È sempre stato il mio sogno. Abbuffarmi di pasta e dimagrire. Ovviamente mai realizzato, perché, si sa, i carboidrati fanno ingrassare. E quindi è una vita che, a furia di dire di no a spaghetti alla carbonara e lasagne al ragù, mi sono in fondo in fondo convinta che non mi piacciono poi così tanto e che posso benissimo farne a meno.

Anzi, tutto sommato quasi preferisco i secondi.

Mio marito, abruzzese doc, non ha sposato la stessa causa e si lamenta di trovare a casa solo riso.

Zero maccheroni alla chitarra e scarseggiano pure penne e tagliatelle. Ma anche lui ha poco da protestare perché, più di me, dovrebbe rinunciare all’amatriciana.

Così tutti e due elemosiniamo “assaggi” dai pantagruelici piattoni di pasta super condita di Leonardo, che non ha certo bisogno di stare a dieta e ci guarda perplesso, non negandoci però il boccone proibito.

Insomma, per venire al sodo, sembrerebbe  che tutti questi anni di rinunce siano stati del tutto inutili. Perché il professor Pietro Antonio Migliaccio, nutrizionista, presidente dell’Associazione Italiana di Scienza dell’Alimentazione, sostiene che la pasta faccia dimagrire.

Non solo. A riprova di questa sua tesi un po’ oscena ha addirittura preparato una dieta della pasta (la trovate sul numero 35 di Donna Moderna, in edicola  il 20 agosto) che fa perdere 2 chili alla settimana (ma consiglia di non farla per più di 15 giorni di seguito). Non solo. Il piattone di spaghetti giornaliero (una media di 80 g al giorno, la porzione standard, quella del ristorante) è pure condito.

Incredula, e anche un po’ irritata, gli ho telefonato per chiedergli come sia possibile dimagrire mangiando carboidrati, soprattutto in un’era in cui spopolano le diete iperproteiche.

«È un problema di numeri» mi ha risposto «un piatto di pasta con poco condimento, così come è previsto nella dieta, ha circa 400 calorie e diventa un piatto unico, equilibrato e sano che toglie del tutto la fame».

Le altre calorie concesse (1100 al giorno) sono distribuite tra la colazione e la cena, più leggera, e negli spuntini, fondamentali per non arrivare a tavola con la voglia di divorare l’intero frigorifero. La formula è di variare i menu il più possibile con i prodotti di stagione e di non mortificare chi deve perdere chili, ma di gratificarlo.

La pasta poi è un alimento fondamentale, perchè contiene carboidrati complessi (che sono assorbiti più lentamente dall’organismo), ma anche proteine, anche se non di grande qualità (ecco perché è importante associarla a tonno o legumi) e soprattutto fibre. «Fondamentale per stare bene» spiega il professor Migliaccio. «I carboidrati devono costituire circa il 60 per cento delle calorie totali giornaliere e vengono utilizzati dai globuli rossi come fonte di energia».

Vero.  Però con le diete iperproteiche si dimagrisce più velocemente. «Certo» conferma il professor Migliaccio «ma alla lunga rovinano reni, fegato e ossa perché costringono il metabolismo a un superlavoro. E i chili persi si riacquistano altrettanto rapidamente».

La morale? Per buttare giù quei salsicciotti diabolicamente cresciuti sui fianchi ci vuole tanta pasta e anche qualche trucco per arrivare alla meta senza cedere davanti al cannolo.

1 Mangiare prima la verdura e poi il resto (serve a saziarsi subito).

2 Farsi abbuffate di melone e anguria (che hanno poche calorie e tanta acqua e quindi tolgono la fame).

3 Non andare a letto subito dopo avere mangiato, ma fare una passeggiata (serve a mettere in moto il metabolismo).

4 Non puntare sulla quantità, ma sulla qualità (bisogna avere sempre la sensazione di avere mangiato bene).

Spaghetti with marinara sauce
Hispanic woman holding fork of spaghetti — Image by © Colin Anderson/Blend Images/Corbis

 

E la pasta, in questo aiuta. In fondo siamo italiani.

Speriamo funzioni!

E voi avete mai fatto una dieta con tanti carboidrati? Se provate la dieta della pasta, mi raccontate i vostri risultati?

 

di Stefania Carlevaro