Bob Dylan concerto a Escalarre

Bob Dylan, le 5 canzoni più belle

Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2016. Ripercorriamo la sua carriera di cantautore-poeta attraverso le cinque canzoni che ci emozionano di più

Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2016. Ripercorriamo la sua carriera di cantautore-poeta attraverso le cinque canzoni che ci emozionano di più.


Like a Rolling Stone (Come una pietra che rotola)

La canzone più conosciuta di Bob Dylan è sicuramente “Like a Rolling Stone”. Sebbene durasse oltre sei minuti, conquistò le classifiche statunitensi per circa tre mesi. Nella canzone si parla di una ragazza “solitaria” che vestiva bene, andava a cavallo, frequentava scuole prestigiose e gettava una monetina ai mendicanti, senza degnarli di uno sguardo.

Ma poi cadrà in disgrazia e allora sarà costretta a guardarsi intorno. E le parole nel ritornello sono spietate: “Come ci si sente ad essere sola? Senza un posto dove andare? Come una completa sconosciuta, come una pietra che rotola?


Knockin’ on Heaven’s Door (Bussando alle porte del cielo)

È una delle sue canzoni più famose, sicuramente quella che ha ricevuto più cover da molti autori e band affermate, tra cui: Guns N’ Roses, Bruce Springsteen, Eric Clapton, Aerosmith, Bob Marley, Nirvana, U2.

La canzone è stata scritta per la scena di un film, nel momento in cui uno sceriffo è costretto a uccidere un vecchio amico divenuto con il tempo un bandito pericoloso. Ma dopo l’uccisione lo sceriffo è pervaso dal rimorso, e dice: “Mamma, metti le mie pistole a terra, non posso più sparare dei colpi, quella lunga nuvola nera sta scendendo, è come se stessi bussando alle porte del cielo”.


Just Like a Woman (Proprio come una donna)

Scritta nel 1965, è una raffinata ballata country rock, cantata da Bob Dylan con leggerezza, quasi con distacco, dove troviamo una donna che è ancora una bambina.

E infatti nel ritornello, si dice: “Lei parla proprio come una donna, fa l’amore proprio come una donna, e fa soffrire proprio come una donna, ma va in crisi proprio come una bambina”.

Pare che Dylan abbia preso spunto da una donna che frequentava Andy Warhol e la sua cricca, nella famosa Factory a New York.


All along the whatchtower (Lungo le torri di guardia)

La canzone è del 1968, nello stesso anno Jimi Hendrix ne fece una versione straordinaria, probabilmente molto più ascoltata e apprezzata dell’originale. Anche gli U2 ne fecero una loro versione, nel 1988 e la inclusero nel film “Rattle and Hum”.

Nel testo abbiamo la conversazione tra un giullare e un ladro, ecco cosa si dicono:

“Deve esserci una via d’uscita, disse il giullare al ladro. C'è troppa confusione, non riesco a rilassarmi. Gli uomini d’affari rubano il mio vino, i contadini arano la mia terra, nessuno di loro conosce il valore di tutto questo.”

Dunque, si potrebbe ipotizzare in questi versi la volontà di cercare una via d’uscita dalla confusione che regna nel mondo.

“Non ti devi preoccupare, disse gentilmente il ladro, qui c’è ancora chi va ripetendo che la vita è soltanto uno scherzo, ma noi due abbiamo capito, non è questa la nostra sorte, così non raccontiamo altre bugie, si sta facendo tardi”.

Il ladro e il giullare, quindi, rifiutano di condurre la vita come un gioco o uno scherzo, come la maggioranza degli uomini, ma decidono di vivere per un ideale.


Blowin’ in the Wind (Soffia nel vento)

È forse la più bella canzone di Bob Dylan, manifesto di pace per intere generazioni. In un tono pacato, quasi dimesso, il cantante cerca di capire per quanto tempo un uomo dovrà continuare a fare guerre.

Ecco due passaggi significativi della canzone:

“Quante strade deve percorrere un uomo prima di essere chiamato uomo? E quanti mari deve superare una colomba bianca prima che si addormenti sulla spiaggia? E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone prima che vengano bandite per sempre? La risposta, amico mio, soffia nel vento”.

E ancora:

“Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto prima che riesca a vedere il cielo? E quante orecchie deve avere un uomo prima che ascolti la gente piangere? E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia che troppa gente è morta? La risposta, amico mio, soffia nel vento”.

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