Era lo scorso ottobre quando Adele, in un post su Instagram in cui appariva bellissima, dichiarava: «Piangevo, ora sudo». Tradotto: prima mi disperavo per la fine del mio matrimonio, ora lavoro duro con personal trainer e sedute di pilates. Il risultato si è visto a inizio anno, nelle foto in cui appare in vacanza ai Caraibi e che hanno lasciato i suoi fans senza parole: magra così non si era mai vista.

Quale dieta avrà mai fatto per perdere 30 chili? Il suo calo clamoroso viene, e non è la prima volta, associato alla dieta Sirt. Probabile che molti si precipiteranno in libreria a richiedere Sirt la dieta del gene magro scritto da Aidan Goggins e Glen Matten e pubblicato in Italia quattro anni fa. Io, che mi sono messa a stecchetto con alterne fortune, la Sirt non l’ho mai provata. E curiosa di saperne di più ho ripreso in mano il libro per capire che cosa si intende quando si parla di questo regime alimentare sperimentato per la prima volta in una palestra di Chelsea, a Londra, e seguito da atleti, star e modelle.

Adele

Adele *prima* di intraprendere un programma che le ha permesso di perdere peso

Questione di geni

La Sirt è detta anche la dieta del “gene magro” e già introdurre un aggettivo come questo suona bene. Visto poi che ognuno di noi lo possiede, allora mi viene da dire che c’è speranza per tutti. Del gene in questione bisogna però parlarne al plurale, perché si tratta delle sirtuine (ecco spiegato il nome della dieta) che sono in tutto sette. Una volta attivate, sostengono i due nutrizionisti inglesi, funzionano da super regolatori del metabolismo, bruciando i grassi. È proprio così? «Il discorso sulle sirtuine a proposito del dimagrimento è un po’ avventuroso» afferma Salvatore Ripa, specialista in endocrinologia e in Scienza dell’alimentazione. «Migliorando la loro funzionalità aumenta prima di tutto la possibilità di riparare il Dna, di diminuire la produzione di radicali liberi, di rendere migliore la sensibilità all’insulina e, in ultimo, il metabolismo».

Ecco che in un attimo le sirtuine, intorno a cui ruota questo tipo di dieta, vengono ridimensionate e io rimango con il mio metabolismo fermo al palo. «Il loro ruolo consiste soprattutto nel controllare che altri geni restino attivi o inattivi in particolari situazioni, ad esempio quando si evidenzia un danno al Dna» spiega Nicola Sorrentino, specialista in scienza dell’alimentazione e dietetica, autore di numerosi libri e direttore della Iulm food academy. «In tal caso le sirtuine non solo regolano il meccanismo di riparazione, ma migliorano lo stato generale di salute delle cellule. All’inizio si pensava che si attivassero in seguito a una restrizione calorica, con il digiuno o durante l’attività fisica, ma studi più approfonditi hanno dimostrato che si può ottenere lo stesso risultato inserendo nell’alimentazione determinati cibi».

Stabilito che le sirtuine sono comunque buone amiche del mio benessere mi rimane la curiosità di sapere quali sono gli alimenti che le attivano e che gli autori del libro hanno battezzato cibi Sirt. Si tratterrà di qualcosa di esotico o di strampalato?

Adele dopo la dieta

Adele *dopo* aver intrapreso un programma che le ha permesso di perdere peso

Smoothie verdi e super insalate

Elenco alla mano faccio un rapido controllo: sedano, cipolla rossa, prezzemolo, peperoncino, capperi, cacao (leggi cioccolato), caffè, olio extravergine d’oliva, vino rosso, radicchio rosso e cavolo riccio. Possiedo già gran parte dei cibi raccomandati. Visto poi che faccio spuntini con la frutta secca, cedo ai superfood e amo sperimentare, ho anche noci, curcuma, grano saraceno e soia. Mi mancano solo le fragole e la rucola (tralasciando il levistico, una pianta simile al sedano, difficile da trovare e che dovrei coltivare io) e i datteri della varietà Medjoul. Sono tutti cibi ricchi di polifenoli (degli antiossidanti) e utilizzandoli in smoothie e ricette, dopo una settimana dovrei perdere 3 chili, per poi seguire un periodo di mantenimento.

In realtà il vero obiettivo è di lunga durata: inserire sempre dei cibi Sirt in quello che si prepara tutti i giorni anche perché, sostengono i due nutrizionisti inglesi, in questo modo si dimagrisce senza perdere la massa magra. E questa sì che è un’affermazione bomba, perché ogni volta che si inizia una dieta c’è il rischio che l’organismo, in carenza di nutrienti, vada a intaccare i muscoli e non il grasso. «In realtà non esiste una dieta in cui, se diminuisce il peso, non diminuisce la massa magra, almeno nella fase iniziale. Succede anche quando si sceglie una dieta proteica» dice Salvatore Ripa.

Bene, niente illusioni e le mie amiche possono tirare un respiro di sollievo. Non mi sentiranno discettare di sirtuine come se dovessi svelare loro un nuovo mistero di Fatima perché, diciamolo, ogni dieta è un atto di fede: chi può sapere come reagirà il nostro corpo sottoposto a un regime che vale teoricamente per tutti (indipendentemente da sesso, età, stile di vita) visto che ognuno di noi è diverso? Rimango in attesa di trovare quello su misura per me. E intanto questo weekend vado a camminare in montagna!

COME FUNZIONA

La dieta prevede due fasi.
Nella 1, per tre giorni il regime è di 1.000 calorie e prevede 2 succhi (a base di cavolo riccio, prezzemolo, sedano, rucola, limone, tè verde) e un pasto. Seguono 4 giorni a 1.500 calorie (un succo e due pasti, quello serale sempre entro le 19). Poi si passa alla fase 2 che dura 15 giorni e si basa su 3 pasti, un succo, 1-2 spuntini al giorno.