È timido e non gioca con gli altri

È timido e non gioca con gli altri Credits: Corbis
02/06
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Viene spontaneo puntare a uno sport di squadra con l’intenzione di abituarlo ai rapporti sociali. «Attenzione: può essere una forzatura che peggiora le cose» avverte Marina Gerin Birsa. «Un bambino non deve per forza essere un campione di socialità. Ci sono piccoli che lavorano meglio da soli, proprio come gli adulti. Meglio una via di mezzo, cioè uno sport come il tennis che assicura un contesto di squadra ma non costringe troppo all’interazione: gli allenamenti e le trasferte forniscono le giuste esperienze di comunità, ma in campo ognuno lavora per sé».

Le alternative

«I timidi faticano spesso a esprimere le emozioni e l’equitazione aiuta l’uscita dal guscio» dice Napolitano. «Il rapporto con un animale sensibile come il cavallo può essere il primo passo verso la socializzazione. Se la difficoltà è invece “mostrarsi” agli altri, lo si può avvicinare al kendo, un’arte marziale in cui si indossa la maschera e l’agonismo è minimo».

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