La pillola del giorno dopo è sicura?

01 04 2016 di Flora Casalinuovo
Credits: Olycom

Da poche settimane il contraccettivo d’emergenza è disponibile senza ricetta, al pari di un antidolorifico da banco. Molti farmacisti, però, disapprovano. E i medici sono divisi. Qui facciamo chiarezza

Una scatola bianca e azzurra. Una minuscola pastiglia, grande come l’unghia del mignolo, al costo di 13 euro. Ecco il medicinale della discordia: si chiama Levonorgestrel (il nome commerciale è Norlevo), ma per tutti è la pillola del giorno dopo. Da qualche settimana, dopo la delibera dell’Agenzia italiana del farmaco, è possibile acquistarla senza ricetta se si hanno più di 18 anni. Lo stesso destino toccato qualche mese prima a EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo.

Oggi come ieri, la vendita libera del medicinale che si assume dopo un rapporto non protetto per evitare una gravidanza fa discutere. È sicuro l’acquisto senza prescrizione? Quali potrebbero essere le conseguenze? Disincentiva l’uso degli anticoncezionali? Cerchiamo di capirne di più.

LE FARMACIE NON POSSONO “OBIETTARE” E RIFIUTARSI DI VENDERLA
Iniziamo la nostra indagine proprio dalle farmacie, dove la pillola dovrebbe essere venduta. Ne scegliamo 10, da Torino a Napoli, tutte centrali e frequentatissime. «Chiediamo sempre la carta d’identità alle più giovani» spiegano alla Crimi in Stazione Termini, a Roma. Aggiungono alla Farmacia Leone di Napoli: «Ne abbiamo già distribuite una decina in 2 settimane, sono parecchie». Alla storica Ambreck di Milano seguiamo in incognito Chiara, 17 anni compiuti anche se ne dimostra qualcuno in più. Vogliono vedere un documento, che viene visionato da 3 persone diverse, le domandano se è proprio sicura di volerla e se sa come funziona. La scena non dovrebbe stupire visto che viviamo nel Paese in cui il 46% dei farmacisti non condivide la decisione dell’Aifa, come sottolinea un sondaggio della società Swg. «Noi non possiamo fare obiezione di coscienza, abbiamo l’obbligo di vendere un medicinale» dice Paola Piumazzi, farmacista a Milano, autrice del blog farmaciinpillole.blogspot.it. «Però mi sembra assurdo che serva la prescrizione per un antinfiammatorio e non ci voglia per la pillola del giorno dopo. Anche perché vedo confusione, soprattutto tra le under 20. In tante arrivano da me spaventate per una possibile gravidanza, ma non sanno nemmeno come funziona l’ovulazione. Allora, oltre alla liberalizzazione per i medicinali, serve una massiccia campagna di educazione sessuale».

Ma c’è chi sottolinea, oltre alla possibile incertezza tra le più giovani, anche i rischi medici e sociali. «La pillola del giorno dopo contiene alte dosi di ormoni, presa più volte aumenta il rischio di trombosi venosa» dice Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma. «Per non parlare del fatto che la disponibilità immediata in farmacia disincentiva l’uso del profilattico: passa il messaggio che ora esiste una soluzione “tampone” e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili viene relegata in secondo piano».

È TRA I MEDICINALI DI CLASSE 1: PUÒ ESSERE USATA DA CHIUNQUE
Non tutti, però, sono d’accordo sui pericoli reali della pillola del giorno dopo. «L’Agenzia italiana del farmaco non ha fatto altro che recepire la direttiva dell’Agenzia europea per i medicinali, che ha reso libera la vendita di Norlevo proprio perché non ha controindicazioni» spiega Emilio Arisi, ginecologo e presidente della Società medica italiana per la contraccezione. «L’Organizzazione mondiale della sanità l’ha inserito tra le medicine di classe 1, ovvero quelle che possono essere usate sempre da chiunque, e diversi studi clinici l’hanno confermato. Gli unici disturbi possibili sono dolore e gonfiore addominale. Certo, si tratta di una contraccezione d’emergenza, quindi va usata come un’eccezione. Non bisogna abusarne perché è un progestinico, un ormone che “lavora” sul sistema riproduttivo. Però, ribadisco, fare terrorismo è sbagliato: corriamo più pericoli fumando una sigaretta al giorno».

E i temuti rischi sul fronte della prevenzione? «Non generiamo allarmismi» dice il professor Arisi. «Nei Paesi in cui la vendita della pillola del giorno dopo è libera non abbiamo registrato un’impennata delle malattie sessualmente trasmissibili e nemmeno una crescita nell’utilizzo. Le italiane, poi, sono coscienziose: nel nostro Paese se ne vendono 350.000 confezioni all’anno, in Francia si supera il milione. Visito centinaia di donne da anni e posso assicurare che chi si trova a dover ricorrere a questi strumenti poi diventa ancora più attenta e responsabile».

MA NON VA PRESA REGOLARMENTE COME CONTRACCETTIVO
Ed è proprio la sfera psicologica quella che viene spesso dimenticata in questi casi. «Chi cerca la pillola del giorno dopo vive uno tsunami di dubbi e paure e non ha bisogno del giudizio spietato di farmacisti e medici» dice Francesca Merzagora, presidente di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna. «Consiglio alle ragazze di non farsi intimorire e di ribadire che ora è un loro diritto ottenere questo prodotto. Qualche giorno fa una donna ha chiamato i carabinieri perché un farmacista si rifiutava di vendere la pillola: spero che questo sia un episodio estremo, ma sappiamo che un terzo dei professionisti fa resistenze. Ecco, a loro propongo un’alleanza. Dobbiamo lavorare tutti insieme perché Norlevo ed EllaOne rimangano contraccezione d’emergenza, dobbiamo informare ed educare i giovani sull’argomento. I nostri studi ci dicono che in Italia una gravidanza su 5 è indesiderata: la tendenza va invertita, subito. Noi abbiamo lanciato il sito www.sballatidisalute.it perché nel 2016 il sesso, l’amore e il concepimento non devono essere tabù. La pillola del giorno dopo è un diritto, ma va sempre accompagnata con la prevenzione. Sono due strade parallele: una crolla se non c’è l’altra».

LE 3 PILLOLE “SORELLE” «Norlevo è il nome commerciale del Levonorgestrel, la pillola del giorno dopo» dice Emilio Arisi, ginecologo e presidente della Società medica italiana per la contraccezione. «Posticipa l’ovulazione e quindi impedisce la fecondazione. Va presa entro 72 ore dal rapporto non protetto ma la sua efficacia è massima durante le prime 24. Qualche mese fa, invece, è stata liberalizzata la vendita di EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo: il meccanismo è identico, ma va presa entro 120 ore. Infine, esiste la pillola abortiva, la Ru486. Inibisce lo sviluppo dell’embrione e favorisce il distacco dell’endometrio, su cui si radica l’embrione. Va presa in ospedale entro la settima settimana di gravidanza».

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