La mia passione per gli agrumi mi è stata tramandata dallo zio che mi regalò la sua piccola collezione in vaso quando non fu più in grado di occuparsene. Successivamente è esplosa quando arrivai qui nel Giardino Felice, un luogo dal clima mite e suolo generoso, perfetto per coltivare in piena terra tutte le specie del genere Citrus.

Con gli anni, avendo esaudito i desideri più classici moltiplicando gli acquisti in base alle varietà, mi sono spinta a cercare gli agrumi più particolari e meno conosciuti, sia per tipo di pianta che per frutto, preferendo quelli eduli (non tutti lo sono): fu così che adottai un pomelo. Sì, pomelo, non pompelmo, questo nome non è un errore di battitura ma una vera e propria specie. Chi lo conosce?

Frutto da Guinnes dei primati

Il pomelo (Citrus maxima) è una pianta molto simile agli altri agrumi -come limone o arancio- che ci sono più famigliari perché presenti nei vivai o nei nostri terrazzi e giardini. La sua origine è il sud-est asiatico dove ancora si coltiva ad uso alimentare. In Italia il frutto si trova ancora raramente in vendita, nonostante l’ottimo sapore (simile al pompelmo) e il formato da record: è infatti il Citrus più grande esistente. Ogni singolo frutto può arrivare a pesare diversi chili: il mio piccolo albero (che ha circa 8 anni e raggiunge a fatica i 2 metri di altezza) ne produce diversi che sfiorano il chilo.

Frutto di pomelo in maturazione.

Parte del suo peso resta però nella buccia, o meglio nell’albedo, quella parte bianca, amara e un po’ spugnosa tra la superficie esterna colorata (il flavedo) e gli spicchi. La polpa può esser sia gialla che rosa, leggermente più aromatica.

Ornamentale 4 stagioni

Verso fine novembre i frutti iniziano a colorarsi, ma occorre aspettare oltre un mese per la totale maturazione.

La crescita del pomelo, come del resto di tutti gli agrumi, è meno rapida di altre piante da frutto: anche per questo motivo può vivere bene in vaso, specialmente laddove il clima è più ostile. Fruttifica un po’ di meno, ma il suo valore ornamentale resta indiscusso in tutte le stagioni: è sempreverde, fiorisce inebriando l’aria e i frutti globosi rendono la pianta ancora più scenografica proprio in un periodo dell’anno dove c’è bisogno di colore, anche in giardino. Io dopo anni che lo ospito mi continuo a chiedere come faccia a sopportare il peso di quelle bellissime sfere, per altro eduli.

Coccole botaniche

Sebbene gli agrumi vengano spesso identificati come piante delicate e un po’ cagionevoli, basta conoscerli per sapere che non è del tutto vero ed il pomelo non fa eccezione.

Il modo migliore di mangiare il pomelo è privarlo anche della pellicola che ricopre ogni singolo spicchio. Questa è infatti piuttosto amara.

Le malattie nelle quali si può imbattere sono quelle tipiche dei Citrus (cocciniglia, afidi, fumaggine, minatrice…): niente di irreparabile, ci sono diversi rimedi fai-da-te (sapone di Marsiglia, alcol, olio di neem, sapone molle…) oppure spray già pronti all’uso in ogni vivaio, ricordandosi di sceglierne uno biologico per poter mangiare i frutti fin da subito, non dovendo rispettare i tempi di carenza tipici di alcuni fitofarmaci.

Interno del frutto di pomelo.

Prevenire è comunque meglio di curare, ed io consiglio a primavera una buona coccola alla pianta con semi macinati di lupino: un toccasana super naturale per gli agrumi. Basta integrarli superficialmente nel terriccio, avendo cura di non lasciarli troppo in vista perché piacciono terribilmente pure agli uccelli. Un’altra pratica casalinga che fa felice la pianta è mescolare qualche manciata di fondi di caffè nel suolo: serve per migliorarne la texture, acidificandolo in modo leggero.

Pillola verde: l’agrume originario

Un frutto del pomelo appena raccolto. Di solito sono molto più grandi di arance, cedri e pompelmi.

Il pomelo, insieme a cedro e mandarino, è considerato uno dei tre agrumi ancestrali da cui derivano tutte le altre specie tramite incroci naturali o pilotati dall’uomo.

Qualche esempio? L’arancio proviene da un antico mix spontaneo tra pomelo e mandarino, mentre il limone tra cedro e arancio amaro.

Se volete conoscere qualche altro agrume insolito, leggete qui la storia del ponciro e del chinotto. Se invece preferite un classico, ecco il limone.

Curiosità: mangiar meglio

Il modo migliore per gustare appieno l’aroma intensissimo del pomelo, sia giallo che rosa, è togliere la pellicola biancastra che ricopre ogni singolo spicchio, per poi gustarlo “nudo”: l’operazione è un po’ lunga ma non troppo laboriosa considerata la grandezza del frutto che lo rende facilmente maneggiabile.