Mia Martini, il docufilm “Fammi sentire bella”

26 02 2020 di Elisabetta Colangelo
Credits: Ansa
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Mia Martini a Roma, in una immagine del 6 giugno 1977.
Credits: ufficio stampa

È una canzone dolcissima e anche piena di dolore Almeno tu nell'universo di Mia Martini (1989), perché racconta di un genere umano sempre più scostante (che «prima si odia e poi si ama») dove l'unico che si salva è l'uomo amato, che viene visto come unica ancora di salvezza.

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Il 27 febbraio su Rai3 (poi online su RaiPlay) potremo ascoltare di nuovo la voce di Mia Martini a 25 anni dalla sua scomparsa: va in onda un docufilm che prende il titolo dal brano, inedito, Fammi sentire bella

Mia Martini torna a cantare 25 anni dopo la sua scomparsa, avvenuta il 12 maggio 1995 a soli 47 anni. Nel docufilm Fammi sentire bella, in onda il 27 febbraio su Rai3 e poi su RaiPlay, c’è un suo brano inedito che dà il titolo al film e sarà pubblicato da Sugar. Il film stesso è un affettuoso omaggio alla cantante, con la voce narrante di Sonia Bergamasco, parecchi documenti d’archivio e le testimonianze di tanti che le furono vicino.

<p>Credits: Studio Tallarini</p> Credits: Studio Tallarini

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Ci sono le sue 3 sorelle, Loredana, Leda e Olivia, il nipote Luca Angeli Berté e persino il padre, in un vecchio filmato in cui lo intervista Marisa Laurito. Enzo Gragnaniello la paragona a Janis Joplin, Caterina Caselli e Dori Ghezzi la ricordano giovanissima così come Renato Zero, e c’è anche Serena Rossi che l’ha interpretata nel biopic Rai Io sono Mia.

Ma soprattutto c’è lei, la grande Mia Martini, che canta molti tra i suo brani più celebri, tra cui La vie en rose nella ripresa inedita di un concerto del ʼ94, e racconta se stessa. «La felicità per me è dormire 8 ore, svegliarmi con mamma che mi porta il caffè e guardare la pioggia dalla finestra di casa» dice. «Invece non dormo quasi mai, devo essere sempre in forma, sorridente e con la voce a posto. E ho rinunciato all’amore».

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