Il 3 novembre tutti i musei italiani hanno chiuso le porte. Almeno una mostra, però, è rimasta aperta: gentilivicini ha inaugurato il 7 novembre, in pieno lockdown. Nessuna violazione delle norme: gli unici invitati al vernissage erano i 200 abitanti dell’edificio nel quartiere di Porta Palazzo, a Torino, dove le opere sono esposte. «Pensare una mostra chiusa al pubblico esterno, ma fruibile da chi abita gli spazi espositivi, è un gesto simbolico che vuole testimoniare quanto l’arte possa creare vicinanza e offrire rifugio nei momenti di maggiore incertezza» spiega Brice Coniglio, ideatore del condominio-museo e proprietario di uno degli appartamenti all’interno del palazzo.

L’esperimento del condo-museo

L’esperimento del condo-museo è cominciato nel 2016, quando Coniglio (noto per aver firmato insieme ad Andrea Raviola e Fausto Collarino il video di Cosa ti aspetti da me di Loredana Bertè) ha fatto una proposta inconsueta all’assemblea condominiale. «Visto che ci lamentiamo sempre per la trascuratezza di questo edificio, vorrei invitare qualche artista a casa mia o di chi è disponibile a ospitarlo per realizzare opere che possano rendere più vivibili gli spazi comuni».

Artisti in condominioUna delle opere del condominio-museo di Torino. Gli abitanti scelgono con una v
Artisti in condominio
Una delle opere del condominio-museo di Torino. Gli abitanti scelgono con una votazione gli artisti da ospitare, come il duo Genuardi Ruta (vedi foto in apertura). I lavori, esposti nell’edificio, hanno reso più vivibili gli spazi comuni.

L’idea è stata accettata e in 4 anni scale, cortile e pianerottoli del palazzo in via S. Giovanni Battista La Salle 16 si sono affollati di installazioni scelte dalla comunità dello stabile insieme a un comitato scientifico. Sono arrivate anche sponsorizzazioni importanti, comprese quelle della Siae e del ministero dei Beni culturali. «Ora vorremmo esportare il progetto in altri edifici. Abbiamo lanciato una proposta sul sito dell’associazione no profit Kanichen Haus (www.kaninchenhaus.org) per testare l’interesse: hanno già risposto 70 persone desiderose di portare l’arte nei loro condomini».

Un’altra delle opere esposte nel condominio-museo di Torino
Un’altra delle opere esposte nel condominio-museo di Torino

Far uscire l’arte dai musei

Far uscire l’arte dai musei non è un’idea nuova, ma la pandemia l’ha resa un’esigenza. La Helmut Newton Foundation di Berlino, per esempio, ha commemorato i 100 anni dalla nascita del grande fotografo con una mostra open air nel quartiere di Kreuzberg, la prima del genere mai organizzata da questa istituzione, che così è riuscita a coinvolgere un pubblico molto più ampio, senza rischio di assembramento né di contagio.

A Firenze, invece, il cortile di Palazzo Strozzi è aperto da qualche anno a tutti coloro che vogliono godersi sorprendenti installazioni di arte contemporanea. Dal 3 dicembre si può ammirare We rise by lifting others (fino al 7 febbraio), un’opera di Marinella Senatore ispirata alle luminarie tradizionali dell’Italia meridionale, con centinaia di luci a led che compongono frasi sull’emancipazione e l’inclusione e ti mettono allegria.

Il cortile degli artistiPalazzo Strozzi, a Firenze, ospita nel cortile un’opera dell’artista che
Il cortile degli artisti
Palazzo Strozzi, a Firenze, ospita nel cortile un’opera dell’artista che espone all’interno: lo spazio all’aperto è sempre accessibile al pubblico, anche durante il lockdown. Nella foto, Thermodynamic Constellation di Tomás Saraceno.

Così gli artisti meno noti possono farsi conoscere

Le potenzialità delle esposizioni all’aperto sono un’opportunità per gli artisti meno noti. I fratelli Cristiano e Patrizio Alviti, scultore il primo e pittore il secondo, hanno deciso di utilizzare i cartelloni pubblicitari per allestire una mostra a Roma (dal 23 novembre, volontadiferro.it). «Stavamo cercando uno spazio per esporre le nostre ultime incisioni di grandi dimensioni incentrate sul tema del bosco, ma il lockdown ci ha bloccato» racconta Cristiano. «Allora abbiamo affittato 100 cartelloni pubblicitari per creare un percorso espositivo che attraversa molti quartieri, dai Parioli al Lungo Tevere fino alla Tiburtina». Chi è incuriosito, può scaricare la mappa dal sito. E approfittarne per fare una passeggiata alla scoperta degli angoli meno conosciuti della capitale.