Carta sconto per le famiglie: cos’è e come funziona

04 09 2019 di Lorenza Pleuteri
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La Carta famiglia è uno strumento di sostegno per le famiglie con almeno tre figl: i requisiti per accedere a sconti e agevolazioni

Tra i bonus per maternità e famiglia, c'è anche la Carta della famiglia.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 30 agosto 2019 è stato pubblicato il decreto ministeriale che rifinanzia per un triennio lo strumento di sostegno – destinato alle famiglie con almeno tre figli – e fissa le regole e i requisiti che scatteranno a partire dal d-day (ancora non noto).

In sintesi: rispetto al 2018 cambia il referente a cui fare richiesta (non più i singoli comuni, ma il Dipartimento per le politiche della famiglia), cade il vincolo del reddito inferiore ad un soglia prefissata (che era di 30mila euro) e vengono tagliate fuori del tutto le persone extracomunitarie (cosa che secondo alcuni osservatori è incostituzionale), comprese quelle residenti in Italia da anni.

La funzione della carta rimarrà la stessa, pare di capire: consentire ai nuclei numerosi di avere sconti nei negozi aderenti all’iniziativa e dai fornitori di servizi entrati in campo, con il taglio di almeno il 5 per cento di prezzi e tariffe.

La piattaforma per le richieste non è pronta

La Carta della famiglia non è una new entry del 2019. Introdotta su scala nazionale nel 2016, è diventata operativa nel 2018. L’ultima legge di Bilancio ha previsto una serie di cambiamenti, che ora sono stati recepiti e formalizzati dal provvedimento attuativo firmato dal ministero della Famiglia e dal ministero dell’Economia con qualche mese di ritardo. Manca ancora un passaggio, per mettere a regime il nuovo assetto: l’attivazione della piattaforma informatica necessaria per inviare le richieste al Dipartimento per le politiche delle famiglia, assegnare le future tessere, garantire informazioni mirate e far funzionare il sistema.

Come funziona la Carta famiglia

La Carta famiglia consente e consentirà di avere sconti nell’acquisto di beni o servizi e tagli tariffari, grazie ai soggetti pubblici e privati aderenti all’iniziativa. Le riduzioni concesse (su spesa alimentare, abbigliamento, tariffe di viaggio, pacchetti per le vacanze, in cinema e musei e via elencando) devono essere almeno pari al cinque per cento del prezzo pieno. La riconoscibilità di negozi, imprese e strutture disponibili è data da due tipologie di bollini associati al logo della tessera, con le diciture “Amico della Famiglia” o “Sostenitore della Famiglia”. Elenchi parziali si recuperano con i soliti motori di ricerca. Smanettando spunta anche qualche notizia in più, oltre a nomi e indirizzi. Alcune catene di supermercati, ad esempio, per dare i bonus chiedono di fare la tessera fedeltà.

Limitazioni e accorgimenti

Solo i componenti dei nuclei familiari “approvati” si possono servire delle Carte, le vecchie e le nuove, quando arriveranno. Le tessere non vanno e non andranno cedute a terze persone e neppure prestate ad estranei o amici. Eventuali variazioni della situazione familiare (un figlio che supera l’età massima o si sposa e si stacca dal nucleo originario) dovranno essere segnalate entro 30 giorni, pena la revoca dei benefici. In caso di false attestazioni, viene precisato nel decreto, scatteranno denunce penali. I controlli saranno fatti a campione, dallo stesso Dipartimento per le politiche per la famiglia. Intanto, in questa fase di passaggio, le schede rilasciate nel 2018 restano valide fino alla scadenza naturale.

Quando parte la Carta

Non è dato sapere quando scatterà il nuovo sistema. Dovrebbe essere a breve. Per non perdersi il via ufficiale, e richiedere la tessera il primo possibile, conviene tenere d’occhio l’home page del Dipartimento (famiglia.governo.it) e i siti e le pagine social della famiglie organizzate.

Al momento on line si trovano solo il decreto, scritto con un lessico tecnico, e una breve nota di accompagnamento. Non è ancora stata pubblicata la prevista sezione informativa (o se c’è, non si trova). E il Dipartimento per le politiche per la famiglia, emanazione diretta della Presidenza del consiglio (almeno fino ad oggi), non ha un Urp né un contact center. Chi risponde al telefono non fornisce risposte in tempo reale. Esige che si mandi una mail. La situazione contingente di queste ore – l’insediamento del governo Conte bis, con la staffetta tra ministri – non aiuta a trovare persone pronte a dare risposte ai cittadini .

Bisogna coinvolgere più negozi

Paolo Perticaroli è il presidente del Forum delle associazioni familiari delle Marche e uno dei membri del direttivo nazionale. “La Carta della famiglia è uno strumento positivo, utile, apprezzato. Però presenta anche aspetti critici. Secondo me – tiene a dire - è scorretto lasciare fuori le persone extracomunitarie. Speriamo che il nuovo governo dia un segno forte di discontinuità rispetto a quello uscente, metta mano alla disposizioni e torni ad includere i nuclei stranieri non Ue, come è previsto per altri benefici e come sarebbe giusto. Ci sono altre due cose da fare. Coinvolgere un maggior numero di commercianti e fornitori di servizi, con una campagna di reclutamento efficace, con il pressing anche dei comuni. Potrebbero essere molti di più. Tutti, in teoria. Inoltre andrebbe data maggiore pubblicità alla Carta, in modo che tutte le famiglie interessate sappiano che esiste e possano richiederla ed usarla. Il nostro Forum e le nostre associazioni continueranno a fornire informazioni e aggiornamenti, attraverso i consueti canali”.

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