Tradizioni a tavola di Natale nel mondo

L’atmosfera natalizia comincia a respirarsi e come ogni anno ci si appresta a scegliere gli addobbi, i regali e ovviamente i menu festivi da condividere con amici e parenti.
Durante le feste natalizie ogni famiglia del mondo gusta i piatti della propria tradizione, preparando con cura i cibi da portare in tavola.

Un’attenta indagine sulle tavole afferma che il cenone natalizio sembra essere il più leggero, o meglio, appare tale, in confronto agli altri pasti festivi; ad esempio, in Polonia e Repubblica Ceca durante la vigilia si gustano piatti a base di minestre di funghi, aringa o carpa (un pesce d’acqua dolce), uova e differenti tipi di verdure e un particolare pane denominato “beigli” prodotto con semi di papavero.

I portoghesi invece, amano degustare il merluzzo con patate bollite e cavolfiore; in Francia, dove questo pasto viene chiamato “reveillon”, privilegiano anatra, paste fatte con farina di grano saraceno con panna acida, tacchino con castagne distinguendo i parigini che amano cenare con ostriche e “Foie Gras”(fegato d’oca)

Parlando del nostro paese, sappiamo bene che il cenone varia da città a città, date le mille tradizioni che caratterizzano la nostra cucina, ma in generale potremmo dire che gli Italiani amano mangiare il pesce, le salsicce di maiale coperte di lenticchie oppure il tacchino con castagne.

In Germania, i tedeschi chiamano simpaticamente il cenone di Natale “Stomaco Grasso” in cui coloro che non mangeranno adeguatamente verranno perseguitati dai demoni per tutta la notte. Detto ciò, a tavola consumano carne di maiale, insalata di maccheroni, salsicce bianche e altre varietà regionali.

 

Privilegiare carne o pesce durante il cenone non sembra apportare grandi differenze, ciò che invece distingue i piatti è il condimento che verrà associato ad essi.
Ad esempio negli Stati Uniti, Gran Bretagna o Australia, nonostante si mangi tacchino, che è come sappiamo una carne magra, si è soliti fare ripieni con prosciutto, salsiccia, mortadella legandovi poi per l’impasto uova e pangrattato che aumentano notevolmente l’apporto calorico del piatto.

Una particolarità da segnalare, sempre in fatto di cenone natalizio, è la tradizione spagnola che non siede a tavola prima della mezzanotte. Infatti, gli spagnoli, in fatto di orari, si distinguono da sempre per gli orari tardivi dei loro pasti, consumando la loro classica cena non prima delle dieci e il loro pranzo naturalmente, sempre dopo le due.

A tavola durante “la Noche Buena” (la Vigilia) cenano con “Pavo trufado de Navidad” (tacchino natalizio con tartufi) e i tradizionali crostacei o angulas(anguille).

Parlando di dolci, che non possono ovviamente mancare a fine pasto, ogni paese caratterizza il proprio Natale con i dessert tipici della propria tradizione culinaria; ogni famiglia si diletta in cucina preparando in casa i dolci da servire a tavola.

Cominciamo subito a citare il tipico dolce della tradizione inglese, il “Christmas Pudding”, trattasi di un budino particolarmente ricco di frutta secca e canditi; potremmo ancora menzionare le classiche “mince pie” irlandesi, tortine ripiene di frutta secca e spezie atomizzate al liquore, le “Zimsterne” per i tedeschi (dolcetti alle spezie), lo “stollen” svedese (pane ovale farcito con uvetta), il “turròn” in Spagna, la torta di zucca negli Stati Uniti, fino ad arrivare a classici dolci nostrani quali il panettone, il torrone, e i mille dolci fatti con noci e mandorle, e le infinità di torte caratteristiche di ogni tradizione regionale del nostro paese.

Non potrà mancare ovviamente su nessuna tavola una buona bottiglia di vino per il brindisi di mezzanotte.

Ciò che si spera non manchi sarà l’aria di festa che si respirerà ad ogni ritrovo, indipendentemente dai piatti tradizionali che ci accompagneranno verso l’inizio di un nuovo anno.