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Patente, arriva l’esame in videocollegamento

Le proroghe alle patenti scadute sono finite. Intanto per chi deve farla ex novo, sostenendo gli esami, sono in arrivo novità per evitare i lungi ritardi: da metà luglio potrebbe partire il riconoscimento facciale in aula e l’esaminatore in collegamento per gli esami

Anche l’ultima delle proroghe alla validità delle patenti ormai è scaduta. Entro il 29 giugno, infatti, andavano rinnovati i documenti di guida, compresi i fogli rosa, che avevano ottenuto un’estensione della validità a causa dell’emergenza Covid, ossia quelli in scadenza dal 31 gennaio 2020 al 31 marzo 2022.

La proroga alle patenti scadute è finita

Ma cosa cambia e come ci si deve regolare, adesso? Dal momento che lo stato di emergenza è scaduto lo scorso 31 marzo senza essere stato rinnovato, anche i provvedimenti di proroga vengono a cessare. La patente, dunque, va rinnovata.

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Le novità per snellire i tempi per ottenere la patente

Intanto il ministero dei Trasporti ha deciso di introdurre una serie di novità per snellire i tempi, in particolare le procedure per ottenere la patente. Si sta studiando la possibilità che l’esaminatore non sia in presenza, ma collegato da remoto, e il riconoscimento facciale dei candidati.

Ecco di cosa si tratta.

La prova pratica per la patente in video con l’esaminatore

È una novità che si annuncia molto importante per ridurre i tempi per ottenere la patente. Riguarda la possibilità di effettuare l’esame di guida con l’esaminatore collegato da remoto. A parlarne di recente è stato il ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, nel corso di un’audizione alla Commissione trasporti della Camera. L’obiettivo è duplice: snellire le pratiche, modernizzarle, ma anche far fronte alla carenza di organico dal momento che le motorizzazioni, secondo quanto spiegato dal Ministro, «hanno perso circa il 50% del personale negli ultimi 20 anni. Oggi gli esaminatori, partendo dal capoluogo di provincia, devono muoversi in tutta la provincia e il tempo di spostamento fa parte del tempo lavorativo». Da qui l’idea di «remotizzare l’esaminatore nella conduzione degli esami pratici attraverso collegamenti in tempo reale a distanza» ha spiegato Giovannnini. Insomma, il candidato sosterrebbe l’esame pratico in auto insieme a un istruttore, mentre l’esaminatore seguirebbe le manovre di guida grazie al collegamento in video.

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Troppi ritardi sulla patente perché mancano esaminatori

«L’idea potrebbe essere condivisibile, se realizzata in modo opportuno. Al momento non ci sono sperimentazioni in merito né studi, e nessun Paese europeo ha adottato una soluzione di questo tipo». chiarisce Andrea Onori, vice segretario di Autoscuole UNASCA. «Certo potrebbe essere una soluzione a un problema di carenza di personale che è diventato insostenibile, per questo il Ministro stesso ha ipotizzato una perequazione del personale tra motorizzazioni: in pratica, se un esaminatore di Roma fosse libero, potrebbe, con gli strumenti telematici idonei, seguire un esame a Milano». spiega ancora Onori.

Ma perché non si assume personale? «Il Dipartimento della motorizzazione civile ha un attivo di miliardi verso lo Stato, eppure sono anni che non si sostituisce il personale che va in pensione con il risultato che, come ha affermato anche il Ministro, negli ultimi 20 anni gli esaminatori si sono dimezzati. Si utilizzano le sole graduatorie già esistenti» chiarisce ancora il vice segretario Autoscuole UNASCA.

Il problema degli esaminatori bloccati

In realtà un passo avanti è stato fatto con il decreto Trasporti (N.68) del 16 maggio, che ha permesso di modificare l’articolo 121 del Codice della Strada in modo che tutti i dipendenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti possano diventare esaminatori, previa formazione e abilitazione specifica, e non solo chi lavora già alla motorizzazione come avvenuto finora. A complicare le cose, però, ci ha pensato la burocrazia. Con un escamotage, infatti, già da due o tre anni era stata data questa possibilità e circa 500 persone avevano seguito il corso di formazione. In circa 100 hanno anche ottenuto l’abilitazione, iniziando l’attività di esaminatori, ma alcuni dipendenti della motorizzazione hanno fatto ricorso al Tar: «Il risultato, siccome il recente decreto non è retroattivo, è che questi esaminatori rischiano di non vedersi riconosciuta l’abilitazione. A ciò si aggiunga che a rischiare sono anche coloro che hanno preso la patente con questi esaminatori e che potrebbero non vedersela riconosciuta a loro volta».

Il riconoscimento facciale per ridurre i tempi per la patente

Intanto una buona notizia arriva sempre sul fronte della velocizzazione delle pratiche con il riconoscimento facciale per i candidati che devono sostenere la prova scritta. In questo caso il riconoscimento avverrà a breve in aula, con lo scopo di evitare casi di sostituzione o tentata sostituzione di persona, permettendo la verifica dell’identità in tempi molto più rapidi. Come spiegato ancora da Giovannini, infatti, «consentirà un recupero di produttività di un ulteriore 20% perché taglia drasticamente i tempi amministrativi di verifica che chi si presenta all’esame sia effettivamente il destinatario della patente».

«In questo caso la tecnologia c’è già perché la strumentazione è già stata installata in moltissime aule delle motorizzazioni e il Ministro contava di renderla operativa da metà luglio. Se non sarà esattamente per quella data, è plausibile che possa essere a fine mese o al più tardi a settembre. Questo è un passo avanti per rendere le procedure più veloci e sicure, specie nel caso di candidati con tratti fisici non molto distinguibili tra loro a occhio nudo», conferma Onori.

Cosa cambia dal 30 giugno per la patente

Intanto, dal 30 giugno cessa l’ultima proroga alla validità delle patenti scadute, prevista dal decreto Cura Italia nel marzo del 2020 che aveva permesso di prolungare la “vita” di patenti e fogli rosa che altrimenti sarebbero stati da rinnovare tra il 31 gennaio 2020 e il 31 marzo 2022. Venendo meno lo stato di emergenza, anche il decreto cessa di avere validità dopo 90 giorni, dunque proprio il 30 giugno 2022. Cosa cambia dal 30 giugno, quindi? Succede che tutte le patenti che avevano avuto una proroga ora non saranno più valide e dovranno essere rinnovate.

Come rinnovare la patente scaduta

La procedura di rinnovo delle patenti di guida scadute rimane identica a quella del passato. Occorre superare una visita medica, che si può effettuare o presso le motorizzazioni – previo appuntamento – oppure rivolgendosi alle autoscuole. Va chiarito che riuscire a prendere appuntamento per una visita medica presso le motorizzazioni rimane ancora oggi molto complicato, ma soprattutto i tempi sono piuttosto lunghi, quindi si rischia di rimanere senza documento valido per la guida. Appoggiandosi a un’autoscuola, invece, le visite sono fissate nel giro di poche ore e la documentazione viene inviata direttamente online alla motorizzazione civile, a fronte però di una spesa maggiore. Il costo totale per il rinnovo della patente, infatti, si aggira tra 90 e 130€. I costi fissi sono di € 16 per la marca da bollo, € 10,20 per i diritti della Motorizzazione e € 6,8 per la spedizione della patente, qualora la si voglia ricevere a casa. A questi, va aggiunto il costo della visita medica tra i 40 e i 90 euro, a seconda del centro medico al quale ci si rivolge.

Il termine del 29 giugno vale anche per le Cqc (carte di qualificazione che servono ai conducenti professionali di mezzi pesanti) e per le Cfp (cioè le certificati di formazione professionale) per il trasporto di merci pericolose. La proroga, infine, riguardava anche i fogli rosa, compresi i documenti rilasciati a chi è sottoposto a una revisione della patente, quindi occorre per tutti il rinnovo secondo le modalità indicate da motorizzazione e autoscuole.

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