Il 18 Settembre 2019 arriva nelle sale italiane C’erà una volta a…Hollywood, l’ultimo, attesissimo film diretto da Quentin Tarantino.  

Il film è considerato da molti un evento da godere nelle sale cinematografiche. Per tutti i suoi fan e per chi lo conosce poco, allora, abbiamo pensato di stilare una lista dei film di Tarantino da rivedere, da Le Iene a Pulp Fiction, passando per The Hateful Eight, alcuni dei quali sono fra i film più belli di sempre da vedere assolutamente.

Chi conosce un po’ la sua biografia, sa come il suo successo da regista fosse scritto nelle stelle. Quentin Tarantino era ancora molto piccolo quando i suoi genitori lo portavano al cinema facendogli vedere film di ogni genere.

Sua madre già lo immaginava regista, ma Tarantino desiderava fare l’attore. Una volta cresciuto iniziò a lavorare da Videos Archive, un negozio di noleggio film, dove poteva trascorrere ore ed ore a vedere qualsiasi opera cinematografica.

Proprio da questa sua esperienza nascono i suoi riferimenti colti, ma anche la sua totale mancanza di pregiudizi nei confronti di pellicole e generi spesso ingiustamente considerati di serie B.

 
Le Iene

Le Iene

“Le cose importanti da ricordare sono i dettagli, i dettagli rendono la storia credibile.”

Questo è il primo film diretto da Tarantino. Girato in un mese, aveva un budget  così basso che molti attori indossavano i loro stessi vestiti. “Sono un grande fan di azione, violenza e cinema” ha dichiarato il regista e questi ingredienti ci sono già tutti. Accolto freddamente al box office divenne poi uno dei film più influenti del cinema indipendente.

Pulp Fiction

Pulp Fiction

“Quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito.”

Questo film del 1994 ha superato i vent’anni ma non li dimostra e rimane ancora un esempio insuperato per la costruzione dei personaggi, i dialoghi indimenticabili e il perfetto mix di azione, violenza e ironia. “Pulp Fiction” rappresenta la prima collaborazione con Samuel Lee Jackson che, secondo Tarantino, è l’unico che riesce a valorizzare al massimo non solo il suo lavoro di regista ma anche di scrittore, perché “trasforma le sue parole in musica”.

Kil BIll vol.1

Kill Bill I e II

“Quando preferisci morire? Domani oppure dopodomani?”

Con Uma Thruman Tarantino ha vissuto un vero e proprio “artistic love affair” ossia quell’intesa perfetta che si riesce a instaurare tra un regista e la sua musa. Fu proprio parlando con l’attrice sul set di “Pulp Fiction” che nacque l’idea di un film in stile anni Settanta incentrato sull’idea della vendetta. E fu la Thurman ad avere l’idea della scena iniziale: una donna sdraiata a terra, con un buco nella testa e un abito da sposa.

Kil BIll vol.2

Kill Bill II

“Quella donna merita la sua vendetta.”

La vendetta è uno degli argomenti centrali in Tarantino ed è il motore delle azioni dei protagonisti, ma, come accade nella vita vera, a un certo punto le cose sfuggono di mano e il prezzo da pagare è sempre molto alto. “Mi sento come un direttore d’orchestra” – ha dichiarato Tarantino – “le reazioni del pubblico sono la mia orchestra e i sentimenti i miei strumenti”.

Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria

“Au Revoir, Shoshanna!”

Con questo lungometraggio, il regista riscrive la storia del nazismo, riuscendo a mettere in ridicolo (e ad umiliare) i cattivi più efferati della storia. Tarantino stava per rinunciare al film perché non riusciva a trovare un attore adatto per interpretare lo spietato e terribile Colonnello Hans Landa. Un giorno fece un provino a un attore tedesco conosciuto in Germania soprattutto per il suo lavoro in televisione. Christoph Waltz ebbe così la parte, dando vita a uno dei più subdoli e crudeli nazisti del cinema.

Dal tramonto all’alba

Dal tramonto all’alba

“Ora ti spiego cosa vuol dire non farsi notare: vuol dire non prendere due ragazze in ostaggio, vuol dire non uccidere sei poliziotti e soprattutto vuol dire non dare fuoco ai negozi!”

Tarantino si definisce prima di tutto uno scrittore e ha dichiarato che dopo una decina di film, smetterà di fare al regista e si dedicherà ad altro, probabilmente al teatro. La sua capacità di scrivere dialoghi pungenti e scene assurde era già chiara in questo horror del 1996, che vede protagonisti Harvey Keitel, George Clooney e Juliette Lewis.

Django Unchained

Django Unchained

“Di norma le direi auf wiedersehen, ma dato che auf wiedersehen vuol dire arrivederci e dato che io non ho intenzione di rivederla, le dirò semplicemente addio”.

Come hanno dichiarato gli stessi attori, questo film tratta in modo innovativo il tema della schiavitù, non più dipinta con un senso di impotenza e disperazione, ma come motore della vendetta e del riscatto di un uomo che entra in azione per salvare la donna che ama. Considerando che gli schiavi non potevano decidere della loro vita e tantomeno crearsi una famiglia, questa è una forte presa di posizione. Kerry Washington ha dichiarato: “Volevo fare questo film per mio padre perché è cresciuto in un mondo dove non c’erano film come questo”.