Perché i neonati non fanno i capricci

Credits: Corbis
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Vizi, capricci, piangere per ingannare la mamma... sono il più grande timore di un genitore odierno. Portare il neonato sempre a contatto con mamma, papà o i fratelli più grandi è un'abitudine che si è persa nel tempo e lo stare insieme si limita a piccoli gesti quotidiani come il mangiare, il cambio e il vestirsi. Tutto questo perché c'è l'assurdo convincimento che tenere un bambino in braccio significa viziarlo e minare la sua autonomia.

Le frasi che confermano il convincimento dei genitori che il proprio bambino stia prendendo dei vizi sono: "Appena lo prendo in braccio smette di piangere", "Si addormenta in braccio ma come lo metto giù si sveglia". Non hai mai pensato che non c'è nulla di più bello che stare in braccio al proprio genitore?
Studi scientifici dicono che tenere in braccio il proprio bambino non porta dei benefici solo al piccolo (aumento del peso, pianto raccorciato, meno coliche, benefici psichici), ma anche alla mamma riducendo la percentuale di depressione nel post partum e aumentando la produzione di latte. I benefici ci sono anche per il papà che instaura subito con il neonato un'ottima relazione.

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Assecondare i bisogni di un bebè non vuol dire viziarlo. Le neomamme non devono aver paura del loro ruolo: l'ostetrica ci spiega come fare

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