Rimborsi a fondo perduto per mezzo milione di imprese e un salvagente temporaneo per i lavoratori più colpiti. Il decreto Ristori cerca di tamponare l’emergenza economica mettendo in prima fila bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri costretti a chiusura totale o parziale, ma anche taxi, alberghi e agenzie di catering. Arrivano anche un prolungamento della cassa integrazione per i dipendenti di tutti i settori e un indennizzo una tantum per i precari.

Per le imprese e le partite Iva che avevano già richiesto i contributi del decreto Rilancio e rientrano nelle categorie interessate, le somme saranno accreditate direttamente entro metà novembre. Chi farà domanda per la prima volta dovrà attendere invece fino a metà dicembre. «Questa volta non dovrebbero esserci ritardi» dice Silviano Di Pinto, direttore commerciale Confesercenti. «Il decreto è chiaro e le procedure molto snelle». Non sono previsti limiti di reddito e l’indennizzo massimo arriverà a 150.000 euro. Vediamo come muoversi.

Hai un’azienda e hai già avuto i contributi del decreto Rilancio

Non devi fare domanda: ti arriverà un bonifico dall’Agenzia delle entrate. Per calcolare l’importo si parte dall’indennizzo già ottenuto che viene aumentato fino a 4 volte a seconda del tipo di attività. Le categorie beneficiarie sono indicate nel decreto (le trovi più sotto in questa pagina) ma il ministero dell’Economia potrebbe aggiungerne altre. «Nei prossimi giorni si aspettano anche i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate per definire meglio le tipologie di esercizi che hanno diritto al ristoro: così com’è, la norma include per esempio attività che in inverno sono chiuse come i bar degli stabilimenti balneari. È presumibile che saranno esclusi» afferma Di Pinto.

Hai un’azienda ed è la prima volta che chiedi il sostegno

Puoi fare domanda se appartieni alle categorie previste dal decreto e se il tuo fatturato di aprile 2020 ha registrato un calo di almeno un terzo rispetto all’aprile del 2019. «È escluso solo chi ha chiuso l’attività o ha aperto la partita Iva dopo il 25 ottobre 2020» chiarisce Di Pinto. La somma sarà calcolata con gli stessi criteri usati nel decreto Rilancio e poi verrà moltiplicata con le modalità che spieghiamo più sotto. Il contributo medio per un ristorante con un fatturato fino a 400 mila euro all’anno è di poco più di 5 mila euro, circa 5 mila per un teatro.

Nel decreto Ristori è stato inserito un aiuto anche per chi era escluso dal precedente indennizzo perché aveva aperto da poco. «Rientrano tutti coloro che hanno avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019. La somma che sarà assegnata parte da 1.000 euro per gli autonomi e 2.000 per le società, moltiplicata per la percentuale stabilita per il tipo di categoria» spiega l’esperto.

«La domanda va inviata dal sito dell’Agenzia delle entrate, compilando un modello analogo a quello già preparato per il decreto Rilancio. La procedura sarà attivata a breve sul portale, servirà lo Spid o le altre credenziali usate per le pratiche telematiche del sito. È una procedura semplice ma se si può è sempre preferibile farsi seguire dal proprio commercialista».

Sei un lavoratore precario dei settori colpiti

Torna l’una tantum di 1.000 euro già prevista nel decreto Agosto per chi non è assunto a tempo indeterminato. Le categorie sono le stesse: i lavoratori a tempo determinato o con contratto di somministrazione nel turismo e nel termale, stagionali e con contratto intermittente di tutti i settori, venditori a domicilio, lavoratori dello spettacolo, autonomi senza partita Iva di tutti i settori iscritti alla gestione separata Inps da prima del 17 marzo.

«Chi ha fatto domanda per l’una tantum del decreto Agosto riceverà la nuova somma automaticamente» conferma Angela Maria Caracciolo, responsabile previdenza Inas Cisl. «Gli altri devono fare richiesta entro il 30 novembre sul sito Inps o con l’aiuto di un patronato».

Il ristoro, avverte l’esperta, non può essere però percepito se qualcuno nel nucleo familiare ha il reddito di emergenza. Anche per i lavoratori precari dello sport viene rinnovata l’indennità di 800 euro: ne hanno diritto tutti i collaboratori di Coni e Comitato paralimpico, federazioni sportive, società e associazioni dilettantistiche. Chi fa domanda per la prima volta dovrà inviare la richiesta dal sito sportesalute.eu

→ Gli indennizzi per ogni categoria

Per calcolare il contributo a cui si ha diritto bisogna partire dall’indennizzo ottenuto con il decreto Rilancio e moltiplicarlo per una percentuale stabilita a seconda della categoria a cui si appartiene.

400% per sale da ballo e discoteche

200% per ristoranti; agenzie di catering, di eventi, spettacoli e sport; attività culturali, ricreative e artistiche; guide turistiche; cinema; teatri; sale giochi e scommesse; terme; palestre; piscine; impianti sportivi; parchi divertimento; impianti turistici di risalita

150% per pasticcerie e gelaterie; bar; alberghi; villaggi turistici; ostelli; rifugi; bed & breakfast; residence; campeggi; agriturismi

100% per taxi e noleggi con conducente


L’Imu è sospesa per i proprietari che sono anche gestori dei locali. Sugli affitti commerciali c’è invece un credito d’imposta del 60%, del 30% per i canoni pagati dalle aziende