Come finanziare il superbonus 110%

Rendere il proprio appartamento green senza tirare fuori neanche un euro: è il sogno che tanti italiani coltivano. Gli esperti ci aiutano a capire se e come realizzarlo sfruttando il superbonus 110%

La domanda da mesi tiene banco nelle assemblee di condominio: davvero è possibile cambiare la caldaia o fare l’isolamento termico senza anticipare un euro? A fare gola del superbonus è proprio la detrazione del 110% che permette di riavere dallo Stato, in forma di sconto sulle tasse, l’intera spesa dei lavori per l’efficientazione energetica degli edifici più un 10%. E non è tutto. Il superbonus prevede la possibilità di cedere questo credito con il Fisco all’impresa che ristruttura, a una banca o a un’assicurazione in cambio del denaro necessario per i lavori. Una formula che permette davvero di iniziare la ristrutturazione per rendere più green interi condomini. In tanti stanno cogliendo l’occasione: i dati dicono che a fine febbraio sono stati avviati interventi per quasi mezzo miliardo di euro. Attenzione, però: la cessione del credito non è gratuita, perché in cambio della somma cash si rinuncia a quel 10% di guadagno che ritornerebbe in tasca in cinque anni, e a volte a qualcosa in più.

Conviene fare la cessione del credito?

«Bisogna considerare diversi fattori, a partire dal capitale a disposizione e dal fatto che chi ristruttura sia un privato o un intero condominio. Se si ha una casa unifamiliare, la liquidità disponibile e un reddito sufficiente e stabile, allora la detrazione applicata alla propria dichiarazione dei redditi resta la scelta vincente» spiega Alessandra Egidi, segretario generale di Confedilizia. Ma nella realtà non sempre è così. Con il superbonus l’erario ci restituirà i soldi sottraendo quanto ci spetta dalle tasse che pagheremo nei prossimi anni, e se non matureremo imposte sufficienti, perderemo il beneficio. Una volta avuto il preventivo dei lavori, quindi, conviene fare una simulazione. Se la detrazione non conviene, è meglio organizzarsi per la cessione del credito. Ecco i tre modi in cui si può procedere. Con un’avvertenza: meglio affidarsi a qualcuno che segue l’intera pratica.

Come funziona lo sconto in fattura dall’impresa

«È la scelta più pratica, perché l’impresa a cui affidi i lavori si assume l’onere di anticipare tutte le spese, e riceve poi direttamente dal Fisco il tuo credito, trattenendo quel 10% in più» spiega Flavio Monosilio, direttore Affari economici dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance). «La cosa migliore è cercare un’azienda esperta nel campo che offra il pacchetto chiavi in mano, cioè che si occupi anche della consulenza iniziale e della diagnosi energetica, dei controlli e dei documenti necessari per ottenere la detrazione e della gestione di tutte le pratiche».
Il costo Visto che anche le spese di consulenza tecnica e fiscale sono detraibili, il pacchetto completo dovrebbe essere a costo zero. Tieni conto, però, che ci sono spese extra, come il compenso per l’amministratore condominiale. Inoltre devi distinguere le aziende dai general contractor, società intermediarie che gestiscono tutto, dalla scelta della ditta ai rapporti con la banca. La loro consulenza ha un costo extra che non è detraibile.

Come si fa la cessione del credito

Ti conviene se hai le somme necessarie per pagare subito l’intervento, ma non vuoi o non puoi aspettare 5 anni per la restituzione. In questo caso, anche a lavori già avviati, puoi chiedere a una banca o a un altro intermediario finanziario (per esempio una compagnia assicurativa) di comprare il tuo credito con il Fisco. Anna Roscio, responsabile direzione sales & marketing imprese di Intesa Sanpaolo, spiega come funziona: «Una volta firmato il contratto di cessione, dopo il pagamento delle fatture, il cliente può presentarle in banca e chiedere la liquidazione delle somme. Prima, però, bisogna consegnare la documentazione che dimostra che quel credito è cedibile, cioè il certificato del perito sulla conformità dei lavori, il visto dell’Enea, il documento di conformità fiscale». Quest’ultimo è piuttosto complesso da preparare, tanto che alcune banche offrono un servizio di consulenza gratuita con società specializzate (Intesa si appoggia a Deloitte), che permette di caricare su una piattaforma i documenti necessari, per la validazione.
Il costo? La banca che acquisisce il credito non trattiene tutto il 10% in più. Ai clienti privati, in genere, corrisponde 102 euro ogni 110 euro di credito. Significa che, oltre al recupero dei soldi delle fatture, ti porti a casa una somma pari al 2% di quanto speso per i lavori.

Cos'è la Cessione con “prestito ponte”

È l’ultima spiaggia se non si può anticipare la spesa e non si trova un’impresa che paghi i lavori e compri il tuo credito con il Fisco. «Il condominio o il privato possono chiedere un finanziamento» spiega Roscio. Si tratta di due operazioni distinte. «Da una parte la banca eroga le somme necessarie al pagamento ogni volta che il cliente presenta la fattura dell’impresa. Dall’altra, parallelamente, è attivata la cessione del credito del cliente che, man mano che vengono completati i diversi step dei lavori e presentati i certificati necessari, viene trasferito alla banca e usato a copertura del prestito».
Il costo? Come tutti i prestiti, il finanziamento ha interessi e costi. Il 2% guadagnato con la cessione del credito li copre solo in parte. Secondo le simulazioni di Altroconsumo con diversi istituti, ipotizzando una spesa di 100.000 euro, un condominio che chiede il prestito ponte dovrà pagaredai 1.000 a più di 5.000 euro.

Cosa ti serve per ottenere il super bonus

I requisiti I lavori devono assicurare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio. Deve essere incluso l’isolamento termico di almeno il 25% della superficie esterna (il cosiddetto cappotto) o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento.

Gli altri lavori A questi due interventi “trainanti” ne puoi aggiungere altri, come la sostituzione delle finestre o l’installazione di un impianto fotovoltaico, che beneficeranno della detrazione (la guida su https://bit.ly/30LG7T6).

I consulenti Se non se ne occupa l’impresa ti servono: un termotecnico specializzato per la diagnosi energetica e per individuare gli interventi necessari per la detrazione; un consulente fiscale per il visto di conformità; un tecnico indipendente per l’attestazione di conformità da inviare all’Enea.

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