Aereo in ritardo? Chiedi l’indennizzo con una app

27 09 2018 di Giorgia Nardelli
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La legge dice che si può ottenere il rimborso se un volo è in ritardo o se viene soppresso. Ma come procedere? Oggi sono diversi i siti che ti assistono. Funzionano? Ecco l’esperienza di due passeggeri

Voli aerei in ritardo o soppressi: cosa dice la legge

Lo abbiamo chiesto a Maria Pisanò, direttore del Centro europeo consumatori. «Se il volo è stato cancellato, ha subito un ritardo superiore a tre ore o ti è stato negato l’imbarco per overbooking hai diritto a una compensazione che va da 250 a 600 euro, a seconda della lunghezza del volo: lo prevede il regolamento europeo 261/2004» spiega l’esperta. «Fanno eccezione i voli cancellati per cause di forza maggiore, come il maltempo, o quando la compagnia avverte i passeggeri almeno 14 giorni prima della partenza».

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L'85% di chi viaggia in aereo non lo sa: in caso di ritardo, cancellazione oppure overbooking i passeggeri hanno diritto a un indennizzo fino a 600 euro. Le pratiche per ottenerlo, però, sono lunghe e noiose. Che fare?

Ora ci si può affidare a piattaforme specializzate che le sbrigano al tuo posto, servendosi di consulenti legali. La più utilizzata è AirHelp, ma c’è una lunga lista di siti e app ad hoc, da flightright.it a volo-in-ritardo.it, da claimit.eu a ritardatapartenza.it. Funzionano tutte in maniera simile: chi ha subito il disservizio si registra e inserisce i dati del proprio volo.

«La piattaforma fa un primo controllo per verificare se ci sono le condizioni per il reclamo, quindi inoltra la richiesta di indennizzo alla compagnia aerea. Una volta ottenuto il rimborso, gran parte dei siti trattengono una percentuale della somma (più o meno il 25%) altre, come rimborsoalvolo.it, si rifanno solo sulla compagnia. Se l’esito è negativo, invece, non si paga nulla» spiega Riccardo Quintili, direttore del mensile dei consumatori Il Salvagente. «Sono utili perché quasi sempre le compagnie rispondono negativamente alla prima richiesta di indennizzo, in modo da scoraggiare gran parte dei passeggeri. I siti specializzati, invece, hanno tutto l’interesse ad andare fino in fondo».

I limiti? «Le piattaforme si occupano delle pratiche più semplici, rifiutando i casi troppo complessi. In questo caso il passeggero può comunque cercare di ottenere una compensazione rivolgendosi a un avvocato o a un’associazione dei consumatori». Abbiamo chiesto a due passeggeri che hanno usato AirHelp di raccontarci la loro esperienza.

Barbara ha ricevuto 375 euro dopo 9 mesi

«Nell’estate del 2017 ho prenotato un volo da Olbia a Milano che avrebbe dovuto atterrare a Linate alle 18. Sono invece arrivata all’una di notte. Alcuni amici mi hanno parlato di AirHelp e ho deciso di provare a usare il sito per chiedere un risarcimento. Dopo l’iscrizione, la piattaforma ha verificato che il mio caso rientrasse tra quelli che davano diritto al risarcimento. Così ho compilato un modulo per dare mandato ad AirHelp. La piattaforma ha inviato la domanda di rimborso, la compagnia lo ha negato e gli avvocati del sito si sono occupati della citazione in giudizio. A questo punto il vettore ha preferito trovare un accordo: dopo nove mesi ho ottenuto il rimborso. Anche se AirHelp ha trattenuto una commissione del 25%, mi sono messa in tasca 375 euro senza fatica».

Andrea ha dovuto rinunciare

«Ho utilizzato AirHelp nel febbraio 2017 per un volo Milano-Cagliari partito con tre ore di ritardo. Il sito mi ha comunicato che c’erano gli estremi per ottenere l’indennizzo ed è cominciata la trafila burocratica: potevo verificarne l’avanzamento inserendo il numero della pratica sul sito. Sembrava andasse tutto per il meglio, ma a ottobre ho ricevuto una email in cui mi veniva comunicato che il mio reclamo era stato “rigettato dopo la valutazione legale”: la compagnia aerea era infatti in gravi difficoltà finanziarie e le probabilità di ottenere il denaro erano molto basse, anche se il giudice mi avesse dato ragione. Sono rimasto un po’ deluso, ma ho apprezzato la trasparenza».

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