Dan Aykroyd e John Belushi
Dan Aykroyd e John Belushi con l’iconico look total black dei Blues Brothers e la vecchia Dodge a bordo della quale vanno “in missione per conto di Dio”

The Blues Brothers, un mito che dura da 40 anni

Il 19 giugno 1980 uscì un film destinato a fare la storia. Del cinema, della musica, del costume. Grazie ai travolgenti John Belushi e Dan Aykroyd e a un cast di “mostri sacri” del rhythm&blues

Prime luci dell’alba. Una vecchia prigione in Illinois. Un torcolo d’uomo in divisa da carcerato scortato da 2 guardie. Non si vede la faccia, solo il nome tatuato sulle dita: Jake. Per riprendersi gli oggetti personali, firma con una “x” e torna alla vita. Spericolata. Insieme al fratello spilungone che lo aspetta su una vecchia Dodge: anche lui ha il nome tatuato sulle dita: Elwood.

Indossano scarpe nere, abito nero, cravatta, cappello e occhiali neri. Non dicono nulla, si abbracciano e partono. Parte anche la musica, She caught the Katy, la prima delle oltre 20 canzoni - da Gimme some lovin’ a Soul man, da Everybody needs somebody to love a Sweet home Chicago - che formano la colonna sonora di uno dei film più amati di sempre: The Blues Brothers.

John Belushi e Dan Aykroyd in una scena del film "The Blues Brothers"
John Belushi e Dan Aykroyd in una scena del film "The Blues Brothers"

The Blues Brothers compie 40 anni

Il 19 giugno 2020 il film compie 40 anni, durante i quali è diventato una categoria dello spirito, un’icona, un modo di coltivare adolescenza e libertà. Merito di una coppia insuperabile: John Belushi e Dan Aykroyd. Sali sulla Dodge con loro e anche tu senti di essere in missione per conto di Dio: devono recuperare 5.000 dollari per salvare un orfanotrofio, ma soprattutto si occupano di divertire il pubblico con buona musica e rocambolesche imprese.

Diretto da John Landis, The Blues Brothers è prima una storia di amicizia, poi di amore per la musica. Dan Aykroyd è di Ottawa, John Belushi di Chicago. Si conoscono nel 1973 in un locale di Toronto. Dan ha 21 anni, è meticoloso, riflessivo, suona, studia sociologia e ama il blues; John, figlio di immigrati albanesi, ha 24 anni, è già un sorprendente attore teatrale, talentuoso, carismatico e disordinato, ama la batteria e il rock. Parlano di musica fino al mattino. Nasce l’amicizia. E il lavoro insieme.

Una immagine di Dan Aykroyd (s) e John Belushi in una scena del film "The Blues Brothers
John Belushi e Dan Aykroyd in una scena del film "The Blues Brothers"

Una coppia unica

Dall’ottobre 1975 sono tra i protagonisti del Saturday Night Live, lo show della Nbc che cambia l’idea del varietà televisivo. Belushi fa imitazioni e parodie, da Joe Cocker a Henry Kissinger. All’inizio del 1978, dopo aver visto un concerto blues, John e Dan creano i fratelli Jack e Elwood Blues.

Formano una band e il 22 aprile presentano uno sketch-canzone sulle note di Hey Bartender. Un successo. Cominciano i concerti e registrano il primo disco dal vivo, Briefcase full of Blues. Nello stesso anno, con Animal House diretto da Landis, la popolarità di Belushi esplode. La Universal dà carta bianca ai 2 attori per portare al cinema i Blues Brothers.

Aykroyd scrive la sceneggiatura: 324 pagine, praticamente un’enciclopedia comico-esistenziale. Landis lavora 1 mese per renderla presentabile. Le riprese, iniziate a Chicago nel luglio del 1979, durano più di 3 mesi. Belushi è genio, sregolatezza e dipendenza dalla cocaina. Sparisce spesso, Aykroyd deve recuperarlo a casa di amici e di sconosciuti. Fissato un budget di 17,5 milioni di dollari, il film finisce per costarne 28. Negli inseguimenti vengono distrutte più di 80 auto. La produzione vorrebbe cantanti giovani e alla moda, ma Aykroyd e Belushi rimangono fedeli al blues. Chiamano James Brown, Cab Calloway, Ray Charles, Aretha Franklyn. Come riescono ad avere questi mostri sacri? Semplice, lo chiedono con passione e un azzardo di follia. James, Cab, Ray, Aretha ascoltano e rispondono sì. Nei ruoli di contorno appaiono Carrie Fisher, John Candy, Steven Spielberg, Frank Oz, Twiggy.

Il budget, fissato in 17,5 milioni di dollari, finì per lievitare a 28. E negli inseguimenti furono distrutte oltre 80 auto

Ma ci sono troppi neri per i grandi gestori di catene di cinema, che si rifiutano di proiettare la pellicola. The Blues Brothers esce in un terzo delle sale previste. Dopo la première e le recensioni Usa, si teme il fiasco. Invece, va bene. E in Europa conquista la critica e sbanca al botteghino. Incassa 115 milioni di dollari, più 32 dal circuito home video.

The Blues Brothers rhythm&blues

Pieno di rhythm&blues, è una sublime pellicola rock dove si fugge, si suona e si inanellano battute memorabili. Come quella con cui Jack, in un crescendo irresistibile, spiega all’ex fidanzata perché l’ha mollata sull’altare: «Non ti ho tradito, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!». Toglie gli occhiali, la bacia e riparte. Inseguito da polizia, nazisti dell’Illinois e una band country. Ha da compiere la missione. Per conto dello Spettacolo. D’altronde, «l’unico posto dove sono a mio agio è il palco» ripete sempre.

Ma la morte arriva prima

John e Dan già si preparavano per Ghostbusters. Scorsese li aveva contattati per Gangs of New York, che girerà poi 20 anni dopo. A Belushi viene anche offerta la parte di Max, l’amico di De Niro in C’era una volta in America di Leone. Ma la morte arriva prima, a 33 anni, per overdose, il 5 marzo 1982.

Le voci più grandi

Anche se la produzione avrebbe voluto cantanti più giovani e alla moda,
John Belushi e Dan Aykroyd chiesero alle stelle del rhythm&blues di partecipare al film. E loro accettarono.

Una immagine di John Belushi, Aretha Franklin e Dan Aykroyd in una di scena del film "The Blues Brothers"
Una immagine di John Belushi, Aretha Franklin e Dan Aykroyd in una di scena del film "The Blues Brothers"
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