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Gli incredibili benefici dello shiatsu

Lo shiatsu non serve solo per alleviare il mal di schiena. La digitopressione può essere un bell’aiuto perfino per i malati di Alzheimer e i bimbi iperattivi. Vediamo come sfruttarla al meglio

Il tocco è deciso, costante ma nello stesso tempo dolce, gentile come un sostegno (non a caso l’ideogramma giapponese che lo identifica rappresenta due persone che si sostengono a vicenda). Cura, lascia il segno, come una carezza, non il livido come un pugno. Stiamo parlando dello shiatsu, dal giapponese “Shi” (dito) e “Atsu” (pressione), una tecnica manuale che grazie alla pressione di palmi e pollici in determinati punti del corpo, regala un equilibrio a livello psicofisico.

«Spesso dico che esercitiamo pressione per togliere pressione» spiega Renato Zaffina, presidente Fisieo (www.fisieo.it, il sito della Federazione italiana shiatsu insegnanti e operatori dove puoi trovare scuole e professionisti). E questo non vuol dire solo far rilassare, ma anche tonificare, stimolare cioè la parte sana del corpo a reagire, a funzionare al meglio. «Lo shiatsu nasce in Giappone, ma affonda le sue radici nella medicina tradizionale cinese e lavora su corpo e mente come realtà indivise, due facciate dello stesso foglio di carta. Il trattamento serve a mettere in moto la capacità di autoriparazione che l’organismo naturalmente ha e a ristabilire l’equilibrio compromesso da circostanze esterne» spiega l’esperto. Che possono essere malattie ma anche stress.

L’obiettivo è far stare bene, migliorare la consapevolezza del proprio corpo e intervenire prima che il problema si manifesti. «Penseresti di scavare un pozzo quando si sta già morendo di sete? O di forgiare le armi quando il nemico è già in città?» recitano antichi detti a cui fanno riferimento gli operatori. Lo shiatsu quindi è un’ottima attività di prevenzione, ma è anche una tecnica molto efficace non solo per risolvere il mal di schiena, come spesso si crede, ma per curare tanti altri disturbi a cui forse non avevi mai pensato. Vediamo quali.


Una seduta di Shiatsu dura 40-45 minuti, si fa vestiti, distesi sul tatami e per ottenere benefici di solito sono necessari 5-8 trattamenti


Lo shiatsu aiuta chi ha un decadimento cognitivo

Chi soffre di malattie come il Parkinson o l’Alzheimer, spesso fa fatica a usare la parola. «Lo shiatsu, grazie al tocco e alla mediazione corporea, arriva al paziente utilizzando un linguaggio non verbale, un linguaggio che lui sente, capisce, decodifica» spiega Renato Zaffina. E che lo fa stare meglio. In pratica, aiuta a rilassarsi, ad avere una respirazione profonda, più consapevole. E riesce anche a calmare gli stati di agitazione psicomotoria. Un gran bel traguardo. «Funziona così: una pressione genera un’impressione, che a sua volta genera un’espressione. Per esempio, un modo diverso di respirare. O di guardare. Lo sguardo da assente, vuoto, si fa presente, partecipe» spiega l’esperto.

Lo shiatsu abbassa lo stress dei bambini iperattivi

«Stimolare nel modo corretto i meridiani di questi bimbi è fondamentale perché li aiuta a sentire il corpo, a imparare ad averne il controllo e a ottenere una disciplina fatta di piccoli grandi traguardi, come riuscire a stare seduti per più di un minuto» spiega l’esperto. Di solito poi questi bambini hanno anche difficoltà di contatto con l’altro. «Sviluppare la capacità di sentirsi e il senso del tatto, può migliorare le loro relazioni interpersonali. Perché imparano a fidarsi, ad affidarsi e a lasciarsi andare». Imparano cioè ad ascoltare, a vivere le emozioni e gli stimoli in modo meno stressante. Quando si tratta dei piccoli, le sedute durano al massimo 20 minuti.

Lo shiatsu riduce i disturbi legati alla menopausa

Lo shiatsu è ideale nei periodi di cambiamento, come per una donna può essere la menopausa. Sia che tu stia vivendo questo passaggio in modo morbido sia che i sintomi come sbalzi di umore, vampate di calore, insonnia siano fastidiosi e invalidanti, la digitopressione può essere un valido alleato. «Secondo la medicina cinese, infatti, i sintomi che si protraggono a lungo o che si manifestano in modo molto forte sono segno di un disequilibrio energetico: riequilibrandolo e armonizzando la situazione ormonale è possibile ridurre i disturbi che causano malessere e che impattano sulla vita delle donne» dice Zaffina. Per lo stesso motivo, lo shiatsu funziona bene per la sindrome premestruale e in caso di endometriosi.

Lo shiatsu allevia la pandemic fatigue

Hai presente quella sensazione naturale di stanchezza, distrazione, sfinimento dovuta a uno stato di crisi prolungato che tutti noi abbiamo provato e che molti stanno ancora provando? «Lo shiatsu può alleviarla, perché è uno stimolo gentile che aiuta a governare la pressione esterna. In questo caso, quindi, si parla proprio di rilassamento. Di lasciare andare il corpo, di allentare quella paura che spesso ci blocca, ci frena, facendoci respirare male e mandandoci in confusione» conclude Renato Zaffina. In più, la digitopressione lavora anche sulla mente, regalando chiarezza e permettendo di valutare quello che succede attorno e dentro di noi in modo più calmo e obiettivo.

Cerca l’equilibrio anche da sola con i Makko-Ho

I Makko-Ho sono esercizi fai-da-te di stretching dei meridiani che stimolano il riequilibrio energetico. Qui ne trovi due. Prima di iniziare, però, tieni a mente queste semplici regole: esegui i movimenti durante l’espirazione, non forzare il corpo, mantieni ogni posizione per almeno un minuto.

→ Seduti a terra, gambe piegate, ginocchia divaricate e piante dei piedi uniti. Afferra con le mani le punte dei piedi, spingi le ginocchia a terra, apri i gomiti e spingili verso il basso. Espirando piega il tronco in avanti, facendo partire il movimento dal bacino. La testa va verso la punta dei piedi. Questo esercizio regala armonia e calma interiore.

→ Eretta, a gambe divaricate, piedi paralleli, metti le braccia tese dietro la schiena con i pollici agganciati tra loro e gli indici tesi, le altre dita sono piegate. Inspira ed espirando piega il tronco in avanti lasciandolo cadere rilassato, avvicinandolo il più possibile alle gambe. Stendi bene le braccia puntando gli indici al soffitto. Respira 3-4 volte e torna in posizione eretta. Ripeti invertendo l’aggancio: il pollice che stava sopra si sposta sotto e viceversa. Aiuta a creare un rapporto equilibrato con il mondo esterno e con gli altri.

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