Mamma, non dirmi (sempre) “no”!

Credits: Corbis
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Riuscire a trasmettere i giusti valori educativi, sapendo dire anche “no” quando occorre, è uno dei compiti più ardui che un genitore debba affrontare. Talvolta risulta veramente difficile negare, altre volte lo si fa con troppa leggerezza.

Perché, se è vero che è molto più facile (anche se assolutamente controproducente) dire sempre “sì” per evitare contrasti e sentimenti negativi momentanei, sappiamo anche che spesso si rischia di cadere nell'eccesso opposto, negando senza mettersi dalla parte dei bambini e senza ascoltare i loro bisogni. A volte si è portati a dire “no” quasi a prescindere, senza riflettere a sufficienza o senza fornire alternative.

È bene sapere quindi che un atteggiamento di chiusura totale, risoluto e autoritario ad ogni costo, rischia di diventare dannoso tanto quanto uno troppo permissivo.

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I “no”: risorse fondamentali per crescere bambini felici e consapevoli. Ecco perché, per un’educazione efficace, occorre saperli dosare

Saper dosare le “negazioni assolute” è fondamentale per incanalare l’educazione che si vuole trasmettere ai propri figli verso le regole che si ritiene essere imprescindibili.

Essere in grado quindi di trovare delle giuste alternative spazio temporali ai “no”, quando possibile, aiuta a sottolineare le negazioni davvero importanti e non trattabili, fornendo così una solida struttura educativa al nostro insegnamento. Al contrario, essere autoritari in ogni situazione e ad ogni costo, farà perdere inevitabilmente valore a tutti i “no”, anche ai più legittimi. Possiamo pertanto affermare che troppe negazioni possono risultare controproducenti tanto quanto un atteggiamento permissivo oltremisura.

Se un bimbo decide però di ignorare deliberatamente un “no assoluto” è corretto rinforzare l’insegnamento restando fermi sulla propria posizione e, in certe situazioni, sanzionando l’atteggiamento sbagliato, così come accade nella vita reale.

Attenzione però: l’eventuale punizione deve essere sempre commisurata al motivo ce ci ha spinti a crearla, all'età e alla personalità del bambino.

La sanzione al comportamento sbagliato inoltre deve rinforzare un insegnamento, non può e non deve mai essere uno sfogo per il genitore.

Per fornire quindi un collegamento e dare struttura a un “no assoluto” la punizione deve essere collegata all'errore commesso in modo coerente.

Infine, molto importante è tenere a mente che una buona educazione non passa mai attraverso l’umiliazione o la mortificazione. La parola chiave da ripetersi come un mantra è “rispetto”, e sarà il nostro insegnamento più importante.

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