Benvenuta tra noi, presbiopia

24 02 2020 di Geppi Cucciari

Avevamo da tempo fatto i conti psicologici con il secondo rinnovo della patente, con la consapevolezza che per una ricrescita grande ci vuole il pennello grande della parrucchiera ogni 2 settimane, e i ragazzini che ci danno del lei non sono una novità. È giunto per molte anche un altro snodo temporale: la temibile presbiopia.

Arriva una mattina con i messaggini che diventano geroglifici, la lettura di un quotidiano un’utopia, la lista degli ingredienti della crema antirughe un’illusione. Inizialmente basta allontanare l’oggetto da consultare per ripristinare la qualità della visione, ma a un certo punto questo stratagemma non funziona più.

Per i telefoni è facile: si aumenta la grandezza delle lettere. Per le più coraggiose c’è l’intervento, per chi sa infilarsi un dito negli occhi ci sono le lenti a contatto, alle altre restano gli occhiali. Io ormai li uso sempre, fuorché al ristorante, dove indico il menu a caso. Si scoprono un sacco di novità.

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