Gianluca Vialli: “Ho il cancro. Sto bene, ma non so come finirà”

27 11 2018 di Alessia Sironi
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L'ex campione della Sampdoria, della Juventus e della Nazionale, ha svelato di avere un tumore e ha deciso di raccontare la sua storia in un libro in uscita "Goals, 98 storie più 1"

Il raccconto di mote imprese sportive (98 per l'esattezza) che termina con il racconto più difficile, quello della battaglia contro il cancro. "Goals, 98 storie + 1" è il libro di Gianluca Vialli, ex attaccante di Sampdoria e Juventus ed ex allenatore del Chelsea. Oltre che figlio, fratello, padre, marito e uomo. Un volume concepito per motivare e condividere esperienze che potrebbero essere utili per affrontare le sfide personali. "Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade. Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: 'È anche per merito tuo se non ho mollato'", ha detto il campione in un'intervista al Corriere della Sera.

Insomma  360 pagine in cui si dimostra campione non solo in campo ma soprattutto fuori. 

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"Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa", racconta parlando del cancro Gianluca Vialli, "Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro".

Sì, perché è con queste parole che il mondo (non solo del calcio) ha scoperto che Gianluca Vialli ha il cancro: si è già sottoposto a un intervento, ha fatto otto mesi di chemioterapia e sei settimane di radioterapia: "Sto bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale", scherza come sempre, "Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita".

E del suo libro dice: "Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita. E spero che il
mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli. Un’altra frase chiave, di quelle che durante la cura mi appuntavo sui post-it gialli appesi al muro, è questa: ‘Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri’. L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente. La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo. Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade".

Naturalmente il mondo del calcio si è stretto immediatamente attorno a Vialli. L'amico di sempre Ciro Ferrara dice: "Solo tu sapevi quale sarebbe stato il momento giusto di spiegare a tutti, in questi mesi ho sempre rispettato la riservatezza. Ricorda: quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Sei il nostro capitano e leader, non dimenticarlo mai". Poi è arrivato l'ex compagno della Juventus Alessio Tacchinardi: "Hai sempre vinto tante partite e tante sfide, questa è la più importante della tua vita. Sono sicuro che stai lottando come un leone da grande capitano quale eri. Ti voglio bene, un abbraccio". 

E al coro si sono aggiunte decine e decine di voci per augurare a Gianluca di vincere la battaglia della vita!

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