La domanda di posti dove conservare le spoglie dei nostri pets è in crescita. E la clientela è eterogenea per età, estrazione sociale e possibilità economiche, nonostante i costi siano alti (troppo), come denuncia l’associazione Aidaa. “Quello che lega e contraddistingue tutti – dice un operatore del settore – è l’affetto per gli animali, comune ai ricchi quanto ai poveri, ai vip e alla gente normale”.

Sono decine, in Italia, i cimiteri privati e convenzionati che accolgono i resti di animali da compagnia, in particolare cani e gatti, ma pure conigli, tartarughe, uccellini, criceti, cavie e, eccezionalmente, anche esemplari di altri specie, da un leone a un alpaca. I servizi offerti comprendono ovunque bara, sepoltura e lapide. In alcuni camposanti per quattrozampe e pennuti si provvede anche alla cremazione, alla fornitura delle urne e alla dispersione delle ceneri. E poi ci sono gli optional, come la consulenza psicologica.

Ma dove sono i cimiteri per i nostri pets?

A Milano

Alla periferia ovest di Milano c’è “Il fido custode” (fidocustode.it e pagina Facebook, telefono 389.1449800), il cimitero per animali “più grande d’Italia”, con l’ambizione di “diventare il più grande d’Europa non appena sarà a pieno regime”. Lo racconta il gestore, Gianni Amenta, certo che in futuro le richieste di sepoltura e accesso aumenteranno ulteriormente. “Siamo aperti da poco più di un anno, all’interno del parco Sud, e contiamo già 200 tombe. Abbiamo scelto la sobrietà e uno stile militare anglosassone. Le lapidi sono ben allineante e tutte uguali, per non fare differenze. Le persone poi le possono personalizzate a loro discrezione, con foto e scritte”. Inumazione, tomba e cinque anni di affitto costano dai 250 ai 750 euro, a seconda della dimensione delle dimensioni del mini-lotto. Per la cremazione si spendono almeno 250 euro, con la possibilità “di disperdere le ceneri in un angolo dedicato del terreno, in un momento riservato e intimo”.

“Le formule per l’ultimo saluto – garantisce Amenta – vengono scelte dalle singole persone. Non si è mai scaduti nel pacchiano o nell’esagerazione. Le ‘cerimonie’ sono sobrie, brevi, sentiti. Per vedere come funziona da noi – rivela – sono venuti anche visitatori stranieri”. A disposizione di chi ha perso il fedele compagno di una vita c’è pure una psicologa specializzata, a pagamento, dopo il primo contatto. “Questo servizio non è ancora molto richiesto. Le persone rimaste senza cane o senza gatto, provate e sofferenti, sono restie a esternare. E’ come se avessero paura a rivelare i loro sentimenti per un animale, a mostrarsi vulnerabili”.

A Roma

Il cimitero per animali della città di Roma, “il più antico d’Italia”, esiste dal 1923, si trova nel quartiere Portuense e si chiama Casa rosa (telefono 06.55262641). “Benito Mussolini – ricorda Luigi Molon, proprietario, gestore e ‘custode degli affetti delle persone ‘ – era uno dei clienti di mio padre Antonio, veterinario. Quando morì la gallina con cui giocavano i figli, il duce chiese a papà di seppellirla in un posto in cui si potesse andare a trovarla con i bambini. E’ stato l’inizio, nel luogo in cui ci troviamo ancora adesso, dopo quasi un secolo”. La voce si diffuse. Si presentarono i membri di Casa Savoia e la nobiltà della capitale, poi tanti altru. “Non facciamo distinzioni né discriminazioni, come la livella di Totò. Continuiamo a accettare tutti, compatibilmente con lo spazio disponibile. Sandro Pertini ha lasciato da noi i resti del suo barbone bianco. Giovanni Leone portò i gatti di donna Vittoria, Anna Magnani i suoi mici. Poi sono arrivati il cane di Peppino De Filippo, gli animali di Federico Fellini, quelli di Aldo Fabrizi. L’elenco, tra persone famose e persone normali, è lungo. Siamo quasi a mille tombe”. E regna una certa gioiosa anarchia.

Lapidi e cippi di differenti fogge si alternano a casettine di legno colorate, con peluche, fiori veri e finti, bigliettini, ciondoli, girandole, dediche. “Ciascuno si regola come crede, con libertà e fantasia”. Nel corso degli anni, continua, “non è cambiato l’affetto per gli animali”. E’ mutata la clientela. “In passato venivano soprattutto donne anziane e sole. Poi sono aumentate le famiglie e i più giovani, adesso molti”. Assortita è anche la tipologia di “defunti” : oltre a cani e gatti, oche, piccioni, un papera, cavalli e un leone, “purtroppo campato poco” .

Nel cuore della Lunigiana

Ad Aulla, al confine tra Toscana e Liguria, si trova un cimitero per animali convenzionato con il comune. È “Il parco degli affetti”, aperto nel 1998 nel terreno demaniale del Castello della Brunella, la fortezza medioevale che sovrasta il paese lunigiano (telefono 348.4402695). Una location da cartolina. “Per adeguarci al contesto – spiega la responsabile, Maria Rita Rosati – abbiamo deciso di fare lapidi e fotografie usando solo materiali particolari, storici: la pietra serena e la ceramica cotta. Le tombe, tutte a terra e uguali, sono un’ottantina. C’è spazio per molte altre. Siamo un punto di riferimento per l’intera zona, nel raggio di cento chilometri”. E c’è la convenzione con l’amministrazione comunale. “Per la sepoltura e la tomba chiediamo 500 euro, iva compresa, 80 dei quali vanno alle casse del municipio. Per l’affitto del posto il costo è di 80 euro l’anno per cinque anni, dopo non si paga più”.

Dove informarsi

Altri indirizzi e altre informazioni si possono trovare contattando le Asl più vicine a casa e i veterinari di fiducia, oppure scandagliando Internet con i comuni motori di ricerca e nei siti specializzati, ad esempio funerali.org. Nei portali di settore si recuperano anche i recapiti degli inceneritori che provvedono alla cremazione e i riferimenti per i fornitori di prodotti particolari, come casse biodegradabili economiche e sacche per il trasporto dei resti.