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Perché sul lavoro disimparare è importante quanto imparare

Anche se si è assolutamente convinte delle proprie competenze, nel mondo del lavoro a volte è importante anche saper riconsiderare ciò che si sa, disimparare qualcosa e rimettersi in gioco.

Per quanto possa sembrare avvilente dirlo, è innegabile che oggi il mondo del lavoro sia una giungla. Emergere è sempre più difficile e, soprattutto se ci si trova a dover condividere spazi e compiti con colleghi poco empatici o che non incontrano le nostre simpatie, la sfida può farsi decisamente in salita. In questi casi il cattivo umore spesso prende il sopravvento ed è facile lasciarsi sopraffare dallo sconforto.

Se ti trovi in una situazione simile non abbatterti, ma cerca di reagire e capire come migliorarla.

Non fare però l’errore che fanno in tanti, ovvero quello di credere che acquisire più nozioni possibili sia l’unica cosa che conta per essere considerata capaci sul posto di lavoro e svolgere al meglio le funzioni che ti competono.

Indubbiamente formarsi e sviluppare competenze specifiche è fondamentale per ambire a una buona riuscita sul mondo del lavoro, ma come la prenderesti se ti dicessimo che, a volte, disimparare è quasi meglio che imparare?

Lascia andare le tue certezze

Spesso quando si arriva in un nuovo luogo di lavoro, forti di una precedente esperienza alle spalle o di un percorso di studi che si crede perfettamente in linea con l’azienda di approdo, è facile dare per scontato di essere assolutamente preparate a ricoprire il nuovo incarico.

Il cervello umano, infatti, è automaticamente progettato per ragionare secondo logiche di causa – effetto, quindi la convinzione lineare che si materializza nella mente è quasi sempre la seguente: se mi hanno assunta, o presa in prova o per uno stage, significa che sono competente e adatta a soddisfare le loro richieste.

Molto probabilmente questo assunto corrisponde a verità, ma di per sé non basta per consentirti di svolgere attivamente il lavoro al quale sei chiamata. Le competenze o skills che porti in dote, infatti, sia primarie sia secondarie, inizialmente vivono sulla carta ed è necessario trasformarle in realtà per avere successo.

Quindi, replicare semplicemente quello che hai sempre fatto altrove, fino al momento precedente, non è sufficiente.

Le capacità e conoscenze, infatti, sono elementi spesso generici, che non possono essere riprodotti allo stesso modo in ogni luogo e in ogni momento della tua vita lavorativa. Ogni realtà ha le proprie dinamiche e ciò che può essere perfettamente calzante in una, potrebbe rivelarsi un completo disastro in mille altre.

Disimparare significa proprio questo: essere disposte a mettere in discussione buona parte del proprio sapere per migliorarsi, e acquisire nuove skills, molto più utili nella tua nuova dimensione.

Insistere a fare le cose come eri abituata in precedenza potrebbe rivelarsi estremamente contro producente.

Come fare per disimparare e migliorarsi sul lavoro

Passare dalla teoria alla pratica non è sempre semplice e anche in questo caso, dovrai metterci molta buona volontà per scardinare dentro di te abitudini e automatismi acquisiti, soprattutto se ti accorgi non stiano più funzionando, o non lo stiano facendo al meglio.

Ecco qualche dritta per disimparare alcune convinzioni e rimetterti in gioco.

Osserva i colleghi

Arrivare in un nuovo posto di lavoro ed essere certa di sapere già come funzioni è l’errore più grande che potresti fare. Molto probabilmente non è così e, inoltre, dimostrarti eccessivamente spavalda potrebbe farti risultare antipatica ai tuoi compagni d’ufficio, meglio non rischiare.

I primi giorni, quindi, tieni a freno la tua voglia di emergere e osserva quello che fanno gli altri, come si attivano e come agiscono quando viene assegnato loro un compito. Questo non significa ovviamente vivere le ore in ufficio stando in disparte, ma cercare di capire come si muove l’azienda, prima di criticarla o imporre il tuo metodo di lavoro.

Sii disposta a cambiare idea

Se noti che l’approccio ai compiti assegnati, alle deadline, alle crisi e a tutti gli altri aspetti che riguardano la giornata di lavoro, nella tua nuova azienda è completamente diverso dal tuo, o da come ci si muoveva nel tuo passato luogo di impiego, non pensare che sia automaticamente sbagliato.

Certo, potrebbe anche esserlo, ma è molto più probabile che si tratti di un diverso modo per raggiungere il medesimo risultato. Prendi quindi in considerazione l’ipotesi di poter cambiare idea, di disimparare quello che già sai e di riempire la tua testa di nuove nozioni.

Non pensare di aver perso tempo in precedenza

Se l’idea di dover fare tabula rasa delle tue abitudini sul luogo di lavoro ti fa sentire come se gli anni passati fossero stati solo un’enorme perdita di tempo, e gli sforzi fatti in precedenza oggi non ti servano a nulla, sappi che ti sbagli.

Disimparare non significa buttare via tutto il tuo bagaglio culturale e formativo, ma semplicemente essere in grado di adattarlo alla nuova situazione che ti si è presentata.

Le tue skills primarie sono intoccabili e senza di loro non andresti lontano e probabilmente non saresti stata scelta, ma per progredire e non trovarti in affanno è necessario abbandonare alcuni automatismi e abbracciarne di nuovi, sempre con il sorriso.

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