Seggiolini salvabebè: slitta l’obbligo di installazione

08 05 2019 di Lorenza Pleuteri
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Rimandata in autunno l'installazione dei seggiolini salvabebè. I modelli sono pronti e anche i dispositivi da installare su seggiolini che si possiedono già

Rimandato, e data da destinarsi, l’obbligo di istallare i dispositivi “salvabebè”, i sistemi elettronici di cui dotare seggiolini e ovetti per il trasporto di neonati e bimbi con meno di 4 anni.

Il termine fissato inizialmente per provvedere, il primo luglio 2019, salta e slitta. Però non è dato sapere quando cadrà la nuova scadenza, se non in teoria. Forse in novembre, forse l’anno prossimo. Sicuramente si andrà a dopo l’estate, la stagione in cui il caldo è particolarmente insidioso per i piccoli lasciati o dimenticati in macchina. A dare notizia del rinvio non sono state fonti istituzionali e, in primis, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Ci ha dovuto pensare l’associazione Altroconsumo, che spiega anche il perché dello sfasamento.

Nessun modello oggi è a norma

Nel frattempo mamma e papà non sono in grado di sapere quale dei seggiolini oggi in vendita, tra quelli “allarmati” o integrabili, sia meglio comprare. “Non possiamo considerare a norma - dicono i paladini dei consumatori - nessuno dei modelli attualmente sul mercato: non sappiamo infatti se rispetteranno i requisiti tecnici che saranno previsti. Ad oggi esistono 5 sistemi universali che si possono aggiungere senza cambiare il seggiolino (di cui solo 4 venduti in Italia ) e 2 seggiolini già equipaggiati”.

Prossima data: 19 novembre 2019

Ma dove è stato l’inghippo? Perché slitta tutto? Come mai erano state date indicazioni temporali diverse? Questa la ricostruzione di Altroconsumo. La legge che ha introdotto l’obbligo dei seggiolini “anti abbandono”, nell’ottobre 2018, ha delegato al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti l’onere di definire le caratteristiche tecniche dei dispositivi di sicurezza, ritenuti necessari per scongiurare il ripetersi di dimenticanze e tragedie.

Il decreto ad hoc sarebbe dovuto arrivare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della nuova norma, quindi entro il 27 dicembre 2018. In realtà, hanno appurato gli esperti dell’associazione, il provvedimento attuativo ha visto la luce sotto forma di bozza solo il 21 gennaio. Il testo provvisorio è stato inviato per eventuali aggiustamenti all'ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea. E lì sarebbe dovuto rimanere fino al 22 aprile. Ma a causa di una proroga, sempre stando agli esperti dell’associazione, ci resterà fino al 22 luglio. Poi passerà al Consiglio di Stato, chiamato a dare il via libera. Dal momento del nulla-osta , altro passaggio, dovranno trascorrere altri 120 giorni. Passati questi quattro mesi, arrivato l’autunno, la legge diventerà finalmente concreta. Quindi, tornando all’obbligo di istallazione, se ne riparlerà non prima del 19 novembre 2019. Salvo imprevisti.

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