La cornice è, per certi versi, l’oggetto d’arredo più versatile che esista: cambia spesso posizione, viene riadattata al gusto del momento e, con la sua funzione ornamentale, riesce a trasformare l’aspetto di un’intera stanza. Non stupisce quindi che capiti spesso di imbattersi in una vecchia cornice in legno – magari trovata in soffitta o acquistata in un mercatino dell’usato – che si vorrebbe riportare al suo antico splendore. Il problema è che questi pezzi, specialmente se antichi, presentano quasi sempre segni del tempo: vernice consumata, fori di tarli, crepe, angoli indeboliti o addirittura piccole parti mancanti.
Restaurarla da soli è un progetto alla portata di chi è alle prime armi con il fai da te, a patto di seguire con ordine tutti i passaggi e di avere un po’ di pazienza, soprattutto nelle fasi di asciugatura. Ecco come procedere, dalla preparazione iniziale fino alla finitura.
Occorrente
- Sverniciatore
- Paglietta in acciaio a trama finissima
- Anti-tarlo
- Busta di plastica e nastro adesivo di carta (per il trattamento antitarlo)
- Nastro isolante (per proteggere le superfici)
- Stucco per legno
- Gesso per legno
- Colla vinilica
- Legno plastico (pasta modellabile che indurisce all’aria), facoltativo
- Carta vetrata fine
- Chiodi senza testa e martello
- Cartone o legno di rinforzo per gli angoli
- Cera in stecca (per stuccare i fori di tarlo)
- Cera per mobili
- Panno di lana e panno asciutto
- Pennello e pennello per doratura liquida
- Doratura liquida (se la cornice presenta bordi dorati)
1. Smontare e preparare la cornice
Il primo passo consiste nello smontare completamente la cornice: si rimuove la parte posteriore, il fondo, il vetro, l’eventuale stampa contenuta e tutti i chiodi presenti, fino a lasciare solo lo scheletro in legno. Se sul retro sono presenti vecchie carte incollate, si possono ammorbidire con un batuffolo di cotone imbevuto d’acqua e poi rimuovere con l’aiuto di un bisturi, prestando attenzione a non danneggiare il legno sottostante con una pressione eccessiva della lama.
2. Rimuovere la vernice esistente
Se la cornice presenta ancora tracce di vecchia vernice, va rimossa prima di procedere con qualsiasi altro trattamento. Con un pennello a punta piatta si applica uno strato di sverniciatore, lasciandolo agire per circa 3-4 minuti (i tempi possono variare a seconda della marca, quindi è sempre bene leggere le istruzioni sulla confezione). Trascorso il tempo indicato, si pulisce la superficie con una paglietta in acciaio a trama finissima, in modo da eliminare la vernice senza graffiare il legno.
3. Trattare eventuali fori di tarlo
In presenza di fori o fessure provocati dai tarli, è importante intervenire con un prodotto anti-tarlo prima di qualsiasi altra lavorazione. Si stende una mano di anti-tarlo sulle zone interessate, quindi si avvolge l’intera cornice in una busta di plastica sigillata bene con nastro adesivo di carta: questo crea una camera anaerobica che amplifica l’efficacia del trattamento. I tempi di asciugatura sono piuttosto lunghi, circa 48 ore, ed è comunque consigliabile verificare le indicazioni specifiche riportate sulla confezione del prodotto utilizzato.
Attenzione: l’anti-tarlo è un prodotto tossico. È bene effettuare il trattamento in un ambiente ben areato, con le finestre aperte, ed evitare il contatto diretto con la pelle.
4. Rinforzare il telaio
Una volta completato il trattamento antitarlo e rimossa la busta di plastica, si può intervenire sulla solidità strutturale della cornice. Rinforzare gli angoli è un passaggio importante, soprattutto per i pezzi più datati: basta inchiodare un piccolo pezzo di cartone o di legno sul retro di ciascun angolo, così da irrobustire i punti di giunzione più soggetti a cedimenti.
5. Stuccare crepe e imperfezioni
Prima di procedere alla rifinitura, è il momento di intervenire sulle piccole imperfezioni della superficie. Si protegge il resto della cornice con del nastro isolante, si pulisce accuratamente la zona da trattare con dell’alcool e si eliminano eventuali schegge di modanatura, facendo attenzione a non rovinare il legno.
A questo punto si applica un sottile strato di stucco per legno nei buchi e nelle fessure più evidenti, usando una piccola spatola. In alternativa allo stucco tradizionale, si può utilizzare del legno plastico, una pasta modellabile che indurisce all’aria: va lavorata bene e applicata direttamente sulle imperfezioni. Una volta completamente asciutta la pasta, se ne può rifinire la forma con uno scalpellino e levigarla con carta vetrata fine. In entrambi i casi, una volta asciutto lo stucco (o il legno plastico), si rimuovono le eccedenze con carta vetrata o con un bisturi, senza esercitare troppa pressione sul legno.
6. Ricostruire le parti mancanti
Se la cornice presenta pezzi mancanti, è possibile ricostruirli utilizzando del gesso per legno. Si prepara un impasto omogeneo e lo si applica in quantità abbondante sulla zona da ricostruire, senza preoccuparsi eccessivamente della precisione in questa fase. Una volta che il gesso si sarà completamente asciugato, si procede a rimuovere la parte in eccesso con della carta vetrata, fino a ottenere la forma desiderata e un raccordo omogeneo con il resto della cornice.
7. Rifinire e proteggere il legno
Per i piccoli fori residui, come quelli lasciati dai tarli, si può far penetrare della cera in stecca con l’aiuto di una piccola spatola: una volta indurita, andrà lucidata. È importante scegliere una colorazione di cera simile al legno originale, in modo da camuffare al meglio l’intervento.
Per la finitura finale, si strofina con energia un panno di lana imbevuto di cera per mobili su tutta la superficie della cornice, in modo da renderla lucida e allo stesso tempo nutrire il legno in profondità. Se la cornice presenta bordi interni in gesso sagomato originariamente dorati, si può infine ripristinare la doratura applicando con un pennello dedicato della doratura liquida sulle zone interessate, per restituire alla cornice il suo aspetto originale.