kara delevingne
Cara Delevingne ha sfilato ai Met Gala 2022 togliendosi la giacca e mostrandosi nuda (con solo due copri-capezzolo e una tintura dorata) e non nascondendo la psoriasi evidente in particolare sui gomiti

Vitiligine: cos’è e come si cura

Nei nuovi modelli di Mattel arriva Ken con la vitiligine, malattia di cui soffre anche, tra le altre, Kasia Smutniak. Cos'è e come si cura: alle terapie tradizionali (fototerapia) si affiancano ora nuovi farmaci

Dopo i modelli di Barbie curvy, in sedia a rotelle e con una protesi alla gamba, adesso arrivano altri modelli delle Fashionistas, la linea di Barbie votata all’inclusione e all’accettazione della diversità. Si tratta della Barbie con apparecchio acustico, alla quale si aggiunge Ken con la vitiligine, il disturbo della pigmentazione della pelle che porta ad avere chiazze bianche sul corpo.

Dalle Barbie inclusive a Ken con la vitiligine

Le novità, quindi, sono due: da un lato un nuovo passo avanti nella politica che aveva già portato l’azienda a produrre bambole con tutti i tipi di tonalità della pelle, degli occhi e delle forme del corpo; dall’altro il fatto che a essere coinvolto sia Ken, la figura maschile. D’altro canto non è la prima volta che invece siano le donne a mostrarsi con quelli che in passato apparivano come difetti.

La psoriasi di Cara Delevingne

di recente lo ha fatto, ad esempio, Cara Delevingne, che ha sfilato ai Met Gala 2022 togliendosi la giacca in passerella e mostrandosi nuda (con solo due copri-capezzolo e una tintura dorata), ma soprattutto non nascondendo la psoriasi evidente in particolare sui gomiti.

kara delevingne

La vitiligine di Kasia Smutniak

Prima di lei, però, anche Kasia Smutniak aveva fatto “outing” confessando di soffrire di vitiligine, un’altra patologia che colpisce la pelle e che l’attrice aveva raccontato che era fonte di «tantissima insicurezza». Dopo anni passati a cercare di truccarsi persino le mani perché non si vedessero le macchie, Smutniak ha trovare un giusto equilibrio e oggi le mostra senza più imbarazzi.

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Ma cos’è la vitiligine, quali sono le cause e quali sono le terapie disponibili?

Cos’è la vitiligine

In Italia ci sono circa 500-700mila persone che soffrono di vitiligine, pari allo 0,5%-1% della popolazione generale: «È una malattia della pelle, dovuta al fatto che i melanociti – le cellule che danno il colore alla pelle – muoiono a causa di una meccanismo autoimmune analogo a quello di altre patologie dermatologiche come il lupus o la dermatite atopica» spiega il dermatologo Mauro Picardo, già alla Vitiligo Unit dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, past President della Società Europea per la Ricerca sulla Pigmentazione e coordinatore della Vitiligo European Task Force, che raggruppa esperti internazionali.

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La vitiligine non è solo una questione estetica

«Purtroppo la vitiligine spesso è banalizzata e considerata una semplice questione estetica, e questo è dovuto al fatto che finora mancavano proposte terapeutiche specifiche, sotto forma di farmaci. Di fatto ad oggi si ricorre quasi esclusivamente alla fototerapia, per cercare di “far abbronzare” la pelle bianca. Da qualche anno, però, sono aumentate le conoscenze su questa malattia, anche grazie a gruppi di studi europei e internazionali. Il risultato – prosegue il dottor Picardo – è che oggi conosciamo meglio i meccanismi che portano alla morte dei mediatori dei melanociti e dunque delle cellule con pigmento».

Le cause della vitiligine e quando compare

«La vitiligine può comparire a qualunque età, anche da bambini, ma nella maggior parte dei casi l’insorgenza delle prime chiazze bianche avviene tra i 20 e i 40 anni” spiega l’esperto dermatologo. «Le cause sono principalmente due, spesso in combinazione tra loro: una predisposizione genetica a una risposta autoimmune dell’organismo e un difetto nella produzione dei melanociti. Quest’ultima caratteristica può essere anche legata a una sorta di stress di tipo fisico e chimico della pelle. Per esempio, in caso di microtraumi ripetuti come mordersi il labbro, mangiarsi le unghie, cadere sbucciandosi il ginocchio, o ancora herpes o scottature, nei soggetti predisposti possono comparire piccole macchie bianche. Significa che a livello genetico c’è appunto una certa “sensibilità”» prosegue Picardo.

Il legame tra vitiligine e caduta dei capelli

Ma non solo: «Si è visto che spesso le persone con vitiligine hanno familiarità con la canizie precoce, a dimostrazione che c’è una certa difficoltà nella rigenerazione dei precursori dei melanociti, deputati alla pigmentazione non solo della pelle, ma anche dei capelli», aggiunge il dermatologo.

Le terapie tradizionali per la vitiligine e i nuovi farmaci

Oltre alla fototerapia al momento possono essere somministrati, a seconda dei casi, anche cortisonici topici (quindi sotto forma di creme) o immunomodulatori topici, cioè quelli in uso per la cura della dermatite atopica: «Il problema è che nel caso della fototerapia le cure non sono sempre agevoli: occorre andare nei centri specializzati presso gli ospedali (non in tutti), tre volte alla settimana per almeno 6 mesi, ripetendo il ciclo negli anni. Questo significa un impiego di tempo non indifferente, specie in età lavorativa. I farmaci, inoltre, non sono registrati appositamente per la vitiligine, quindi non sono rimborsabili da Servizio Sanitario Nazionale – spiega Picardo – La buona notizia, però, è che sono in arrivo nuove terapie a base di molecole che possono aiutare sia a contrastare la progressione della malattia, sia a stimolare la riproduzione dei melanociti».

«In ogni caso le cure attuali funzionano perché permettono un miglioramento tra il 30% e il 60% in metà dei pazienti. Le variabili sono rappresentate soprattutto dall’età dell’insorgenza della vitiligine e dalle lesioni: più queste sono datate, meno sono suscettibili al trattamento terapeutico, quindi in pratica si hanno risultati minori. Quanto all’età, i soggetti più giovani rispondono meglio sia nella riduzione dei processi infiammatori che sono alla base della malattia, sia nella rigenerazione dei melanociti nuovi e quindi della ripigmentazione» conclude l’esperto.

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