Autovalutazione: 5 esercizi che miglioreranno il tuo modo di lavorare

Se pensi che il tuo metodo di lavoro possa essere migliorato al fine di ottenere un aumento o raggiungere specifici obiettivi di produzione, non sei la sola

Molto spesso nelle aziende all’estero i test di autovalutazione vengono impiegati dalle aziende per comprendere a fondo i loro dipendenti. Sembrerà una perdita di tempo per tutti, ma ti sorprenderà sapere che non lo è affatto: stiamo parlando di quantificare la tua performance e comprendere a pieno quali sono le tue pecche e quali, invece, i punti di forza.

Pronta ad approfondire? Ti sveliamo 5 esercizi per migliorare il modo di lavorare che potrebbero fare al caso tuo. Dopotutto, c’è sempre un margine di miglioramento, no? E allora scoprilo con noi!

In Italia spesso il test di autovalutazione dei dipendenti non è affatto richiesto. Tuttavia, se stai pensando a un modo per monitorare i tuoi progressi annuali, si tratta forse del migliore sulla piazza. Prima di iniziare a scrivere quello che secondo te è cambiato o si è evoluto negli ultimi mesi di lavoro, rifletti. Cosa c’è di più importante per un’autovalutazione? Mantenere un punto di vista che sia il più neutrale e oggettivo possibile! E come si fa per essere obiettivi con se stessi? Mantenendo aperto il dialogo. Parla con le altre persone, confrontati su di loro – se lo desiderano – e su di te.

Chiedere un feedback costante ai propri clienti – in caso di lavoro autonomo – o colleghi non è sintomo di debolezza, fintanto che viene effettuato nel modo giusto. Domandati se sei in pari con i tuoi obiettivi. Quali sono le priorità sulle quali concentrarsi in questo momento? Sono in tempo o sono in ritardo col progetto? Come posso attuare un processo di semplificazione del mio lavoro? Dovrei concentrarmi su altre attività?

Non chiedere mai “Sono brava abbastanza?”. Potresti mostrare il fianco per qualche palla curva decisamente sgradita. Evita questo genere di domande soprattutto se sai di trovarti in un ambiente competitivo, dove l’atmosfera è tosta.

Fatti le domande “giuste”

Chiedere agli altri aiuta a dare una bussola ai propri pensieri, ma alla fine della fiera ci sono solo due persone a cui devi rendere conto. Il nostro capo, ovvio; ma anche te stessa. Chiunque legga un test di autovalutazione non si aspetta di trovarci solo parole di lode, ma anche un’opportunità di autovalutazione e miglioramento. Al fine di potenziare il proprio set di competenze, è necessario imparare a farsi le domande difficili. Quelle che non piacciono proprio a nessuno.

Per esempio: “Cosa avrei potuto fare meglio da quando lavoro qui?”. “Quali sono i miei punti deboli e come posso fare per migliorare?” “Dove posso prendere iniziativa da sola e migliorare, per ricoprire meglio il ruolo aziendale che svolgo?”

Anche se l’autovalutazione rimane a te e non viene poi divulgata ai piani alti, evita di incolpare gli altri e mantieni sempre un tono positivo. Evita di usare l’autovalutazione per criticare l’operato del tuo capo, o la strategia aziendale. Non è questo il posto per farlo. L’autovalutazione riguarda gli ambiti di forza e quelli di debolezza di un dipendente, e come mettersi davanti allo specchio per migliorare o imparare a capirsi meglio.

Affronta le tue debolezze

Forse è più facile individuare i propri punti di forza che quelli deboli. Forse, semplicemente, è più facile accettarli. In fondo a noi stesse, però, sappiamo bene quali siano le attività in cui possiamo migliorare. Invece di parlare di inadempienze o carenze vere e proprie, scegli un linguaggio proattivo per affrontare le questioni spinose. Per rispondere a tutte le domande “giuste” che abbiamo elencato sopra, dovrai essere in grado di mantenere un tono obiettivo, propositivo e onesto.

Se, per esempio, ti rendi conto di avere un problema con l’uso dell’HTML5, proponiti di seguire un corso o acquistare un paio di libri sull’argomento e fai presente che sai di avere alcune difficoltà in materia. Aggiungi che l’argomento ti affascina e che hai ferma intenzione di approfondirlo. Insomma, usa i tuoi punti deboli per dimostrare la tua buona volontà a te stessa e a chi, eventualmente, potrebbe leggere la tua autovalutazione.

Documenta i tuoi risultati

Ora che abbiamo attraversato le acque difficili delle debolezze, possiamo passare ai risultati. Dovrai essere specifica e andare a documentare i tuoi risultati nel modo più misurabile possibile. Includi il modo in cui le tue competenze hanno aiutato a raggiungere alcuni obiettivi strategici. Racconta l’intera storia, se lo ritieni necessario, e sii generosa di dettagli sui modi in cui hai saputo contribuire positivamente all’operazione. Attieniti a fatti tangibili, a numeri, a cose che puoi usare a tuo vantaggio, specialmente se progetti di negoziare lo stipendio.

Quando parli di risultati personali dovrai essere in grado di specificare con precisione quali sono. Ecco perché potrebbe essere una buona idea, per esempio, tenere un diario di lavoro, dove custodire gelosamente i propri risultati.

Definisci i prossimi obiettivi

Sebbene gran parte dell’autovalutazione concerne uno sguardo sui propri trascorsi, è importante lasciare un paragrafo finale dedicato ai progetti futuri. Quali saranno i tuoi prossimi obiettivi lavorativi? In che modo pensi di migliorare? Ogni autovalutazione che si rispetti si conclude con una parte dedicata ai prossimi step. Insomma, in questo mondo frenetico nessuno può mai dirsi davvero arrivato. Proponiti di seguire un corso, richiedere un workshop aziendale, o di lavorare individualmente su ciò che sai di poter migliorare.

Il tuo bagaglio di competenze non sarà solo funzionale a migliorarti come dipendente, ma anche a potenziare te stessa in quanto possibile futura impiegata in una nuova realtà. Insomma, ciò che impari lo porti con te e puoi spenderlo altrove. E continuare a crescere è la chiave per mantenersi desiderabili agli occhi delle aziende.

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