Festival di Sanremo: i look più eccentrici di sempre

Cadute dalle scale e cadute di stile, abiti provocanti e tatoo in bella vista, tacchi o piedi nudi. Negli anni il Festival di Sanremo è stato fonte di decine di scandali stilistici e molti pettegolezzi

Pippo Baudo, che ha condotto ben tredici edizioni, e ha inventato il mitico slogan "Perché Sanremo è Sanremo" ne era certo: niente ha più appeal sul pubblico italiano della kermesse che ogni anno trasforma la riviera ligure nel parterre più acclamato del Belpaese. Il Festival di Sanremo con i suoi immancabili fiori e le sue canzoni che hanno appassionato intere generazioni è da ben 74 edizioni uno dei momenti più attesi per la storia della canzone italiana. Ma non solo.

In quei cinque giorni, sul teatro dell'Ariston vengono ascoltati i big in gara, vengono lanciate nuove proposte e new look in breve sfoggiati nelle strade di tutto il Paese. Dalla sua nascita il 29 gennaio del 1951 ne ha fatta di storia. E tanti gli stili che si sono alternati: dagli eleganti e raffinati volumi degli anni Cinquanta ai più cromatici e provocatori Settanta, per poi passare ai "ruggenti" Ottanta e agli audacissimi Duemila dove anche l'universo maschile ha iniziato ad osare di più.

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6 di 18 - Innumerevoli e camaleontici i look negli anni sul palco dell'Ariston di Loredana Bertè
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8 di 18 - Anna Oxa è la regina del trasformismo
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10 di 18 - Il look geisha di una giovanissima Dolcenera
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11 di 18 - La farfallina di Belen Rodriguez
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12 di 18 - Francesco Gabbani e il suo "Occidentali's Karma"
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13 di 18 - I Maneskin durante l'ultima partecipazione al Festival di SAnremo
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14 di 18 - Anche Arisa è nota per il suoi mille volti e trasformazioni
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15 di 18 - Iconici i cambiamenti di Anna Oxa durante i decenni.
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16 di 18 - Le trasparenze di Lola Ponce, Sanremo 2005: un vestito bianco che lasciava intravedere tutto.
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17 di 18 - Oli durante la serata finale di Sanremo giovani 2021
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18 di 18 - Sabrina Salerno (in bikini argento) e Jo Squillo, Sanremo 1991

Un fenomeno di costume

L'edizione del Festivàl 2022 (da leggersi con accento sulla à come dicono i nonni che non si perdono una serata) è la dimostrazione di come questo evento sia diventato ormai un vero e proprio fenomeno di costume e di come gli abiti indossati dalle conduttrici riflettano le trasformazioni sociali della nostra bell'Italia: il padrone di casa Amadeus è accompagnato da cinque strepitose donne che descrivono a meraviglia l'evoluzione del mondo dello spettacolo italiano. Per la prima serata di Sanremo (in onda su RaiUno dal 1° febbraio), salirà infatti sul palco dell'Ariston una vera e propria icona del cinema italiano con oltre 90 film all'attivo, Ornella Muti. A seguire l'attrice di Suburra Lorena Cesarini; la terza serata vedrà invece protagonista la pungente Drusilla Foer; per la quarta serata è attesa Maria Chiara Giannetta, volto amato della serie tv Blanca, mentre alla finalissima vedremo Sabrina Ferilli, una delle donne più desiderate dal pubblico.

Ciò che stupiva ieri

Certo ciò che faceva scandalo e stupiva negli anni Cinquanta oggi non sorprende più: pensate che solo nel '55 le donne hanno iniziato ad avere maggiore visibilità. La prima a salire sul palco è stata Maria Teresa Ruta con i suoi abiti a tubino e i completi giacca e pencil skirt: oggi sarebbero troppo casti perfino per l'etichetta reale. Poi è arrivata Mary Quant e la sua minigonna a vivacizzare il palco dell'Ariston e a scoprire le gambe in segno di emancipazione femminile. Ma spacchi vertiginosi, slip in bella mostra, spalline che mostrano il seno accidentalmente e farfalline che si posano là dove non avrebbero dovuto, erano ancora lontanissimi nell'immaginazione collettiva.

A Sanremo (nella maggior parte dei casi) lo stile resta sempre molto raffinato e bon ton sia nei Seventies, che negli sfrontati e sfacciati anni Ottanta con Loretta Goggi e i suoi capelli vaporosi e i long dress con le spalline tempestati di cristalli; o Gabriella Carlucci, splendida nei suoi abiti dalle linee semplici total black. Gli anni '90 sono, in una parola, pop, sia nella musica sia nello stile easy casual; mentre con l'arrivo del nuovo millennio inizia l'era in cui è valido tutto, e il contrario di tutto.

Gli "scandali" del passato

Difficile riuscire a replicare lo "scandalo" del 1986 di Lorendana Berté che si esibì con Re indossando un miniabito in pelle nera firmato da Gianni Versace con un pancione che simulava una gravidanza. O il look decisamente osé scelto dalla cantante Anna Oxa che si presentò sul palco dell’Ariston con una chioma lunga, liscia e bicolor e un tanga nero in perfetta vista. L’outfit provocante sconvolse platea e pubblico a casa ma le fece vincere il titolo. Il total white Dior e i piedi nudi di Elisa che incanta in Luce forse oggi non sarebbe molto intrigante così come il look piumato di Luciana Littizzetto, o lo stile gotico di Max Gazze e quello eccentrico di Renato Zero.

Insomma, oggi veniamo talmente bombardati e stupiti quotidianamente dai social che, in realtà (ammettiamolo), sono davvero poche le cose ancora in grado di scuoterci. Quale look vi scandalizzerebbe?

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