«Davanti all’amore siamo nudi», parola di Nek

31 01 2019 di Silvia Gianatti
<p>Foto di Luisa Carcavale</p> Credits: Luisa Carcavale

Foto di Luisa Carcavale

Per la sua quarta volta all'Ariston, Filippo Neviani canta "Mi farò trovare pronto". E continua a lavorare sul nuovo album

Sanremo 2019 è il quarto Festival nella carriera di Filippo Neviani, in arte Nek. Senza contare la partecipazione come super ospite, l’anno scorso, insieme ai suoi compagni di tour Max Pezzali Francesco Renga. Anche quest’ultimo in gara quest’anno. Canta "Mi farò trovare pronto", brano pieno di energia e amore, a quattro anni di distanza da quella che è poi diventata una hit radiofonica, "Fatti avanti amore". Canzone scritta con Paolo Antonacci, figlio di Biagio, sarà cantata nella serata dei duetti con Neri Marcorè. Il cantante di Sassuolo è nel frattempo già al lavoro sul suo nuovo album che non ha ancora nessuna data di uscita.

Ci racconti il tuo brano?

"Mi farò trovare pronto" nasce nell’estate scorsa, quando ho cominciato a pensare al nuovo album. Il testo trae ispirazione da diversi input: da una poesia di Borges e da un mio significativo viaggio in Brasile. È un dialogo con l’amore come sentimento, immaginandomelo come un individuo. Nel brano io non parlo a una persona, è come se riflettessi a voce alta e dicessi quanto io mi senta pronto a vivere l’amore nelle sue grandi sfaccettature, perché è un sentimento che rivoluziona la vita e noi tutti, o almeno la maggior parte di noi, siamo disposti ad essere pronti pur sapendo in realtà di non essere mai all’altezza di qualcosa di così grande. Ma questo anzi ci dà energia per continuare a vivere l'amore che è una sorpresa continua, è un continuo fuoco che brucia. La poesia di Borges dice in due punti qualcosa secondo me di straordinario: a cosa mi serviranno i talismani, la vaga erudizione, l’esercizio delle lettere? Davanti all’amore siamo nudi. È stare con te o non stare con te la vera sintesi di tutto, davanti all’amore siamo tutti uguali, professori o no, ricchi o poveri, bianchi o neri. Se amiamo dobbiamo solo preoccuparci di quanto amiamo, perché stare con te o non stare con te, è la vera misura del mio tempo.

Tu in cosa non ti senti mai pronto? 

Non sono mai pronto al dolore, alla sofferenza, e questo credo che sia un punto in comune a tanti. Non sono mai pronto ad alzare la voce per esempio, non sono mai pronto a polemizzare, non sono mai pronto alla discussione. Alzare la voce, anche solo con mia figlia, per me è difficile. Io piuttosto cerco di lavorare in armonia o di portare tutti affinché l’armonia regni sovrana.Non sono nemmeno pronto a quei secondi di solitudine che sento quando termina una intensa giornata di lavoro e rientro nella stanza d’albergo. Anche se amo viaggiare e amo il mio lavoro, credo di non essere mai pronto a lasciare casa e questa sensazione mi viene fuori per qualche minuto in momenti come quelli.

Hai parlato di armonia, che è il tema del Festival quest’anno. Che cos’è per te?

Conosco proprio persone nate così, con una predisposizione a vivere armoniosamente con tutto ciò che li circonda ed è un valore aggiunto. Altri, tra i quali metto in mezzo anche il sottoscritto, questa armonia la devono raggiungere attraverso un percorso fatto di esperienze, condivisione, esercizio continuo, situazioni che mettono anche a dura prova il proprio animo, anche un percorso spirituale sicuramente. Credo che l’armonia si acquisisca con esercizio, a meno che non la si abbia già come dono. 

C’è qualcosa per cui invece sei sempre pronto?

Io mi sento sempre pronto a cambiare, a essere stimolato da qualcosa, pur non sapendo cosa questa porterà. Sono predisposto a mettermi in gioco perché lo faccio da 26 anni con il lavoro della musica e sono sempre pronto a fare nuovi passi. In ambito musicale mi piace sperimentare, sempre nel mio mondo. Chiedo tanto a me stesso perché voglio sorprendere, voglio sorprendermi e voglio sorprendere le persone.

Per essere pronto per Sanremo invece che cosa si può fare?

Bisogna essere pronti, intanto, a vivere con serenità il Festival, a credere a quel che si fa. Io sono entusiasta di fare quello che faccio e naturalmente di salire su quel palco. C’è una grande mole di lavoro che aspetta gli artisti quando sono in quel bellissimo calderone. Cerco di vivere al meglio tutto perché questo è un mestiere straordinario, non lo cambierei per nulla al mondo, sono un privilegiato perché amo quel che faccio, faccio quello che amo e quindi meglio di così! Andando al Festival di Sanremo con questi presupposti, credo lo si viva al massimo. Quindi cercherò di vivere così un’esperienza straordinaria e sempre nuova.  Dal punto di vista fisico, io mi alleno da una vita, su quello non ci sono problemi!

Come mai duetti con Neri Marcoré?

Ho scelto di condividere il palco con un grande attore. L’ho sempre osservato molto, mi ha sempre trasmesso positività, è un personaggio poliedrico, musicista, attore, imitatore, è proprio un uomo di spettacolo. Potrà sicuramente arricchire la mia canzone. Stiamo preparando qualcosa che emozioni, che sia suggestivo e che spero piaccia. Mi auguro di riuscire nell’intento, insieme a Neri.

Chi porterai con te al Festival?

Porterò Patrizia, mia moglie, non tutta la settimana, ma buona parte. Lei ha il potere di rilassarmi, basta che io la guardi e so che c’è tutto quello di cui ho bisogno, c’è tutto il mio mondo. Se ho lei, so di avere me completo. Fosse per me porterei tutta la mia famiglia, perché ha il potere di farmi sentire a casa, ma il Festival è anche una centrifuga incredibile e portarsi tutta la famiglia significa chiedere loro un bell’impegno.

La cosa che non sopporti del Festival e invece quella che ti piace di più. 

Il Festival di Sanremo mi piace nella sua totalità, soprattutto in questi ultimi anni. È un grande momento per la musica italiana, è la grande festa della musica, ogni attimo, dalle prove fino allo spettacolo e a tutto quello che lo circonda, le interviste, i tempi stretti. Diciamo che ci sono forse alcuni momenti concitati dei quali potrei fare a meno, ma in realtà fa tutto parte del gioco. Io ho sempre vissuto bene il Festival, penso anche solo all’ultimo, quello del 2015, bellissimo. Se devo trovartene per forza una di cosa che non mi piace, forse ti direi la passerella con il red carpet, ma lo dico solo per ridere, fa parte del gioco anche quella! Il Festival mi piace tutto.

Il collega che non vedi l’ora di abbracciare?

Daniele Silvestri. Lo ammiro molto, ho un ricordo intensissimo, quando ci siamo visti al funerale di Lucio Dalla, e ci siamo messi a piangere insieme, vicini, quando il compagno di Lucio lesse i versi de “Le Rondini”, una bellissima canzone di Lucio che amo molto e che ho capito ama molto anche lui. Ci siamo dati un abbraccio in cui c’era tanta comprensione e tanta vicinanza. Rivedo Daniele con gioia, senza nulla togliere agli altri, lui è proprio tanto che non lo vedo e sento.

La tua canzone preferita di Claudio Baglioni?

Be’ sicuramente "Strada Facendo" è quella che mi viene in mente subito, è un pezzo che ho anche avuto il piacere di cantare l’anno scorso con gli amici Renga e Pezzali, ed è un pezzo che esprime tanta positività. Una canzone deve portare forza a chi ascolta e ha anche la caratteristica di far viaggiare la mente.

In valigia una cosa che non devi assolutamente dimenticare?

Il carica batterie del telefono, purtroppo ho il brutto vizio di dimenticarmelo ovunque! Ne avrò cambiati, non scherzo, una decina, ne ho lasciati in diversi alberghi, ne ho persi in giro. Col telefono lavoro, registro idee che mi vengono in mente e rimanere ko può diventare un disagio.

Una cosa che ti fa sempre ridere. 

Sentire il mio produttore Luca Chiaravalli che, a volte, quando prepara le dee musicali per farmele ascoltare, ci canta sopra. Una volta aveva una voce bellissima. Per via di alcune operazioni oggi la sua gola, purtroppo, non è più la stessa e ha una voce bassissima, che quando canta mi fa morir dal ridere. Ci scherziamo sempre tanto insieme.

Hai riti scaramantici? 

No. Ho un rosario che tengo sempre in tasca, prima di salire sul palco faccio una breve preghiera e quando scendo dal palco prego ringraziando.

Dal tuo instagram abbiamo visto Ombra, la new entry di casa. Quanti animali hai?

Un cane di 12 anni che si chiama Eva, la mascotte della casa, alla quale siamo veramente tutti tanto affezionati. Ginger, un gatto senza coda, che adesso è diventato gigantesco e che non vive quasi più con noi perché proprio con l’arrivo di Ombra, l’ultima arrivata, ha deciso di starsene sempre via. Sta sempre dai vicini e quando riusciamo a portarlo in casa, il rapporto con Ombra non è il massimo.

Ultimamente posti molta più “casa” “famiglia” “amore”. È un bel momento? 

Mi piace postare anche la mia vita quotidiana, perché credo di essere prima di tutto un uomo, un genitore, un marito e ci tengo che la gente lo sappia, sennò sarei diverso da quello che sono. Anche se, certo, sono un cantante e sono felice di essere riconosciuto come tale. È vero, ho visto che alla gente piace quando condivido certi momenti, ma lo faccio perché fa parte di me. Anche se alla gente non piacesse, lo farei lo stesso. Naturalmente io il mio privato lo posto con dei limiti, alcune cose le tengo per me. E non sono certo uno molto tecnologico!

Ritrovi Francesco Renga, dopo il tour. Chi voterà Max da casa?

Sono molto felice di Francesco come concorrente, ci siamo visti recentemente e l’ho trovato sereno e molto contento della sua canzone che sono curioso di ascoltare e Max… faremo in modo che Max voti per me (ride, ndr). Max credo che tiferà per tutti e due, nel senso che dovesse vincere Francesco o dovessi vincere io, tutti saremmo contenti per l’altro, ci mancherebbe.

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