Elisabetta Dami, la creatrice del personaggio Geronimo Stilton

Elisabetta Dami, la creatrice di Geronimo Stilton

Dietro Geronimo Stilton, il topo-giornalista da 175 milioni di copie, c’è una donna che 30 anni fa scoprì di non poter diventare madre. E decise di raccontare storie a più bambini possibile

Elisabetta Dami, una vita in casa editrice e da 25 anni autrice di Geronimo Stilton, per un totale di 175 milioni di copie vendute nel mondo, è loggata su Zoom con il nickname di Cheese, formaggio, come lo Stilton inglese che dà il nome al suo famoso topo-giornalista, protagonista della fortunata serie di libri per bambini. Sorride dal suo studio milanese di Corso Italia circondata dagli amuleti dei viaggi estremi, da pupazzi d’infanzia e dalla macchina per scrivere Valentine rossa che il padre, l’editore Piero Dami, le donò a 7 anni, poco prima di metterla a sgobbare sulle bozze dei libri.

Oggi ti rimetti in gioco con Billo e Billa, una nuova collana per Fabbri, con protagonisti due orsetti: come ti è venuta la voglia di un nuovo inizio?

«Questa serie è un ritorno alle origini. L’orsetto che tengo sulla scrivania è il regalo di mia nonna per il mio primo compleanno: è per lui che ho inventato le mie prime fiabe, di cui era anche protagonista. Ho sempre avuto un sacco di fantasia! E dopo 40 anni di lavoro, per avere nuove idee, mantengo verso il mondo la curiosità dei bambini: rubo parole per strada, ascolto le persone sul metrò. Ho 62 anni, ma conto di averne davanti altri 40 per divertirmi e lavorare».

Nei tuoi nuovi libri c’è l’idea di essere d’aiuto ai genitori di oggi alle prese coi capricci e le paure. Sono problemi “moderni”: derivano dalla drammatica importanza che la nostra società dà ai desideri dei bambini?

«Non si arriva al cuore dei bambini dando loro tutto quel che chiedono, ma dando ciò di cui hanno bisogno, e cioè un tempo in cui li ascoltiamo con attenzione. Io non ho figli, eppure tutti mi chiedono consigli. Rispondo che i bambini non fanno quel che diciamo loro, ma quel che ci vedono fare. Mi chiedono: come convinco mio figlio a leggere? Bè, si comincia prendendo un libro in mano. Ecco, questi miei libri sono ponti per far parlare genitori e figli. Non è facile educare in un mondo in continua evoluzione, ma alcuni valori sono sempre validi, e io sono alla ricerca di parole semplici per comunicarli: il vivere civile, la gentilezza, dispensati uno alla volta come segreti, come ciliegie che una tira l’altra».


«Mio padre è stato un maestro duro. Prima di lasciarmi scrivere, mi ha fatto portare i pacchi in posta per anni. Mi ha insegnato che non bisogna avere paura della fatica»


 

Come nacque Geronimo Stilton?

«Erano i primi anni ’90 e avevo appena scoperto di non poter diventare madre, così iniziai a fare volontariato negli ospedali pediatrici. Inventai per i piccoli pazienti le prime storie con protagonista il topo Geronimo. Scelsi un topo perché nell’infanzia trascorrevo estati incantate in campagna a giocare tra gli animali. Geronimo invece è l’urlo di battaglia dei paracadutisti: mia sorella mi diede questo nomignolo quando per hobby mi lanciavo dagli aerei».

La non-maternità per te è stata un bivio cruciale. Oggi le donne si definiscono molto attraverso l’appartenenza o il rifiuto di questo ruolo.

«Credo che noi donne abbiamo questa pressione continua a definirci. Più vado avanti con l’età più mi sento libera di definirmi. E mi definisco Elisabetta. E mi definisco sia come donna che come madre. Attraverso i miei libri, infatti, mi sento mamma di milioni di bambini. Perché limitarsi solo ai figli che puoi partorire? Tutti i piccoli che ti entrano nel cuore, e coi quali tu comunichi: quelli sono i tuoi figli. Essere madre non passa per la biologia, essere mamma è aprire il cuore e tenerlo grande. Per me, è stato il desiderio di raccontare storie al numero più grande di bambini possibile». 

Sei anche una “iron-woman”: hai corso 120 chilometri nel Sahara, hai fatto corsi di sopravvivenza. Darsi a imprese estreme è importante nel cammino di una donna verso la realizzazione personale?

«Io non ho un gran fisico, anzi ho tanti problemi di salute. Alle maratone di New York ho sempre camminato, dignitosamente, fino in fondo. Alle donne dico: fate tutto ciò che pensate vi arricchisca e vi formi, senza ascoltare nessuno. Se volete tentare il giro del mondo a 23 anni, provateci. Io l’ho fatto coi miei primi guadagni e non certo in prima classe! E vi assicuro che 40 anni fa per una donna era una follia. Scegliete ciò che è giusto per voi, non quello che gli altri vi dicono che serve per essere di successo».

È stata un’educazione femminista a farti infrangere i tabù dell’epoca?

«Mio padre è stato un maestro duro, non ammetteva debolezze. Prima di lasciarmi scrivere, per anni mi ha fatto portare i pacchi in posta. Mi ha insegnato, però, che quando gli obiettivi sono chiari, giusti per te e buoni per gli altri, bisogna andare avanti senza paura della fatica. Che sia la maratona, o una nuova serie di libri a 62 anni, occorre impegnarsi». 

Durante i tuoi viaggi hai conosciuto a fondo i nativi americani. Il tuo amore per le culture diverse è all’origine dei valori inclusivi che promuovi nelle tue storie?

«Viaggiando, mi sono immersa in tante culture, la costante delle quali è la consapevolezza di non essere padroni, ma custodi del mondo. I Cherokee mi hanno concesso un grande onore per il mio ruolo di storyteller. I nativi americani danno grossa importanza alle persone che sono capaci di trovare le parole autentiche per parlare al cuore di chi ascolta. Che si tratti una leggenda narrata attorno al fuoco o di un libro per bimbi di 4 anni, ogni storia offre qualcosa di cui hai bisogno in quel momento. Da appassionata di antropologia, posso dire che in tutto il mondo i genitori del presente e del passato ai propri figli chiedono sempre le stesse cose: dire la verità, rispettare sé stessi, gli altri e l’ambiente. E accettare di non avere tutte le risposte».

Le amiche di Tea Stilton in edicola

S’intitola Avventure e Emozioni con le TeaSisters (Mondadori) la nuova collana di 30 libri dedicati alla sorella di Geronimo, Tea Stilton, e alle sue amiche. La trovi ogni settimana con Donna moderna e Tv Sorrisi e Canzoni a 6,90 euro in più.

Billo e Billa, la nuova collana

Billo e Billa è la nuova collana pre-scolare creata da Elisabetta Dami per Fabbri Editore. Protagonisti sono 2 orsetti che vivono nella Valle della Felicità, un luogo magico dove regna la serenità. I primi 4 titoli - Chi ha paura del buio?, Chi fa i capricci?, Ordine… o disordine?, Si fa… o non si fa? - sono ora in libreria.

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