La poesia è sempre d’amore, o non è. È respiro: non solo ispirazione, anche inspirazione. Porta aria ai polmoni, ossigeno al cuore. Mette a nudo chi legge insieme a chi scrive. È un gesto con cui si scelgono le parole per dare forma alle emozioni e condividerle. Così fanno le 6 poetesse che ho scelto.

A cominciare da Saffo, vissuta a Lesbo fra VI e VII secolo a.C., considerata dai suoi contemporanei la decima Musa. I suoi frammenti non sono messaggi, ma massaggi d’amore. Si presentano come paradigma della passione, non solo omosessuale. Sono inviti struggenti alla libertà che proclamano la fiducia nell’amore.

Ansa
1 di 6
– Chi ora ti fugge, presto t’inseguirà,
chi non accetta doni, ne offrirà,
chi non ti ama, pure contro voglia,
presto ti amerà

Saffo (630 a.C. – 570 a.C.)

Wojtek Laski/Getty Images
2 di 6
– Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo
esiste l’amore felice.
Con tale fede
gli sarà più lieve vivere e morire

Wisława Szymborska (1923-2012)

Leonardo Cendamo/Getty Images
3 di 6
– Ieri sera era amore,
io e te nella vita
fuggitivi e fuggiaschi
con un bacio e una bocca
come in un quadro astratto

Alda Merini (1931-2009)

Culture Club/Getty Images
4 di 6
– Chi è amato non conosce morte,
perché l’amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina

Emily Dickinson (1830-1886)

Donald Preston/The Boston Globe via Getty Images
5 di 6
– Siamo nudi. Ci siamo spogliati
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l’identico fiume chiamato Possesso e sprofondiamo
insieme. Nessuno è solo

Anne Sexton (1928 – 1974)

Jeremy Chan/Getty Images
6 di 6
– Il modo in cui
ti ami è il modo in cui insegni ad altri
ad amarti

Rupi Kaur (1992 -…)

Quasi a contrasto è la leggerezza felice di Wislawa Szymborska, Nobel per la Letteratura nel 1997. Nell’amore vede un modo di rapportarsi con le cose del mondo. Un modo che lascia vivere gli altri nel disamore, se vogliono. Accade quando manca la cura e l’attenzione per il creato: per una persona così come per un granello di sabbia.

Ciò che Alda Merini distilla con i versi è qualcosa più dell’amore come sentimento: è l’amore come azione purificatrice di sé e del mondo circostante. Il suo è un mettersi a nudo e confessare che si vive sempre fino all’ultimo respiro. Ha scritto moltissima poesia, ma nei suoi 78 anni ha attraversato molta più vita.

Più complesso il sentire di Emily Dickinson: le sue poesie sono immagini scolpite che raccolgono lo sguardo di una ricca vita interiore, tanto intima da risultare universale. Scelse di vivere in solitudine e di amare con dedizione assoluta. La scrittura è il suo gesto d’amore. Anche Marina Cvetaeva vive di passioni assolute. I suoi versi sono «frammenti argentei di cuore». Mai descrittivi, puntano all’essenza delle cose con un forte sentimento per tutto ciò che si perde in modo irrimediabile. Anche l’amore, e però lascia una traccia, una cicatrice che diventa poesia.

Anche Anne Sexton, affetta da sindrome bipolare, ha messo tutta la vita nelle sue poesie, e poi se l’è tolta, suicidandosi come Cvetaeva e Pozzi. Dotata di grande forza emancipatrice e insaziabile fame d’amore, nei suoi versi si espone e si confessa. È un modo per cercare di conoscersi. E poi c’è Rupi Kaur, 28 anni, che scrive e, insieme, disegna sul confine fra due mondi, Oriente e Occidente. Una performer che ha cominciato con Instagram. Mette i pensieri in forma di versi semplici e diretti, dando eco a quel misto di dolore, amore ed empatia che è in tutte le donne.

Antonia Pozzi, invece, nei suoi 26 anni è vissuta di poesia e «disperazione mortale», come ha scritto in un biglietto prima di morire. È «una nave che cerca / per tutte le rive / un approdo». Lei l’ha trovato nella poesia, cantando i turbamenti dell’anima di fronte alla natura e al sentimento infelice dell’amore.