Gli adolescenti di oggi e l’importanza del dialogo

Mai interrompere la comunicazione tra genitori e figli adolescenti. In questa fase della crescita è ancora più importante la vicinanza dei genitori, anche se deve essere modulata intorno al nuovo individuo che è nostro figlio adolescente. Questa è la tesi dell’interessante saggio “Nuovi adolescenti, nuovi disagi” di Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli (Mondadori): “Purtroppo, quando la distanza (emotiva, affettiva, di condivisione, di accudimento) tra genitori e figli supera un certo limite, i figli annaspano sempre, faticano, tentano di farcela da soli, ma sviluppano anche una sorta di surplus di dipendenza, quasi una voglia, una nostalgia rimasta inevasa di appoggiarsi comunque, a chiunque, a qualsiasi cosa. Non è il destino di tutti, ma di troppi. Di solito si pensa al contrario. Si tende a celebrare l’autonomia degli adolescenti, la precocità dei bambini, la capacità dei nostri figli di essere sempre al top: nello sport, al computer, alle prese con videogiochi e telefonini.”

Gli adolescenti e il bisogno di indipendenza

ASCOLTA IL BISOGNO DI INDIPENDENZA
La paura per la sicurezza e la salute di un figlio abita il cuore di un genitore fino all’ultimo respiro di vita, tuttavia durante il processo di crescita il controllo che nei primi anni di vita è più serrato, si pone in contatto con una richiesta di indipendenza sempre piu pressante. Per diventare adulti c’è bisogno di sperimentare se stessi, fare di testa propria. Pedagogisti come Maria Montessori e Rudolf Steiner, nei metodi da loro ideati, hanno promosso il valore dell’autonomia del bambino, facilitata fin dai primi anni di vita. Non si diventa grandi in un giorno solo, è un processo graduale. Concedere sempre maggiore libertà non è facile e implica coraggio, attenzione, forza da parte di un genitore. Il fattore fondamentale capace di giocare a favore del rapporto genitore figlio? La presenza

Ascoltiamo gli adolescenti... anche in ciò che non dicono

SII PRESENTE
Osservare il comportamento dei propri figli, sedersi insieme e adottare un atteggiamento di ascolto profondo è un allenamento quotidiano. In una relazione di fiducia si impara a sostituire il controllo con l’accompagnare. Un adolescente non si accontenta del “Si fa così”, perché ha bisogno di capire in modo da poter ideare il suo sistema di regole. Questo può generare discussioni pressoché infinite, ma la ribellione fa parte del percorso alla scoperta di se stessi. Il semiologo Ivan Darrault, che da anni lavora con i giovanissimi, spiega che l’adolescenza è il momento in cui si verifica una nuova nascita, non più dai genitori ma da se stessi. Diventare adulti è prendere le proprie decisioni a costo di sbagliare. Essere presenti nella vita di un figlio non significa tempestarlo di domande, ma essere attenti in silenzio, accorgersi delle sue emozioni e manifestare la propria opinione con delicatezza, facendo caso anche a ciò che non dice.

Il coraggio di spiegare le regole

IMPARA A NEGOZIARE
Accompagnare lascia all’altro la sua libertà e al tempo stesso costituisce un’energia potente perché assicura la presenza. Per quanto un adolescente abbia bisogno di combattere e difendere la sua domanda di libertà, ha altrettanto bisogno di essere protetto. Aiutare un figlio a scoprire la sua identità di persona adulta è un processo intimamente collegato alla capacità, da parte del genitore, di fare un passo indietro e, invece di imporre decisioni dall’alto, iniziare a negoziare, discutere, riflettere e farlo insieme. Far capire a un adolescente le ragioni profonde alla base di una certa regola o motivazione è tutt’altro che accessorio: per i genitori è tempo di esporsi e questo coraggio è essenziale per realizzare un nuovo orizzonte comunicativo.

Accettare il bisogno di privacy degli adolescenti

RISPETTA LA SUA PRIVACY
Il modo in cui pensiamo e agiamo si è costruito a partire dalle nostre esperienze personali, ma se siamo disposti ad ammettere che gli altri possano pensarla in modo diverso non sempre riusciamo ad accogliere la diversità di idee fra le mura domestiche con altrettanta facilità. Non è detto che i nostri figli la pensino come noi: fra dieci o venti anni potrebbero ripensarci, ma al momento non è così e imporre una certa idea di solito non migliora le cose. Tu la pensi in modo identico ai tuoi genitori? Per diventare una persona adulta hai dovuto sperimentare, soffrire, sbagliare: fa parte del processo di crescita di ogni essere umano. Non temere le discussioni. La sfida è iniziare a far posto a un confronto autentico fra persone. Ogni figlio ha bisogni differenti, non è possibile generalizzare con un manuale di cose da fare o non fare. Osserva chi è tuo figlio, ritagliatevi uno spazio per fare cose insieme: impara a conoscere la persona nuova che hai di fronte a te. E se desideri entrare nella sua intimità chiedilo con delicatezza, perché, a differenza di quando era bambino, ora questo quasi adulto vuole la sua privacy. Proprio come te.