MARIA LETIZIA TANTURRI  Demografa all’ateneo di Padova, è nel direttivo del progetto europeo FamiliesAndSocieties

CHIARA SARACENO  Sociologa del lavoro e della famiglia. Il suo ultimo libro è Il lavoro non basta (Feltrinelli)

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38% SI – 62% NO

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@mary
«Le mamme non hanno bisogno del bonus bebè, vogliono poter lavorare».
@marija
«Per avere il bonus bebè, bisogna avere un reddito così basso che alla fine l’assegno non fa la differenza. Allungare a 1 anno la maternità e sospendere il versamento dei contributi per le lavoratrici autonome, invece, cambiarebbe le cose per molte».
@valentina
«Sarebbe meglio investire sui servizi destinati ai bambini, come gli asili»
@barbara
«Ho 2 figli adolescenti. Perché lo Stato non dà un contributo ai ragazzi? Hanno bisogno di tante cose e i libri costano tantissimo!».
@veronica
«Servono più leggi che tutelino le donne lavoratrici!».

Raddoppiando il bonus bebé, si salirebbe a 160 e 240 euro al mese per i primi 3 anni di vita del ba

Raddoppiando il bonus bebé, si salirebbe a 160 e 240 euro al mese per i primi 3 anni di vita del bambino, per chi ha un reddito annuo Isee inferiore rispettivamente ai 25.000 e ai 7.000 euro. La misura riporta sul tavolo la questione demografica, nel momento in cui l’Istat lancia l’allarme: in Italia si fanno in media 1,35 figli per donna. E una su 5, tra i 40 e i 45 anni non ne ha.

Aiuta ad allargare la famiglia. Gli studi demografici dimostrano che il bonus è una spinta per chi desidera un secondo o un terzo figlio, ma teme di non farcela economicamente. L’impatto sulla natalità potrebbe essere più forte se l’assegno diventasse stabile e non da rinnovare ogni anno, invogliando chi non ha ancora bambini a pensarci. È un inizio positivo, a cui far seguire interventi a sostegno dei giovani.

I figli più crescono più costano. Il bonus bebè aiuta forse ad affrontare le spese iniziali, ma p

I figli più crescono più costano. Il bonus bebè aiuta forse ad affrontare le spese iniziali, ma poi? Intanto ci vorrebbe un assegno per tutti, come in Francia dove c’è un premio alla nascita per circa il 90% delle famiglie (esclusi i ricchi). Ma non basta: in Germania il Kindergeld di 190 euro al mese per primo e secondo bambino dura fino ai 18 anni del figlio e si somma a sgravi fiscali.

C’è bisogno di nidi pubblici. In Italia per le neomamme è difficile restare nel mondo del lavoro: un assegno per i primi 3 anni non compensa certo la perdita di uno stipendio. Oltretutto i nonni oggi sono costretti a lavorare a lungo. Non sempre si può contare sul loro aiuto. Quindi bisogna fornire alle giovani donne servizi buoni e accessibili. A partire dai nidi pubblici. Sembra scontato, ma non lo è affatto.