Chloé Zhao: la regista di Nomadland vince il Golden Globe

Il film è Nomadland e ha già vinto il Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia e lei è la seconda donna a vincere il Golden Globe come miglior regista e la prima di origini asiatiche

Chloé Zhao è la seconda donna nella storia dei Golden Globe a vincere il premio per la miglior regia. Non solo. è anche la prima donna asiatica a salire sul gradino più alto del podio. Prima di lei solo Barbra Streisand aveva portato a casa il globo d’oro per la regia del film Yentl, nel 1984. Alla nomination sono arrivate anche Jane Campion per Lezioni di piano a metà degli anni Novanta, Sofia Coppola per Lost in Translation, Kathryn Bigelow per The Hurt Locker nel 2010 e per Zero Dark Thirty nel 2013 e infine Ava DuVernay per Selma: nessuna però era riuscita ad arrivare all'ambito premio.

Fino ad oggi, quando Chloé Zhao - in realtà non si chiama Chloé bensì Zhao Ting - regista nata e cresciuta a Pechino che ha studiato in America si è aggiudicata la statuetta dorata. Le sono bastati cinque anni e tre film indipendenti per vincere, prima il Leone d’oro a Venezia e poi il Golden Globe: si è infatti dimostrata la cineasta perfetta per questo momento storico in cui anche l’Academy impone standard e regole d’inclusività.

La pellicola Nomadland (che uscirà il 30 aprile 2021 su Star, all’interno della piattaforma Disney+) racconta la storia di Fern (Frances McDormand) e di suo marito Bo. Entrambi hanno lavorato sodo tutta la vita. Fino al giorno in cui la fabbrica chiude i battenti lasciando i dipendenti per strada. Letteralmente. Quando Bo muore dopo una lunga malattia, il mondo di Fern si divide fra un garage in cui sono rinchiuse tutte le cose del marito e un van colmo di tutto ciò che per lei ha ancora un significato. Vive di lavoretti sporadici, non ha diritto ai sussidi statali e non ha l'età per riciclarsi in un Paese in piena crisi. Così si sposta di parcheggio in parcheggio, sperando che la propria vita non cada a pezzi.

Guarda il trailer di Nomadland:

Chloé Zhao ha vinto con il suo Nomadland perché non racconta solo una donna, bensì una donna in luoghi e situazioni che da sempre si indentificano con gli uomini. È la forza della novità che ha vinto attraverso uno stile di vita alternativo e che, stranamente, piace molto in un momento in cui la maggior parte di noi è costretto a casa: chi avrebbe mai immaginato che una donna potesse essere tanto appassionata a una vita nomade e da vagabonda! Insomma una vera e propria rivoluzione quella di Fern che si riappropria dei suoi spazi. Così come quella di Chloé che si prende una fetta di cinema.

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