Bonus tv e decoder: si parte il 18 dicembre

22 11 2019 di Lorenza Pleuteri
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Il digitale terreste presto verrà sostituito. Entro il 30 giugno 2022, con una transizione che comincerà nel 2020 e procederà per gradi, dovremo cambiare televisore o dotarci di un decoder esterno. Sono previsti bonus per le famiglie in difficoltà

Si avvicina l’avvio della “rivoluzione” che porterà a sostituire il digitale terreste con un nuovo sistema di trasmissione dei segnali tv (tecnicamente lo standard Dvb-T2, con codec Hevc). Entro il 30 giugno 2022, con una transizione che comincerà nel 2020 e procederà per gradi, milioni di italiani dovranno cambiare televisore o dotarsi di un decoder esterno, come è accaduto quando si è detto addio all’analogico. L’ennesima spesa extra, supplementare.

Nuova tv o decoder, entro metà 2022, per milioni di famiglie

La “rivoluzione” coinvolgerà attivamente un esercito di famiglie, corrispondenti a 20 – 30 milioni di apparecchi da buttare via o da integrare. Niente paura, tranquillizzano gli addetti ai lavori, per coloro che hanno comprato una tv di recente. Da gennaio 2017 sono in vendita solo televisori Dbt2 Ready, cioè già pronti per lo switch-off. Per riconoscerli, e  per sapere che cosa si ha in casa, basterà verificare se riportano o meno la sigla Dvb-T2 o H265/Hevc (controllo che si può fare subito) e poi procedere alla risintonizzazione. Chi possiede modelli superati, invece, dovrà mettere in preventivo la sostituzione dell’apparecchio non al passo con la tecnologia adottata oppure l’esborso per un decoder (salvo bonus e in misura sufficiente). Gli schermi, altrimenti, andranno in nero.

Bonus a partire dal 18 dicembre 2019

Lo sconto sull’acquisto di un televisore di ultima generazione o di un decoder  - necessari  da giugno 2022 per ricevere il nuovo segnale del digitale terrestre, il Dvb T2 – potrà essere richiesto a partire da mercoledì 18 dicembre, nella settimana clou per lo shopping natalizio. Il contributo, però, spetterà solo a una parte dei milioni di cittadini costretti a comprare il dispositivo esterno o una tv tecnologicamente avanzata.  Ne avranno diritto i cittadini residenti in Italia con un reddito familiare Isee inferiore a 20mila euro.

A dare queste indicazioni è il decreto del ministero dello Sviluppo economico appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Il provvedimento stabilisce che il bonus sarà di 50 euro al massimo o dell’importo pari al prezzo di costo del dispositivo, se inferiore alla soglia stabilita. Ad applicare lo sconto provvederanno direttamente i venditori di televisori e “scatolette”.

Ecco i soldi a disposizione

Al contributo, sempre che restino abbastanza fondi, si potrà accedere fino al dicembre del 2022. Lo stanziamento deliberato è di 151 milioni di euro suddivisi in 4 anni: 25 milioni per il 2019, 76 milioni per il 2020, 25 milioni per il 2021, 25 milioni per il 2022. Potrebbero non bastare. L’assegnazione seguirà l’ordine di presentazione delle richieste.

Come fare per avere lo sconto

Gli interessati in possesso dei requisiti - viene spiegato sul sito del ministero  (mise.gov.it) - dovranno presentare al commerciante prescelto una richiesta per poter  acquistare una tv o un decoder fruendo del bonus. Saranno inoltre tenuti a dichiarare due cose, da autocertificare:  di appartenere a un nucleo familiare con una fascia Isee non superiore ai 20.000 euro e di non avere congiunti già destinatari del contributo. Alla domanda andrà allegata una copia di un documento d’identità e si dovrà comunicare  il codice fiscale. I venditori recupereranno gli sconti praticati agli utenti finali sotto forma di crediti d’imposta, in sede di dichiarazione dei redditi.

Fac simile della domanda presto online

Il fac simile della domanda di bonus sarà messo a disposizione in tempo utile nel portale dello stesso ministero e si potrà scaricare da lì. Nelle pagine  web a tema  verrà pubblicata una lista dei prodotti “idonei”, tv e decoder per i quali sarà possibile avere lo sconto di Stato. Online line si trovano anche le faq, le risposte ai principali quesiti. Campagne informative ad hoc daranno poi indicazioni di massima e istruzioni per l’uso.

I controlli anti-truffa

I  commercianti, avvalendosi del servizio on line approntato dall’Agenzia dell’Entrate, dovranno trasmettere  al Mise comunicazioni telematiche con i dati delle singole transazioni, del modello venduto  di volta in volta, dell’autocertificazione Isee presentata da ogni cliente e via elencando. Spetterà poi ai controllori del Fisco, e ai colleghi della Guardia di finanza e dell’Inps, scovare eventuali “furbetti” . Il rischio, in caso di abusi e di false attestazioni, sarà duplice: la restituzione della cifra del contributo e la denuncia penale.     Verifiche e sanzioni sono previste anche per i rivenditori.

“Si faranno campagne informative trasparenti”

Non dovrebbe succedere quello che è accaduto per i seggiolini salvabebè, cioè l’assenza totale di notizie e istruzioni di base. La rappresentate del governo ha detto che è “fondamentale accompagnare la transizione del sistema radiotelevisivo al Dvb-T2 con opportune campagne e azioni informative coordinate dal Mise, per guidare i cittadini nel cambiamento tecnologico. Gli operatori televisivi sono stati invitati a presentare in tempi brevi una proposta per un piano di comunicazione condiviso e unitario, per rendere il passaggio alla nuova tecnologia il più trasparente possibile per i consumatori”.

Ecco tutti gli step intermedi previsti

Il sito specializzato Dday.it ha anticipato i tempi. Elenca gli step in calendario, evidenziando i passaggi intermedi. A partire da inizio 2020 in diverse zone d’Italia ci saranno degli spostamenti di frequenze, operazioni che richiederanno la risintonizzazione delle tv (nella migliore delle ipotesi) e/o l’intervento di un antennista per ritarare i filtri di impianto (per i sistemi condominiali, rimasti fuori dal meccanismo dei bonus). Il primo switch-off vero e proprio riguarderà lo spegnimento delle trasmissioni in quello che tecnicamente si chiama Mpeg2, previsto in tutto il territorio italiano per il 1 settembre 2021, per passare all'adozione dell’Mpeg 4 compatibile con tutti le tv Hd (il primo “salto”). La scadenza successiva è fissata per giugno 2022, con il passaggio definitivo (e pare non rimandabile) alle trasmissioni Dvb-T2 Hevc (il secondo e ultimo “salto”).

Incognite e punti di domanda

Per soddisfare l’ondata di richieste di tv, il mercato dovrebbe passare dagli attuali 300mila pezzi disponibili ogni mese a circa 900mila al mese. A parere di Salvatore Paparelli di Anitec/Assinform (sigle di Confindustria, lato produttori) questo obbiettivo non si potrà raggiungere in alcun modo, perché i rivenditori al dettaglio non avrebbero il sufficiente affidamento del credito per fare ordini così ingenti e anche perché, per avere il numero di nuovi apparecchi previsti, bisognerebbe inoltrare le richieste alle fabbriche con 18 mesi di anticipo. In pratica - è sempre il sito dday.it a sostenerlo – “è già tardi per attivare un processo così poderoso nei tempi stabiliti sulla carta”.

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