La nascita a misura dei bambini

USA LE FIGURE
«Quando il bambino cresce comincia a capire il suo corpo e che avrà sempre un pene o una vagina. Le domande si fanno più puntuali, hanno più voglia e bisogno di sapere. Man mano che crescono, il racconto iniziato da piccini si arricchisce di parole nuove, spiegazioni più approfondite. Arriva il momento di spiegare il “come” nascono i bambini e quindi cosa significa fare l’amore per i grandi. Questo si traduce in sudori freddi per tanti genitori, ma anche in questo caso la semplicità è una buona risposta». spiega Marzia Cikada: «Possiamo anche parlare della divisione delle cellule, magari sostenuti da un buon libro di anatomia illustrata, che aiuta sempre. Ma il focus del racconto sarà spiegare come il pene entri nella vagina per recapitare il caro spermatozoo che, incontrato l’ovulo, si svilupperà in un bambino. Poi, si passerà alla storia di come, dopo aver passato un certo periodo nella pancia della mamma, il nuovo bambino sarà pronto per nascere. È bene cercare le immagini più adatte e vicine al bambino, pescandole dal suo mondo, creare racconti, disegni e accompagnare il tutto con serenità. A quale età esattamente? La regola sarebbe quella del prima possibile, ma è bene monitorare se stessi e il bambino. Sarà lui l’ago della bussola. Se si sente accolto, chiederà quando avrà desiderio di sapere e quello sarà il momento giusto».

Le parole giuste per spiegare la sessualità ai bambini

QUALI PAROLE USARE?
L’esperta ci aiuta a riflettere su un punto importante: «Partiamo da una semplice constatazione. Se il bambino chiede, il bambino sta immaginando qualcosa. Infarcire il racconto del concepimento di fatine, cicogne e quant’altro protegge gli adulti ma non aiuta molto il bambino, che si affiderà alla storia che reputerà migliore, di solito quella di qualche amichetto. Se all’inizio è dura dire la verità, niente altro che la verità, sarà possibile usare parole che suonino meno difficili per l’adulto (piselli e patate vanno sempre per la maggiore), ma è bene che si insegnino sempre anche le parole corrette. In fondo il parlare di pene dovrebbe essere come parlare delle orecchie. Quindi, come nascono i bambini? Nascono quando due persone che si vogliono bene, fanno l’amore. Fare l’amore non è abbracciarsi, non è un bacio, è fare l’amore, ed è roba da grandi. Questo deve essere chiaro».

Il mistero della nascita affascina i bambini

COME CAMBIA CON L’ETÀ
«La storia cambierà a seconda dell’età. A tre anni i bambini non distinguono perfettamente i diversi organi sessuali, alcuni pensano che anche i papà possano avere bimbi» puntualizza Marzia Cikada, che ci aiuta a trovare le parole giuste: «Siamo chiari su questo appassionante argomento. Dal semino che attraverso il corridoio della mamma germoglia nella sua pancia, man mano che il bambino cresce, si arriverà a raccontare del pene del papà che entra nella vagina fino a starsene tranquillo nell’utero, una specie di cassetto, stanzetta sicura dove si trova tutto quello di cui il futuro bambino ha bisogno per crescere. Finito il tempo, dopo nove mesi, uscirà da un buchino che la mamma ha nella sua vagina, una porta speciale per far uscire il bambino nel mondo. Le parole sono tante, ogni genitore deve trovare quelle che sente più sue, inventare la sua storia, rispettando i tempi del bambino, ma anche i suoi. E non dimentichiamoci tanti bellissimi libri sul tema». Come ci ricorda l’esperta: «Parlare di come nascono i bambini permette di raccontare una storia che la maggior parte dei bambini adora, il mistero della loro nascita, nella loro famiglia».

Le bambine giocano a fare le mamme

BAMBINE, FUTURE DONNE
Come affrontare le frasi di bambine piccole, magari sentite dagli adulti o per emulare la mamma in dolce attesa, “Adesso anch’io avrò un bambino“? Spiega l’esperta: «Sono molte le bambine che giocano alle mamme. Sono curiose del corpo e della vita. Senza aver paura di questa fretta di diventare grandi, è bene che si spieghi che per tutto c’è un tempo giusto, sempre lasciando che sia il bambino a condurre il discorso, con i suoi dubbi e le sue domande. Cerchiamo di capire se non sia un modo per comunicare altro, anche solo una ricerca di attenzione perché qualcosa è cambiato, magari nel periodo che precede il reale arrivo di un fratellino». Attenzione, però, a essere chiari su alcuni punti importanti: «A domande e comportamenti non adatti rispondiamo chiaramente. Per esempio, quando avranno un bimbo con la mamma, il papà o lo zio? Mai».

La natura ci aiuta a spiegare la nascita ai bambini

COME SONO NATO?
Può essere utile spiegare la nascita di alcuni animali e disegnare insieme i vari modelli a seconda della specie di appartenenza? «Certamente. Anzi. La natura è una fantastica co-educatrice su certi temi. Se la gattina di casa partorisce i suoi piccoli, sarà più facile spiegare come questo accade, trasferendo poi il racconto su uomini e donne. E poi abbiamo la fantasia, in questo ci aiutano proprio i bimbi. Saranno loro a proporre l’esempio migliore da usare. Un pupazzo, un protagonista di un libro, di un cartone, un personaggio inventato insieme: tutto può diventare materiale speciale per un argomento speciale. Creare insieme, disegnare la nascita, fare un modellino del proprio corpo con materiali diversi, sono tutti strumenti utili per avvicinare l’argomento con leggerezza, superando buona parte dell’imbarazzo degli adulti. Senza dimenticare che si passa del tempo insieme nel migliore dei modi possibili, giocando».

Dire la verità ai bambini in modo semplice

SPIEGA CON CONSAPEVOLEZZA
Siamo nel 2015, eppure siano ancora moltissimi gli adulti che provano imbarazzo di fronte alla semplicità della natura: è possibile imparare a affrontare il tema del sesso con apertura e senza imbarazzi? «Non esiste 2015 che tenga. Il sesso spaventa ancora. Sono ancora molti i genitori che cercano di evitare l’argomento, per esempio. Purtroppo questo non fa che passare l’idea che ci sia qualcosa di sbagliato nella sessualità, nel proprio corpo, nel proprio volerlo capire. Gli adulti dovrebbero prendersi il tempo per imparare come affrontare l’argomento, anche leggendo letteratura adatta o parlandone in un incontro con un professionista. Altrimenti ci troviamo di fronte a bugie, favolette inventate e questo ai bambini non piace, senza parlare della tanta confusione che crea. Invece, sarebbe bene rispondere sempre nel più breve tempo possibile alle domande dei bambini, senza nascondersi dietro un “sei troppo piccolo” o peggio deriderlo per aver chiesto». Come ricorda l’esperta: «Se un bimbo chiede vuole dire che è pronto a sapere. Non sottovalutiamo mai la capacità dei bambini di seguirci nei discorsi, se fatti con semplicità, chiarezza e onestà, accompagnati dall’affetto che si prova e la disponibilità ad esserci, tutti gli argomenti possono essere affrontati».