Secondo il rapporto Global duty free retailing, lo shopping al duty free e in aeroporto crescerà a un tasso del 9% tra il 2014 e il 2019. Uno sviluppo dovuto in gran parte all’aumento dei passeggeri che, secondo la Iata (International air transport association), sono stati globalmente 3,3 miliardi nel 2014. Una massa di viaggiatori che inganna l’attesa della coincidenza o del volo in ritardo guardando le vetrine e, in gran parte dei casi, comprando qualcosa. «Nell’80% dei casi almeno un acquisto si fa» assicura Emanuele Sacerdote, autore di Retailization e Travel retailing (entrambi Franco Angeli). «Indipendentemente dal risparmio: questi punti vendita, infatti, puntano molto sull’acquisto d’impulso e sulla shopping experience, cioè su colori, profumi e allestimenti che coinvolgono il potenziale acquirente». Ma il duty free conviene davvero? Ecco cosa devi sapere per fare shopping senza rischiare di spendere troppo.

Il tax free fa risparmiare su tabacco e alcol

Il rimborso dell’Iva per gli italiani è previsto solo se comperi negli aeroporti fuori dalla Ue e va dal 18 al 25% del costo del prodotto. Ma spesso è stabilita una cifra minima di spesa al di sotto della quale le tasse non vengono rimborsate: informati direttamente nel negozio. Per ricevere il rimborso, devi compilare un modulo, farlo timbrare alla dogana e chiederlo in uno degli sportelli di tax refund presenti in aeroporto. «Ma non conviene sempre: nei Paesi dove il costo della vita è più alto che in Italia, per esempio, anche i prezzi del duty free sono comunque maggiori che nei negozi di casa nostra» avvverte Sacerdote. A conti fatti, il tax free fa risparmiare solo su alcuni prodotti, come il tabacco o gli alcolici locali, per i quali l’esenzione dalle imposte è applicata direttamente sul prezzo al pubblico.

I prezzi: meglio in aeroporto o sul web?

«Con l’avvento dell’e-commerce la convenienza di comprare tax free è diminuita ancora di più» sostiene l’esperto. «Così, i negozi in aeroporto non puntano quasi più sui prezzi bassi per stimolare gli acquisti». Idealo.it, portale di vendita online, ha fatto un raffronto sui prodotti più ricercati dai passeggeri in viaggio: cosmetici, occhiali da sole e profumi. Secondo la sua indagine, un mascara Lancôme che in aeroporto costa 26,50 euro, online si trova a 24,90.

I prodotti locali sono quelli su cui puntare

Quindi dobbiamo mettere il paraocchi quando passeggiamo su e giù per i gate?  No, basta scegliere i prodotti giusti. «Cioè quelli locali, per i quali commercianti e distributori non devono pagare tasse in più» suggerisce Sacerdote. «Oppure, si può optare per i formati che in genere trovi solo in aeroporto» consiglia Liliana Ponzano, personal shopper che lavora con le clienti anche nell’aeroporto di Malpensa. «Come le maxi tavolette di cioccolato o le confezioni mini di cosmetici». «Vuoi andare sul sicuro? Scegli i grandi brand della nazione in cui sei: se li compri in Italia costano almeno il 15% in più. Oppure opta per i marchi prestigiosi che da noi sono ancora sconosciuti. Infine, occhio alle chicche introvabili altrove» consiglia la personal shopper Monica Sirani, che nella gallery qui sotto ti indica cosa comprare nei diversi aeroporti.


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Il Jfk di New York è pet friendly. Nel terminal 4 è stata inaugurata la prima toilette per cani dotata di erba sintetica, sacchetti per la raccolta  dei rifiuti e di un lavandino per i padroni. Cosa comprare al duty free: i prodotti Apple, l’intimo Victoria Secret, l’abbigliamento Brook Brothers e le felpe di college e università poco conosciuti.

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È il più divertente di tutti: al duty free di Hong Kong, oltre ai negozi, trovi campo da golf, cinema IMAX e una palestra con computer con cui puoi simulare una partita di basket. Cosa comprare: l’arte locale dell’Oriental Rich store, l’abbigliamento Himalaya Cashmere, gli abiti e gli accessori del marchio cinese Shanghai Tang.


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Il duty free dell’aeroporto di Dubai è il più grande di tutti: 6 mila metri quadrati di negozi che fatturano circa 2 milioni di dollari l’anno. Cosa comprare: fragranze, incensi, tuniche in seta, monili d’oro e orologi (anche se sono d’importazione, i prezzi sono più convenienti che in Italia).


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Allo Schiphol di Amsterdam oltre ai negozi ti aspettano l’unica biblioteca presente in un aeroporto e una succursale del Rijksmuseum.


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All’aeroporto Heathrow di Londra non perderti un giro nello shop dei magazzini Harrods, i giocattoli Hamley, le candele e gli oli Jo Malone, l’abbigliamento Reiss e la pelletteria Mulberry. Tutti convenienti.


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Al Charles de Gaulle, aeroporto internazionale di Parigi, lo shopping gourmand conviene: scegli i macaron di Ladurée, lo champagne di varie marche al Buy Paris duty free, ma anche i cosmetici Fragonard e le borse Longchamp.

E dopo lo shopping vai dal parrucchiere 

Più che i prodotti oggi in aeroporto vanno forte i servizi. «Prima era raro vedere un parrucchiere tra un gate e l’altro, oggi sono la norma. Lo stesso vale per la manicure e i massaggi» spiega Ponzato. «I prezzi sono equivalenti a quelli che trovi fuori, ma qui hai il vantaggio di utilizzare il tempo dell’attesa per regalarti un piccolo lusso. Il vero boom, però, è la gastronomia negli hub: in questo caso lo scopo non è risparmiare, ma fare esperienze uniche. A Londra Heathrow, per esempio, c’è The Gorgeous Kitchen, considerato il migliore ristorante aeroportuale al mondo».