La dieta dukan in gravidanza

Abbiamo chiesto alla Dottoressa Elettra Pasqualoni, dietista dell’AIDAP Verona, se è possibile seguire la famosa dieta Dukan anche nel corso di una gravidanza.

Ci ha spiegato che «l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in gravidanza. Una corretta alimentazione prima, durante e dopo il periodo gestazionale è fondamentale per un adeguato sviluppo del feto, per un buon esito del parto e per la futura crescita del bambino».

Dieta Dukan in gravidanza

Dieta Dukan: si può fare anche in gravidanza? Quali sono i rischi di una dieta iperproteica durante la dolce attesa? Ne parliamo con la dietista

Specialmente durante la gestazione, è bene che l'alimentazione sia il più varia possibile, così da assicurare a mamma e bambino l'apporto di tutte le sostanze nutritive di cui necessitano.

Per questo motivo, la dieta Dukan è sconsigliata in gravidanza.

Il problema della dieta Dukan ed altre diete simili è che «la dieta Dukan (al pari della dieta Atk

Il problema della dieta Dukan ed altre diete simili è che «la dieta Dukan (al pari della dieta Atkins, la Zona, la South Beach) è un piano dietetico a basso apporto di carboidrati e ricco di proteine. Tale tipologia di dieta non rispecchia le linee guida alimentari per la gravidanza. Non solo – aggiunge la dottoressa Pasqualoni – esistono molti dati contro la prescrizione di tali diete in gravidanza».

E se fare attenzione all'alimentazione mentre si è in dolce attesa è un must, per la salute sia della mamma che del bambino, seguire una dieta iperproteica per perdere peso potrebbe essere dannoso.

- La dieta Dukan è una dieta povera in fibre e ciò favorisce la stitichezza, che è un problema sp

- La dieta Dukan è una dieta povera in fibre e ciò favorisce la stitichezza, che è un problema spesso rilevante in gravidanza.

- La riduzione del consumo di verdura, frutta e legumi in tale dieta non permette un adeguato apporto di sali minerali e di vitamine e tra queste anche di acido folico il cui fabbisogno è aumentato in gravidanza rispetto all’adulto.

- Le diete iperproteiche, povere in carboidrati favoriscono la produzione di corpi chetonici.

Come ci spiega la dottoressa Pasqualoni, le diete iperproteiche, «specialmente nella prima fase, no

Come ci spiega la dottoressa Pasqualoni, le diete iperproteiche, «specialmente nella prima fase, non introducono carboidrati e zuccheri a sufficienza per il cervello, pertanto l’organismo utilizza i depositi di zucchero esistenti nei fegato e nei muscoli; ma quando anche questi sono esauriti, il corpo inizia a produrre i corpi chetonici che derivano dalle proteine dei muscoli e dai grassi del tessuto adiposo, con il fine di nutrire il cervello al posto dello zucchero (glucosio) non più disponibile».

E lo stato di chetosi può causare l’insorgere di seguenti disturbi dannosi per la mamma e il bambino.

Tra le conseguenze di una dieta iperproteica - come la Dukan - in gravidanza, ci sono:- Leggera disi

Tra le conseguenze di una dieta iperproteica - come la Dukan - in gravidanza, ci sono:

- Leggera disidratazione che può determinare vertigini, mal di testa, confusione, fatica, problemi del sonno, irritabilità e peggioramento dei sintomi gottosi e di problemi renali eventualmente esistenti.

- Nausea, che all’inizio riduce momentaneamente l’appetito, ma che non ha un effetto a lungo termine nel ridurre l’assunzione di cibo

- Uno stato di chetosi prolungato aumenta il rischio di osteoporosi perché può favorire la deplezione di calcio nelle ossa aumentando così il rischio di frattura nelle giovani donne..

- Aumento della pressione arteriosa, con l’aumentare dell’età dovuta a un deficit di carboidrati e di cibi ricchi in fibre, i quali proteggono appunto dall’aumento della pressione arteriosa. L’aumento della pressione arteriosa in gravidanza è un evento molto pericoloso per la salute di mamma e bambino.

- Lo stato di chetosi in soggetti sani può svolgere un ruolo nella comparsa non solo di ipertensione arteriosa ma anche di dislipidemie e malattie cardiovascolari.

In conclusione, la dottoressa Pasqualoni spiega che «considerando che l’alimento 'completo' non esiste, si evince la necessità di inserire giornalmente tutti i gruppi alimentari con la corretta frequenza affinché le gestanti possano assumere tutti i principi nutritivi di cui hanno bisogno».

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