Seggiolini salvabebè: obbligatori da subito

08 11 2019 di Lorenza Pleuteri
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È entrato in vigore il decreto sui seggiolini salvabebè e i dispositivi di sicurezza sono diventati obbligatori se si trasportano in auto bimbi sotto i 4 anni di età. Il termine ultimo per adeguarsi è stato anticipato al 7 novembre (non più marzo 2020, quindi) e le multe per chi sgarra sono salate

Ennesima puntata nel pasticciaccio infinito dei seggiolini e degli ovetti a prova di abbandono e di amnesia. Un contrordine, a freddo, arrivato a ridosso della scadenza. Il termine massimo per dotarsi di modelli con allarmi interni oppure  di dispositivi salva bebè è stato anticipato al 7 novembre 2019 (al posto del 6 marzo 2020, il giorno indicato da fonti qualificate fino alla vigilia del colpo di scena).

Il cambio di data viene confermato da un criptico comunicato stampa messo online dal ministero dei Trasporti, sfuggito ai più, ed è formalizzato da un circolare del ministero dell’Interno destinata agli addetti ai lavori e diramata in extremis (il pomeriggio del 6 novembre). Non sono state fatte campagne informative, non sono stati diffusi messaggi mirati attraverso canali efficaci.

È previsto un bonus di 30 euro per le famiglie, ma ancora non è dato sapere come accedere all'agevolazione.

Due milioni di famiglie in difficoltà

Molti genitori e molti nonni - la maggior parte degli interessati, si teme - non hanno avuto il tempo e il modo di adeguarsi. E sul mercato non ci sono abbastanza prodotti per soddisfare tutte le richieste. Anche i controllori – poliziotti, carabinieri, vigili urbani – sono rimasti spiazzati. Certo è che si tratta di una questione non da poco. Gli adempimenti  retrodatati ricadono sulle famiglie di quasi 2 milioni di bimbi da tutelare, quelli fino a 4 anni di età. Gli automobilisti e i camperisti che non si sono dotati di prodotti e apparati salvabebè - non per colpa loro ma per la mancanza di informazioni e per i pasticci sulle date - rischiano da subito di prendere una multa non lieve (da 83 a 333 euro) e avere la decurtazione di 5 punti di patente, con la sospensione del documento di guida (da 15 giorni a 2 mesi) in caso di recidiva nell’arco di 2 anni.

Spiazzati anche i controllori

Le forze di polizia, soprattutto all’inizio, potrebbero usare la mano leggera. Anche perché, a sentire voci interne, non sarebbe sempre semplice verificare se i seggiolini e i dispositivi da controllare rispondano o meno alle indicazioni del decreto ministeriale attuativo. Inoltre, visti i pasticciacci che hanno caratterizzato il percorso legislativo delle disposizioni salvabebè, viene messa in preventivo una pioggia di ricorsi.

Attenzione alla scelta dei prodotti

Le famiglie avranno lo stesso problema. Non essere in grado di sapere se il prodotto prescelto – che sia un cuscinetto con i sensori o un ovetto con un sistema di sicurezza interno – risponda alle indicazioni di legge. Il consiglio è quello di chiedere esplicitamente una dichiarazione di conformità, che è sostanzialmente un’autocertificazione, rinunciando all’acquisto se il venditore  non vuole rilasciarla. Non  è detto che poi si trovi facilmente quello che si cerca. Anzi. Gli stessi produttori stimano che da qui a Natale che in commercio saranno disponibili “solo” dai 200 ai 250mila pezzi, abbondantemente al di sotto della necessità.

Errori, smagliature, approssimazione

Ma che cosa è successo? La legge che ha introdotto le misure a tutela dei più piccoli, varata  dal parlamento l’1 ottobre 2018, dava 120 giorni per dotarsi di seggiolini allarmati oppure di sistemi di sicurezza mobili (ad esempio piccoli cuscinetti con sensori ad hoc). Ma indicava come termine massimo l’1 luglio 2019. La data non è mai stata aggiornata, nonostante il moltiplicarsi degli imprevisti e delle lungaggini. Si sono persi mesi, consumati per avere il nulla osta della Ue e del Consiglio di stato e per stilare il decreto ministeriale attuativo, necessario per dare corso alle disposizioni. Nel frattempo nessuno ha spostato in avanti la scadenza abbondantemente superata (cosa che avrebbe richiesto l’emanazione di una norma specifica, con la forza di legge). Il 23 ottobre il decreto attuativo è stato pubblicato e gli obblighi per le famiglie sono scattati al momento dell’entrata in vigore del provvedimento, dopo i canonici 15 giorni. Il Viminale avrebbe potuto stabilire una deroga, come era già avvenuto in una fase precedente, e invece ha deciso diversamente.

Protestano i paladini dei consumatori

Tra chi protesta, e non da ora, ci sono gli esperti di Altroconsumo: “È paradossale che si obblighino i genitori ad un acquisto affrettato all’approssimarsi della stagione fredda (quando cioè il pericolo di ipertermia per i bambini lasciati in auto è notevolmente più basso rispetto all'estate) e quando ancora si attendono istruzioni per accedere agli incentivi all’acquisto inseriti nel decreto fiscale collegato alla finanziaria 2020”. C’è infatti una questione nella questione. Per l’installazione di seggiolini nuovi o dispositivi mobili, da collocare in quelli vecchi, è previsto un contributo pro capite di 30 euro. Ma non sono ancora state emanate disposizioni sulle modalità per avere il bonus e la somma messa a disposizione basterà solo per una parte dei potenziali beneficiari (il 30 per cento, stando ai calcoli degli addetti ai lavori).

“Congelare le multe e informare”

Dal fronte della politica batte un colpo il deputato dem Ubaldo Pagano, componente della commissione Bilancio della Camera. “Il ministero dell’Interno sospenda per il momento le sanzioni sui seggiolini anti abbandono, finché i cittadini non saranno stati informati in maniera corretta e diffusa sulla nuova normativa e finché non sarà operativo l’incentivo di 30 euro all’acquisto, le cui modalità di attuazione non sono ancora state chiarite. I cittadini – continua - devono essere informati correttamente, magari anche con una campagna ad hoc sulle televisioni Rai, Mediaset, La7, ecc., prima di rischiare di subire sanzioni. Prima di iniziare a multare - insiste - si completi tutta la procedura”.

E per ultima arriva la ministra

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli, scelta per sostituire e far scordare il predecessore Danilo Toninelli, arriva fuori tempo massimo, a scoppio ritardato. Interviene solo dopo l’entrata in vigore degli obblighi, nel crescendo di polemiche, contestazioni, accuse, lamentele, richieste di inteventi. Ricorrendo a Facebook - che si sarebbe potuto usare per dare informazioni tempestive e diffuse, ma così non è stato – con un video messaggio promette che si correrà ai ripari. “Mi preme rassicurare le mamme e le famiglie sull’urgenza di questo dispositivo e sulle ‘multe’ per chi non è ancora dotato di questo strumento: il ministero che rappresento è qui per tutti i chiarimenti e c’è la disponibilità del governo e dell’intera maggioranza a intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni”. Le contravvenzioni - stringi stringi - dovrebbero essere “congelate”  per un periodo cuscinetto, inserendo un emendamento ad hoc nel decreto fiscale. Altra promessa, sempre della ministra: “Sarà presto possibile ottenere il rimborso di 30 euro per la spesa sostenuta. Pertanto – è il suggerimento -, è bene conservare le ricevute di acquisto”.

Le tragedie degli ultimi anni

Dal 1998 sono stati 9 i bambini che hanno perso la vita perché dimenticati in auto. Il caso più recente è avvenuto a Catania, a settembre. Un papà ha dimenticato il figlio di 2 anni nell’auto parcheggiata fuori dall’università in cui lavora. Il piccolo si era addormentato, l’uomo non si è ricordato che era a bordo. Un altro padre coinvolto anni fa in una tragedia analoga, Andrea Albanese, ha così commentato la firma del decreto ministeriale:  “La politica avrebbe potuto essere più veloce. Ma non dimentichiamoci che saremo il primo Paese in Europa, e al mondo, a dotarsi di un provvedimento di questo tipo”.

I consigli di base

Altroconsumo, che da tempo segue la questione, ricorda i comportamenti da adottare nell’attesa di affidarsi alla tecnologia:

- serve maggior consapevolezza dei rischi;

- è utile posizionare il proprio telefono/borsa/badge aziendale accanto al bambino;

- vale la pena posizionare borsa del cambio del bebè sul sedile, in bella vista, come una sorta di memo;

- è utile adottare una tecnica americana “look back before you lock” cioè controllare tutti i sedili prima di chiudere l’auto.

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