Farmaci: anche la ricetta bianca è dematerializzata

Diventano elettroniche anche le ricette bianche, quelle per i farmaci a pagamento non passati dal Sistema Sanitario Nazionale. Ecco come e cosa comunicare alla farmacia

Le prime sono state le ricette cosiddette “rosse” quelle per acquistare i farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), pagando esclusivamente il ticket. Ora tocca anche a quelle bianche, cioè quelle per medicinali che sono a pagamento. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 30 dicembre, dal 30 gennaio 2021 si “dematerializzano”. «Si tratta di un grosso passo avanti perché buona parte delle ricette che rilasciamo ai nostri pazienti riguardano farmaci non concedibili dal SNN e quindi finora non rientravano tra quelli che potevano essere ricevuti a casa, per limitare le uscite e gli spostamenti» spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana medicina generale.

«Chiedevamo da tempo questo passaggio perché nei mesi scorsi, con l’emergenza sanitaria, si erano creati diversi problemi. Chi aveva bisogno di semplici pomate, farmaci come gli ansiolitici, ecc. doveva necessariamente recarsi presso lo studio del proprio medico di famiglia per ritirare le ricette» spiega Cricelli.

Ecco cosa cambia nella prescrizione dei farmaci non a carico del Servizio sanitario nazionale e come acquistarli in farmacia o farseli recapitare a casa, con le misure anti-Covid.

Cos’è la dematerializzazione delle ricette bianche?

Si tratta di rendere elettroniche le impegnative firmate dal medico di famiglia per l’acquisto di farmaci che, a differenza di quelle rosse che prevedono solo il ticket, non a carico del SSN e dunque sono interamente a pagamento da parte del paziente.

Quando cambiano le ricette?

Le ricette bianche di dematerializzano dal 30 gennaio 2021, diventando in formato elettronico. Il medico le compilerà a computer, inserendo il codice fiscale, il tipo di prestazione (o medicinale) e la data.

Come faccio a prenotare una visita o acquistare un farmaco?

All’utente potrà essere rilasciato un promemoria cartaceo, come già avviene nel caso di ricette rosse elettroniche. Su queste sarà riportato l’NRBE, ossia il Numero di Ricetta Bianca Elettronica da comunicare in farmacia o indispensabile per la prenotazione della prestazione.

Cos’è l’NRBE da comunicare in farmacia?

È proprio il numero identificativo riportato sulla ricetta. Oltre ad essere riportato sulla ricetta, può essere comunicato dal medico, anche via email o tramite Sms al paziente. Finora era lui a inoltrare la richiesta alla farmacia o al centro di prenotazione in caso di visite specialistiche. Ma adesso in tutte le Regioni dovrebbe entrare in funzione il Sistema di Accoglienza Centrale (SAC), già attivo a macchia di leopardo sul territorio nazionale.

Cos’è e come funziona il SAC?

È il Sistema di Accoglienza Centrale gestito da Sogei per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e si occupa della trasmissione telematica dei dati sanitari. Se adesso il paziente sceglie la farmacia e comunica personalmente il numero di ricetta, una volta cessata l’emergenza Covid si limiterà a sceglie la farmacia di riferimento sul territorio, che riceverà direttamente dal SAC la richiesta di farmaco e provvederà a prendere in carico la richiesta. Lo stesso SAC notificherà all’utente la disponibilità del prodotto, che potrà essere ritirato nel punto prescelto.

Perché diventa importante il nuovo Sistema di Accoglienza?

«Dematerializzare le ricette con questo Sistema permette di avere la certezza sulla persona che la emette, quindi che si tratti di un medico, e sul destinatario. Oggi si può inoltrare una ricetta al paziente anche tramite pdf via mail o per sms o telefonicamente, ma c’è qualche limite, come ad esempio per le ricette ripetibili: quelle bianche cartacee possono essere timbrate dal farmacista, ma se si ordinano medicinali per telefono diventa difficile sapere quante confezioni ne sono state acquistate. Con la ricetta elettronica, invece, il farmacista annota tutto sul Sistema, a cui ha accesso anche il medico e viceversa» conclude Cricelli.

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