ho visto “Io e lei”, il primo film italiano su una coppia lesbica

01 10 2015 di Liliana Di Donato

Avete presente quei film che all’uscita del cinema lasciano un sorriso nel cuore? E’ esattamente questo, per me, Io e lei.

Una storia d’amore tra due 50enni profonda e delicata. Brillante e commovente. Che mi si è avvicinata in punta di piedi ma poi mi ha preso al punto che, durante i titoli di coda, ho pensato: «Chissà se a 50 anni succederà anche a me così…».

Non importa che le protagoniste di questa storia d’amore siano due donne: Marina, gay da sempre, una carriera da attrice chiusa 15 anni fa e un gattone di nome Bengala; e Federica, alla sua prima esperienza omosessuale, un ex marito e un figlio all’università. Non importa, perché la loro quotidianità di coppia che ama e litiga, ride e piange, si lascia e si ritrova potrebbe essere la mia. Potrebbe essere quella di tutti noi.

«Il mio film non racconta una storia diversa, ma una storia normale. Come sono normali tutte le storie d’amore»

ci tiene a sottolineare la regista Maria Sole Tognazzi nell’intervista di Andrea Scarpa che trovate nel numero di Donna Moderna in edicola questa settimana.



Le scene più belle di Io e lei sono, non a caso, quelle all’interno della casa dove Marina (Sabrina Ferilli) e Federica (Margherita Buy) convivono da 5 anni. Sul divano, dove guardano insieme la loro serie tv preferita (e puntualmente Federica si perde qualche pezzo). Davanti allo specchio del bagno, dove Marina si lava i denti e Federica si mette la crema notte. A letto prima di dormire, dove Federica ruba il cuscino e gli occhiali da lettura a Marina. Davanti alla porta di casa, dove Marina si carica di valigie e dice a Federica: «Darmi una mano no, eh?».

Chi non le ha  vissute, queste cose, con il proprio partner? Perfino il fatto che Federica prenda una sbandata per un'altra persona (donna o uomo non importa) rientra nelle dinamiche di coppia. Come fa notare Marina a una signora che le fissa incuriosita mentre litigano per strada: «Guardi che dopo 5-6 anni succede anche alle coppie etero...».



Perciò sono d’accordo con Maria Sole Tognazzi quando ripete che Io e lei «non è un film di denuncia, ma una commedia sentimentale», che racconta gli alti e bassi di una vita normale, quasi banale, e appunto per questo rassicurante.

E perciò non posso fare a meno di chiedermi: «Se tutte le storie d'amore sono uguali, perché in Italia non tutte hanno gli stessi diritti? Perché le coppie non sposate, tanto gay quanto etero, sono considerate di serie B? Perché, dopo anni che se ne discute, non si riesce ancora ad approvare una legge sulle unioni civili?».

Forse ha ragione Sabrina Ferilli, che all’anteprima milanese di Io e lei ha detto:

«Viviamo in un Paese dove la parola “sesso” fa ancora paura, come se chissà cosa ci fosse dietro. Allora, proviamo a smettere di usare il termine ”omosessuale” e iniziamo a dire “omosentimentale”. Nel rapporto tra due persone il punto non è il sesso: ciò che conta sono i sentimenti».

Vale per Marina e Federica. Ma anche per tutti noi.

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