Raffaella Carrà che non sopportava i soprammobili

Amava gli spaghetti con il tonno, si considerava una donna libera e pensava che il segreto del successo fosse non tirarsela mai. Ecco l’ultima intervista a Raffaella Carrà pubblicata nel 2018 su Donna Moderna

Il segreto del successo? L’ironia. Non bisogna mai tirarsela». Ride Raffaella Carrà, e scuote l’iconico caschetto biondo che il parrucchiere Vergottini creò per il suo debutto a Canzonissima nel 1970. Lei, che di ironia ne ha avuta tanta, ha conquistato la fama cantando, ballando e conducendo show televisivi per oltre 50 anni. Sempre diversa e sempre fedele a se stessa. Rivoluzionaria negli anni ’70 col primo ombelico scoperto della tv, rassicurante nel people show degli anni ’90 Carramba! Che sorpresa che fece piangere mezza Italia, travolgente con la hit in coppia con Bob Sinclar Far l’amore per il film premio Oscar nel 2014 La grande bellezza. A 75 anni compiuti, fa parlare di sé con il nuovo album Ogni volta che è Natale (Sony Music), nel quale reinterpreta i classici delle feste e ripropone alcuni dei suoi brani cult. «Ho scelto delle canzoni natalizie facendomele riarrangiare “su misura” dal bravo Valeriano Chiaravalle. White Christmas è uno swing alla Frank Sinatra; Happy Xmas di John Lennon è diventata un valzer; La Marimorena, un pezzo popolare spagnolo, vi farà ballare. E in più c’è un inedito che mi piace molto, Chi l’ha detto, scritto da un giovane talento, Daniele Magro». 

Si è divertita a cantare? 

«Confesso di sì, anche se all’inizio ero un po’ dubbiosa. Alla mia età mi permetto di fare solo quello che davvero mi piace. Unico cruccio: Feliz Navidad la volevo in una versione raggaeton, l’ho persino registrata con una intro stupenda di un rapper americano. Ma mi hanno detto no». 

Nel secondo cd ci sono tutte le sue canzoni più famose, come Tuca Tuca. Il mitico balletto con Enzo Paolo Turchi glielo ha copiato perfino Madonna. 

«Ma all’epoca, nel 1971, fece scandalo: la Rai ricevette un sacco di telefonate di protesta, lo cancellò dalla scaletta di Canzonissima e io pensai che mi avrebbero cacciata. Mi salvò Alberto Sordi, che era ospite della trasmissione e volle ballarlo con me a tutti i costi». 

Proviamo a ricostruire la sua carriera attraverso quelle canzoni? Rumore, in testa alle classifiche per mesi nel 1974. 

«È tra le mie preferite, un pezzo disco con una grande energia che conserva la sua magia nel tempo». 

Fiesta, 1977, uno dei suoi brani più popolari. 

«All’epoca ero impazzita per la Spagna, volevo dedicarle un omaggio. Quanto mi sono divertita a ballarla, non riuscivo a stare ferma davanti al microfono!» 

Ballo ballo nel 1982 era la sigla di Fantastico 3, in cui lei tornava in tv al fianco di Corrado. 

«Non volevo partecipare a quello show, pensavo che il pubblico fosse un po’ stanco di vedermi, e anche Corrado non era convinto. Posi una condizione: lo faccio solo se c’è lui. E allora intervenne sua madre, che gli disse: “Con la Carrà ci devi tornare”». 

Col remix di Far l’amore, nella colonna sonora di La grande bellezza, ha fatto persino vincere un Oscar a Paolo Sorrentino. 

(ride, ndr) «Non esageriamo! Però è bello pensare che un pizzico di quel premio mi appartenga». 

Ha detto che non si piace quando si riascolta cantare. 

«In parte è vero, e non amo neanche riguardarmi in tv, trovo sempre mille difetti. Però mi butto, e questo disco, per la prima volta da quando non c’è più Gianni Boncompagni a firmare i miei pezzi, l’ho sentito veramente mio». 

Parliamo di sentimenti. Lei ha avuto 2 lunghe relazioni, una con Boncompagni, l’altra con Sergio Japino.

«Due storie d’amore belle e vere. Gianni lo conobbi a 26 anni durante un provino, era più grande di me, mi dava molta sicurezza. Tra noi c’è stato uno scambio irripetibile e resterà per sempre nel mio cuore. Sergio lo incontrai per caso nel 1980, era venuto a sostituire il mio coreografo Gino Landi. Il nostro amore nacque inaspettatamente, quasi per magia».

Come mai poi non si è più innamorata? 

(sorride, ndr) «E chi lo dice? Anche se certi amori non possono più tornare, ci si può innamorare di mille altre cose. E magari avere qualche storia che non finisce necessariamente in un matrimonio». 

A proposito, ha detto di no perfino a Frank Sinatra. 

«Ero giovanissima, giravamo a Roma il film Il colonnello Von Ryan e avevano scelto me tra un sacco di attrici famose. Lui era un uomo elegantissimo e magnetico, ma aveva voglia di accasarsi, io no. Poi si sposò con Mia Farrow». 

Oggi lei viene considerata un’icona. 

«Sono una donna che ha avuto il coraggio di scegliere la libertà, e anche tanta fortuna. In parte ne ho pagato il prezzo, lavorando molto sodo. Ora però la cosa che mi sta davvero a cuore è che il pubblico continui a volermi bene, anche se non mi vede più in tv, perché non ho mai tradito la sua fiducia». 

Si dice che non ami parlare del suo passato. 

«Non è vero: ho scelto la mia vita e non ho rimpianti, quindi mi piace guardare al futuro». 

Il suo Natale come sarà? 

«Alla Vigilia mangerò spaghetti col tonno, una tradizione romana che mi insegnò Marcello Mastroianni. Diceva che portano fortuna e io sono un po’ superstiziosa. I regali? Mi diverto di più a farli che a riceverli. Soltanto cose utili però, non posso sopportare i soprammobili». 

Indimenticabile Raffaella

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