Ebbene sì, le ragazze di Copenaghen hanno elevato il camouflage a nuovo neutro di stagione, al pari delle nuance del nocciola e del cioccolato. Ok, non parliamo certo di una stampa nuova nel mondo della moda, ovviamente. Capi a fantasia militari sono stati amati, scartati e ricomprati nei negozi dell’usato innumerevoli volte. Per questo motivo, potrebbero sembrare una scelta controversa a chi non ha familiarità con questo ciclo di stile.
Il camo nel 2026 si abbina con tutto
Ma le danesi, con le loro immagini di street style, hanno lanciato una petizione per riportare il camo alla fase di culto. Il numero di donne che l’hanno indossata per la Copenaghen Fashion Week è davvero impressionante. Ma, cosa importante da notare: il camouflage non è più l’elemento distintivo di una volta.

Ora, sfoggiarne un tocco è semplicemente un neutro, un’alternativa divertente al denim e alle tonalità nude. Le sue sfumature delicate lo rendono facilissimo da abbinare praticamente a tutto, quindi sì, è probabile che lo vedremo sempre più spesso anche in altre parti del mondo, magari anche qui da noi in Italia.

Camo print, dalla trincea al guardaroba
Intramontabile e sempre cool, il camouflage inventato per nascondersi e mimetizzarsi in battaglia, è diventato poi una tendenza moda per non passare inosservati. Ricordiamo che questa fantasia è entrata nel vocabolario della moda, perdendo il significato sovversivo, ufficialmente negli anni ‘80. Per l’upgrade rendiamo grazie a un artista più che a uno stilista: ad Andy Warhol infatti, viene attribuito il merito di aver introdotto il camouflage nei look di tutti i giorni.
Le sue stampe pop a tema mimetico del 1986 hanno aperto la strada ai designer per reinventare la stampa in termini giocosi. Poi lo stilista Steven Sprouse, amico dell’artista e padrino del glam punk, ne ha ripreso il concetto, ricolorandolo e utilizzandolo per capi di moda. Da qui nasce la tendenza destinata a diventare iconica e ricorrere ciclicamente nei decenni.

Negli anni ’90, è stato l’elemento perfetto per le silhouette rilassate predilette da chi sperimentava con l’hip-hop e la moda.

Nel nuovo millennio il camouflage torna a caricarsi di un significato più profondo, volto a fare riflettere sulla situazione geopolitica del momento: simbolici i capi mimetici disegnati da John Galliano per la Primavera/Estate 2001 di Dior in un anno segnato tristemente da notizie di guerre e attentati. Nel 2007 invece Jean Paul Gaultier lo rende couture realizzando una collezione di abiti da ballo in tulle di seta.
Come abbinare il camouflage
Ora, quasi vent’anni dopo, il camouflage è ancora presente, con le It-girl moderne come le sorelle Hadid che lo interpretano con un crop top e sneakers. Certo, il camouflage potrebbe non sembrare così versatile come altre fantasie di tendenza, ma se la Settimana della Moda di Copenaghen del 2026 ha dimostrato qualcosa, è, come dicevamo, cheil camouflage si può abbinare a qualsiasi cosa. Ad esempio si può osate con un abbinamento inaspettato: un paio di pantaloni larghi camo con una maglietta e un paio di infradito.

In alternativa, se amate i bermuda sono perfetti da abbinare a un tocco di colore o a qualcosa di più casual come una T-shirt bianca dal Dna minimale. Ma anche a una super cool giacca in pelle con collo a imbuto.


Insomma, Copenhagen ha già individuato le tendenze per noi, ora non vi resta che decidere fino a che punto osare. Una giacca? Dei bermuda? O un paio di pantaloni se vi sentite un po’ più audaci.

In ogni caso il messaggio è chiaro: mettete la stampa mimetica nei vostri cassetti.