Medici donne ambulatorio

Medici di famiglia no stop 16 ore al giorno: super ambulatori in arrivo

Avremo a disposizione un medico di base dalle 8 alle 24 di ogni giorno, sette giorni su sette. Se tutto andrà in porto, sarà una rivoluzione

Per i pazienti, se tutto andrà in porto, sarà una rivoluzione. Avranno a disposizione un medico di base dalle 8 alle 24 di ogni giorno, sette giorni su sette.

Ecco tutte le novità nel dettaglio
Ambulatori dei medici di base aperti dalle 8 alle 24, tutti i giorni della settimana, domeniche comprese. Possibilità di fare negli stessi studi prenotazioni di visite e pagamenti di ticket, prime analisi cliniche, accertamenti diagnostici a bassa complessità e piccola chirurgia. Servizi di pediatria disponibili dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì. Copertura notturna, per adulti e bambini, garantita dal 118.  Ecco le novità contenute nell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale, appena approvato dal Comitato di settore Regioni-Sanità, dopo una lunga e complicata gestazione.

Super ambulatori e staffette
L’idea di fondo, nel modello di assistenza previsto, è estendere in tutta Italia alcune delle esperienze già avviate in Emilia Romagna, Toscana e Lazio, in 800 realtà locali:  super ambulatori accessibili ai pazienti per un numero di ore superiore al passato, grazie a “staffette” tra dottori di famiglia, guardie mediche e pediatri.

Si tratta di progetti destinati a diventare concreti, senza resistenze? O un libro dei sogni?  Lo si capirà quando a maggio verranno riavviati i negoziati tra i sindacati di categoria e la Sisac, la struttura interregionale chiamata a trattare con il personale del comparto.

Giacomo Milillo, segretario della Federazione sindacale dei medici di base, ha dichiarato all’agenzia di stampa Adnkronos: “La ‘staffetta’ consentirà di avere più colleghi disponibili nell’arco della giornata, andando a coprire anche le fasce orarie oggi meno presidiate, come quelle delle 8 alle 10 del mattino o del primo pomeriggio, dalle 14 alle 16”.  In questo modo si dovrebbero assorbire molte richieste in più rispetto a oggi e si potranno seguire i malati che, anche per piccoli problemi, si riversano nei pronto soccorso “a discapito di chi ha una vera emergenza".

Continuità delle cure vicino a casa
A garantire la continuità delle cure, nei luoghi di residenza dei pazienti, saranno le Aft, le “aggregazioni territoriali funzionali”, con un bacino di utenza non superiore a 20mila abitanti per ciascuna. Terminato il turno del proprio medico di fiducia, ce ne sarà un altro a disposizione del malato, nel medesimo spazio fisico o poco lontano. Il collegamento alla banca dati comune permetterà al “supplente” di avere davanti agli occhi il profilo sanitario di ogni persona visitata .

"Nelle grandi città – sempre parole del dirigente della Federazione di categoria  - basterà rivolgersi allo stesso studio al quale si è abituati ad andare per le visite. Nei piccoli centri più probabilmente, finito il turno del medico di riferimento, ci si dovrà spostare nell’ambulatorio del collega che gli subentra”.  

Taglio alle code e addio ai Cup
A regime le Aft dovrebbero anche consentire, al cittadino in possesso delle ricette, di evitare file per prenotare visite ed esami o per pagare il ticket. Tutte operazioni che potranno essere programmare direttamente dallo studio del medico di famiglia.

"L’atto di indirizzo – ha detto ancora Milillo - è un documento doveroso, dopo sei anni di blocco della convenzione. Aggiustamenti saranno necessari, ma il giudizio è positivo, fermo restando che vigileremo sul rispetto dei livelli occupazionali e sulle garanzie di ricambio generazionale dei medici”.

Voci critiche
L’atto di indirizzo non raccoglie il consenso della piccola e pugnace Unione medici italiani. “Non è stata prevista alcuna dotazione finanziaria – sottolinea il leader della sigla, Francesco Falsetti –   ed è evidente che senza fondi non si potranno realizzare gli obbiettivi previsti. Le rivoluzioni a costo zero non esistono. Il nuovo sistema comporterà tagli al personale, che verrebbe ridotto. Secondo noi  - continua - il modello introdotto penalizzerà gli assistiti, privati di una reale copertura 24 ore su 24. Di notte avranno meno servizi, meno risposte. Il 118, che nei ranghi ha pochi dottori, servirà solo per le emergenze. Non effettuerà quelle prestazioni che adesso vengono garantite dai medici di famiglia anche di notte. Penso, ad esempio, al rilascio di un certificato di malattia necessario per la mattina dopo o alla prescrizione di un farmaco”.

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