Arisa e l’ansia di non piacersi mai

Rosalba ha condiviso su Instagram uno scatto con il suo nuovo look e ha totalizzato il pienone di like. Sono arrivati subito anche i complimenti da parte delle colleghe Laura Pausini ed Elisa. Una nuova e bellissima versione di se stessa. Sarà felice ora?

Arisa è la regina dei cambi di look. Il suo trasformismo e la sua energia camaleontica sono davvero invidiabili. Non sono molte le persone tanto coraggiose da cambiare costantemente stile fino a quando non trovano quello più adatto a loro. La cantante fin dal suo esordio, stupisce sempre con suoi tagli di capelli: dai ricci leonini fino al boy cut estremo. Ma questa volta sembra davvero aver fatto centro. Arisa si è infatti recata in un centro specializzato nelle extension e ne è uscita con un bob retrò dalle nuance caramello, audace ma elegante e intellettuale allo stesso tempo. Come sappiamo bene noi donne, ogni cambio di look coincide sempre con momenti importanti della nostra vita, con cambiamenti decisivi: la cantante ha infatti deciso di intraprendere una nuova strada, ora ha una sua etichetta discografica e camminerà artisticamente da sola. La sfida è una di quelle importanti e lei la sta affrontando nel modo giusto, regalando ai suoi fan una nuova versione di se stessa. La foto postata sul profilo Instagram ha fatto il pieno di cuoricini e moltissime colleghe, come Laura Pausini ed Elisa, le hanno fatto i complimenti per il cambio di immagine e noi non potremmo essere più d'accordo.

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Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale della mia faccia.Senza filtri.Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente.Le mie serate le impiagavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più.Io lo so che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social, ma non voglio che sia più un mio problema. Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me.Mi chiedo allora perché solo io dovrei sentirmi meno amabile con la mia faccia, la mia età e la mia cellulite. Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare??Ogni problema diventa un problema solo se gli permettiamo di esistere. Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico.Per non parlare del “ ci è o ci fa(?)”che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura.Questo alle donne capita spesso perché siamo in una società che dà per scontato che una donna possa essere messa in discussione per aspetti futili già in famiglia e che sia tutto normale.Da bambine dobbiamo essere accettate da nostro padre e non dare troppo fastidio a nostra madre che è una donna come noi problemi annessi,adolescenti dobbiamo passare l’esame della classe,dei primi flirt,delle amiche fighe che decidono se siamo all’atezza di stare nel gruppo;poi:vogliamo parlare del mondo del lavoro?? È ora di svegliarsi.Sentirci sbagliate ci rende ottime acquirenti.Depotenzia il nostro valore; ci divide e il mondo va a rotoli. Amiamoci per quello che siamo.Siamo Vita #bodypositive

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Che con questo caschetto Arisa riesca a trovare un po' di pace e serenità? Attraverso le sue mille evoluzioni la cantante genovese ha sempre lanciato messaggi di insoddisfazione verso il proprio aspetto fisico. E non lo ha mai nascosto subendo anche diverse critiche per la scelta di essere semplicemente spontanea e ammettere di non piacersi. Perennemente scontenta e alla ricerca di look diversi che la facessero sentire appagata, la cantante negli anni ha sperimentato mille tagli e colori. Per poi tornare sempre al punto di partenza: la testa rasata. Il taglio più comodo e pratico, quello in cui si sente più a suo agio, come racconta. Peccato che l’opinione comune non sia d’accordo con lei ed ecco che allora Arisa, ogni tanto, cerca di compiacere gli altri ed essere più glamour e femminile. Salvo poi scrivere: «Basta filtri, amiamoci per ciò che siamo». Forse dicendolo un po' anche a se stessa e riflettendo sull'eccessiva importanza che lo showbiz da all'apparenza e a chi non "risponde" agli stringenti canoni di bellezza tanto decantati e approvati dai social.

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Dopo tante battaglie personali ora è arrivato il momento per Rosalba (questo il suo vero nome) di iniziare la lotta a favore del body-positivity: «Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale della mia faccia», scrive la cantante ligure.
«Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente. Le mie serate le impiagavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più. Io lo so che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social, ma non voglio che sia più un mio problema», posta ancora Arisa lasciando emergere quel lato di se che solo negli ultimi mesi ha fatto intravedere, quello più fragile e sensibile al body shaming di cui è stata vittima.
«Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico. Per non parlare del “ci è o ci fa(?)” che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura».

Ma ogni problema diventa un problema solo se gli permettiamo di esistere.

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