richiesta oppure nel secondo anno antecedente; non godono di trattamenti pensionistici o assistenziali che superino, cumulati a eventuali redditi propri, i 6.938,78 euro annui (9.251,71 euro se di età pari o superiore a 70 anni), hanno un Isee sotto i 6.938,78 euro; non sono intestatari, da soli o con il coniuge, di più di un’utenza elettrica domestica, di utenze elettriche non domestiche, di più di un’utenza del gas, di più di una macchina, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25 per cento, di immobili ad uso non abitativo con una quota superiore o uguale al 10 per cento di un patrimonio mobiliare, rilevato dalla dichiarazione Isee, superiore a 15.000 euro; non fruiscono di vitto pagato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, per ricovero in istituti di cura o in istituti di pena.

Possono usufruire dalle social card anche i bambini (attraverso i genitori, gli affidatati o i tutori) che insieme hanno questi requisiti: meno di 3 anni di età, famiglia con un Isee inferiore a 6.938,78 euro, intestazione di non più  di più di un’utenza elettrica domestica, di più di un’utenza elettrica non domestica, di più di due utenze del gas, di più di due autoveicoli, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25 per cento, di immobili ad uso non abitativo con una quota superiore o uguale al 10 per cento, di un patrimonio mobiliare superiore a 15.000 euro.

Carta famiglia (o family card)

Tutti gli approfondimenti qui.

La carta famiglia, o family card, è una tessera cartacea che consente di avere sconti sull’acquisto di beni o servizi (alimenti, prodotti per l’igiene personale e della casa, abbigliamento e calzature, libri, medicinali, musei, corsi professionali) e riduzioni tariffarie (luce e gas, trasporti…) accordate dai soggetti pubblici o privati aderenti all’iniziativa (fino ad ora purtroppo pochissimi, un numero risibile).

Per ottenere questa carta bisogna avere almeno 3 figli minori a carico e non esistono limiti di reddito.

Tutte le informazioni utili si trovano sul portale del ministero della Famiglia (mfd.gov.it) e sulle pagine web del dipartimento per la Famiglia (www.politichefamiglia.it).

Sostegno ai caregiver familiari

“Per gli anni dal 2018 al 2021 – commenta Rita Sabelli, consulente dell’Aduc – à stato istituito un fondo (20 milioni di euro per il primo anno e poi 25 milioni di euro per ciascuno dei successivi) destinato al sostegno delle persone che assistono (non professionalmente) un familiare non autosufficiente e riconosciuto invalido a causa di malattie, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, oppure titolare di indennità di accompagnamento. Può trattarsi del coniuge, del convivente (di fatto) anche di coppie omosessuali, di un familiare fino al secondo grado (terzo grado nel caso di portatori di handicap)”. I finanziamenti previsti sono destinati a supportare futuri interventi. Quanti e quali siano, però, ancora non è dato sapere. Ad oggi risultano “solo” disegni di legge in lavorazione.

Famiglie numerose e assegni familiari

A partire dal 1° luglio la richiesta per ricevere gli assegni per il nucleo familiare non si consegna più al datore di lavoro, ma va inviata direttamente all’Inps.

Per il triennio 2017-2019 c’è un fondo per l’incremento degli assegni familiari destinati ai nuclei familiari con quattro o più figli, riservato ai cittadini italiani lavoratori nella Ue e finanziato con 2 milioni di euro per il 2017 e 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Informazioni su contributi ordinari e maggiorati si trovano sul sito dell’Inps e su portali di singoli Comuni. L’importo degli assegni, come è noto, varia sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare, delle particolari condizioni e del reddito.

Bonus cultura per neo maggiorenni

Il “bonus 18enni” (o “bonus cultura”) non è decaduto, anzi. Vale anche per i nati nel 2000 e nel 2001, cioè per chi ha compiuto 18 anni nel 2018 e per chi li compie nel 2019. Si tratta dei 500 euro offerti dallo Stato per finanziare attività culturali varie, dall’acquisto di libri e/o biglietti per cinema, teatro, concerti, alla visita di mostre, gallerie, parchi naturali, ecc.

La forma è quella di un borsellino virtuale al quale i ragazzi possono accedere (attraverso 18app.italia.it) dopo aver preso l’identità digitale Spid. Per i nati nel 2000 la registrazione è consentita fino al 30 giugno 2019 e il termine di utilizzo scade il 31 dicembre 2019. Per i nati nel 2001 i tempi e gli step ancora non si conoscono. Dovranno essere definiti da un decreto ministeriale.

Bonus bebè 2019

Il bonus bebè, chiamato anche assegno di natalità, è un contributo mensile concesso per 12 mesi (prima erano 36) per ogni figlio nato, adottato o preso in affido. Legato all’Isee, spetta ai genitori in condizioni economiche precarie. L’ente di riferimento anche in questo caso è l’Inps. La cifra corrisposta dipende dell’Indicatore  della situazione economica: con l’Isee inferiore ai 7.000 euro l’importo erogato è di 1.920 euro complessivi (160 euro al mese) con l’Isee compreso tra 7.000 euro e 25.000 euro annui la misura è di 960 euro all’anno (80 al mese).

Se i figli sono due e più  – è la novità di quest’anno – la somma è aumentata del 20 per cento (e sale a 192 euro per i redditi pi bassi e 96 per gli altri). Attenzione, però, “Il ministero dell’Economia – avverte Rita Sabelli – potrebbe rivedere l’importo dell’assegno e i requisiti di reddito qualora vi fossero scostamenti rispetto ai fondi destinati previsti, 204 milioni di euro per l’anno 2019 e di 240 milioni di euro per il 2020”.

Premio nascita/adozione

“Misura strutturale dal 2017 – rammenta l’esperta di Aduc –  il premio nascita è un bonus di 800 euro corrisposto in un’unica soluzione, cioè una tantum, in relazione a nuove nascite o adozioni. La futura madre può presentare domanda dopo il settimo mese di gravidanza oppure alla nascita o all’adozione o all’affido e comunque improrogabilmente entro un anno dall’evento”. Non ci sono vincoli di reddito. Il referente è sempre l’Inps, sul cui portale si trovano ulteriori informazioni e vademecum. Il benefit è chiamato anche “bonus mamma domani”.

Bonus nidi per i nati dal 2016

È stato prorogato e potenziato anche il bonus asilo nido, passato da 1.000 a 1.500 all’anno (fino al 2021, poi si vedrà). Il  contributo, svincolato dai redditi e quindi per tutti, è finalizzato a due tipi di obbiettivi: contribuire al pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati (con l’erogazione  mensile, a fronte della presentazione della documentazione dell’avvenuto pagamento) e sostenere economicamente le forme di supporto e di assistenza a domicilio necessarie per i bambini che ai nidi non possono andare, perché hanno gravi patologie croniche (l’erogazione avviene una tantum, dietro presentazione di un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta).

Questo bonus non è cumulabile con la detrazione fiscale applicabile con la dichiarazione dei redditi per l’asilo nido di uno o più figli, per cui conviene fare i conti prima di presentare la richiesta. Importante poi è il tempismo. I soldi disponibili saranno assegnati in base all’ordine di inoltro delle domande. Per questo, e per avere la certezza di non restare esclusi, è meglio attivarsi il prima possibile. Esaurito il budget (300 milioni di euro per il 2019, pari a 200.000 posizioni piene), le richieste non saranno più prese in considerazione. Il referente è sempre l’Inps.

→  Maternità e famiglia: tutti i bonus del 2019

Congedo paternità allungato

Sale a 5 giorni obbligatori – più uno facoltativo, in alternativa alla partner  – il congedo obbligatorio e retribuito previsto per i lavoratori dipendenti che diventano padri (o adottano o prendono in affido un figlio). Per i padri lavoratori dipendenti da amministrazioni pubbliche – va precisato – si attende una norma che individui e definisca gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della normativa. Anche per il congedo paternità si deve far capo all’Istituto nazionale di previdenza.

Fondo di sostegno alla natalità

Rita Sabelli dà notizie pure su uno strumento meno conosciuto, il fondo di sostegno alla natalità, per ora però inattivo. “Per favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli nati o adottati a partire dal gennaio 2017, e senza scadenza, è stato istituito un fondo finanziato in modo piuttosto sostanzioso (14 milioni di euro per il 2017, 24 milioni di euro per il 2018, 23 milioni di euro per il 2019, 13 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro annui a decorrere dal 2021): sarà utilizzabile per rilasciare garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e alla finanziarie. Per l’attivazione si attende l’adesione delle banche e la predisposizione del modulo di domanda. Ad oggi – informa sempre  l’esperta – il beneficio non è tuttavia ancora attivo”.

Tutte le indicazioni, poi, si troveranno sul portale consap.it, dove si legge che si potranno richiedere al massimo 10.000 euro, concessi a tasso favorevole e restituibili in 7 anni.

Voucher per rimuovere alberi caduti

Ai soggetti pubblici e privati che possiedono o conducono fondi e terreni flagellati da eventi atmosferici – verificatisi nei mesi di ottobre e novembre 2018,  in zone per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza – sono concessi voucher per il recupero di alberi o tronchi, caduti o abbattuti per colpa del maltempo. Il contributo può arrivare fino al 50 per cento delle spese sostenute e documentate. Le aree interessate si trovano in Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Trentino Alto Adige, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia. A questa misura sono stati destinati 3 milioni di euro per l’anno 2019. “Per l’effettiva assegnazione – anticipa l’esperta di Aduc – arriverà un decreto ministeriale attuativo, chiamato a specificare le condizioni e le modalità di accesso all’agevolazione”

Terreni agricoli e mutui per le maxi famiglie

Ai nuclei familiari con tre e più figli, almeno uno dei quali nato tra il 2019 e il 2021, possono essere assegnati gratuitamente terreni demaniali agricoli, utilizzabili per almeno 20 anni. I lotti spettano anche alle aziende costituite da giovani imprenditori agricoli pronti a riservare alle famiglie numerose una quota societaria di almeno il 30 per cento. Ai nuclei extralarge sono concessi, a richiesta, mutui fino a 200.000 euro, ventennali e a tasso zero, per l’acquisto della prima casa in prossimità dell’area coltivabile data in uso. “Per questa misura – racconta sempre Sabelli – sono state destinate risorse iniziali pari a 5 milioni di euro per il 2019 e a 15 milioni di euro per il 2020. Per passare dalla teoria alla pratica, dando concretezza al tutto, bisogna aspettare i decreti ministeriali attuativi”.

Bonus luce, gas e acqua

I cittadini in condizioni di disagio possono avere sconti sulle bollette di luce, gas e acqua. Per il “taglio” delle fatture occorre avere particolari requisiti socio-economici (Isee sotto gli 8.107,5 euro per le famiglie meno numerose e fino a 20.000 euro per i nuclei con 4 o più figli). La riduzione degli importi da pagare, nel caso dell’energia elettrica, è concessa anche ai nuclei familiari in cui c’è una persona che ha bisogno di una apparecchiatura salvavita.

Le richieste di ammissione a questi tipi di bonus vanno presentate al Comune di residenza o ai soggetti  delegati (come i Caf,) compilando un modulo ritirabile presso gli uffici comunali o scaricabile dal sito dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti (arera.it). Per altre informazioni, e per monitorare lo stato di avanzamento delle pratiche, c’è il portale www.bonusenergia.anci.it.