Donna dog trekking cane

Il dog trekking conquista sempre più appassionati

Sono già molti gli appassionati di questo sport e nei prossimi mesi aumenteranno. Perché fare un’escursione con il proprio cane è il modo migliore per scoprire la natura e divertirsi insieme. Una guida agli itinerari più belli e alle accortezze da conoscere prima di mettersi in cammino

Tra spiagge a “capienza ridotta”, spostamenti a geometria variabile, limitazioni e restrizioni, quella del 2020 sarà soprattutto l’estate delle passeggiate. E può diventare l’occasione per riscoprire la natura insieme al nostro cane, che tanto ci ha fatto compagnia nei mesi di lockdown. Da Nord a Sud il dog trekking è una passione che coinvolge già migliaia di persone: si ritrovano anche online per scambiarsi tragitti e consigli. «L’Italia si presta benissimo a questo tipo di esperienza. Ogni Regione ha tesori da esplorare al fianco dei nostri pet» dice Annalaura Sagramora che nel ’99 ha fondato Dogwelcome (dogwelcome. it), il primo portale italiano dedicato ai viaggiatori con il loro cane al seguito.

Le community sono una miniera di informazioni

Siti ufficiali di promozione turistica come quelli del Trentino (visittrentino. info, visitvalsugana.it) o del Parco dei Monti Sibillini (sibilliniweb. it) consigliano percorsi ad hoc; altri, come il portale delle Dolomiti (altabadia. org), pubblicano l’elenco dei rifugi pet friendly. Ma la vera miniera d’oro sono le community online che si scambiano dritte e mappe. Solo su Dogwelcome ci sono più di 140 itinerari consigliati nelle 20 Regioni. Lunghi elenchi di sentieri già collaudati si trovano su blog e portali come viaggiconilcane.com o passeggiandoconilcane.com.

Ci sono poi escursioni in gruppo organizzate, anche se, per via del coronavirus, i programmi 2020 sono ancora in progress. «Organizziamo attività ed esperienze che vanno dal dog trekking alle passeggiate di branco, in collaborazione con educatori cinofili certificati, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. A breve pubblicheremo le nuove proposte per le famiglie» spiegano da TriforDog, agenzia di viaggio a misura di pet (trifordog.com). Al Centro-Sud l’educatrice cinofila Laura Zanin ha invece ideato “Borghi a 6 zampe”, un format che prevede camminate di gruppo anche di più giorni tra Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, con soste enogastroniche e tour tra borghi antichi (facebook.com/laura.zanin.737).

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Alcuni parchi sono “proibiti”

Naturalmente, per i cammini non ci si improvvisa. Intanto perché non tutti sono accessibili ai cani. «Alcuni Parchi nazionali sono off limits per loro. È un modo per proteggere le specie selvatiche che li abitano: il cane è un predatore, le tracce che lascia al suo passaggio potrebbero indurre alcuni animali ad allontanarsi » dice Annalaura Sagramora. Nel Parco nazionale del Gran Paradiso, per esempio, i cani sono ammessi solo nelle aree di fondovalle e, dal 15 luglio al 15 settembre, lungo alcuni sentieri.

Nel Parco della Maremma, invece, è sempre vietato l’ingresso, nelle Aree protette delle Alpi Marittime si può portare solo lungo i sentieri segnalati. Per conoscere le zone vietate ed evitare così le multe, consulta i regolamenti sui siti dei Parchi. Per il resto, i cani sono sempre ammessi, seguendo alcune regole. «Va portata la museruola, nella borsa, il guinzaglio invece di norma va tenuto agganciato». Quanto ai rifugi di montagna in generale non accettano animali: lo prevede il regolamento del Cai (il Club alpino italiano), salvo diversi accordi tra il gestore e l’ente.

Ci vuole il sentiero giusto per il dog trekking

Intanto, per poter venire con noi, il nostro amico deve essere in buona salute. «Se è un cane che vive in appartamento, non mettiamolo alla prova con sentieri ripidi o faticosi. Da buon compagno tenderà a seguirci senza avvertire la stanchezza, ma una lunga passeggiata e un dislivello alto può metterlo a dura prova, provocando dolorosi crampi. Prevediamo uno stop di mezz’ora almeno ogni due ore» consiglia Sagramora. «Le prime volte meglio scegliere percorsi facili e sulle vette evitiamo vie ferrate, passerelle, strapiombi pericolosi. Se non è un esperto trekker c’è il concreto rischio che si faccia male. Infine, io prediligo percorsi dove ci sono laghi o ruscelli perché possa fare il bagno».

In montagna per un primo orientamento teniamo presente che i sentieri del Cai sono contrassegnati con la lettera F (Facile) o Poco difficile (PD).

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Impara quando dare la precedenza

Una volta individuato il percorso, informati presso l’ufficio di promozione turistica della zona per sapere se ci sono limitazioni. «Chiedi anche quali animali abitano o frequentano la zona e come ci si deve comportare. Chi incontra un gregge deve mantenere una distanza di almeno 300 metri, per non suscitare la suscettibilità del cane da pastore. Anche sapere quanto è frequentato un percorso è importante. In ogni caso, quando il trekker con cane incontra altri escursionisti deve legarlo e dare la precedenza» spiega Laura Zanin.

E se opti per un’uscita di gruppo? «Ricorda: un organizzatore affidabile non accetterà l’iscrizione senza averti fatto prima domande sul tuo “accompagnatore”, dall’età al carattere, allo stato di salute, e ti darà appuntamento un’ora prima della partenza per conoscere i partecipanti».

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3 PERCORSI PET FRIENDLY

Sulle vette del Trentino
In Valsugana c’è la passeggiata al Pizzo di Levico: due ore e mezzo di cammino tra boschi e mulattiere. Qui il Genio militare asburgico ha costruito durante la Grande guerra una postazione di controllo che domina la valle: la vista è mozzafiato e il cane può godersi gli spazi aperti. Il percorso è di media difficoltà (info: https://bit.ly/2TBoke6).

Tra i boschi incantati in Basilicata
Lo chiamano il “percorso delle sette pietre”: è un antico sentiero contadino di circa due chilometri tra salite e discese, torri, boschi e torrenti, costellato da pietre che risalgono a più di 15 milioni di anni fa. Siamo nelle Dolomiti Lucane, tra i comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa (Potenza). Il percorso è diviso in sette tappe, ispirate a un antico racconto del luogo che parla di streghe e magia (info su: https://bit.ly/2LWp89a).

In Maremma lungo le vie etrusche
Verdi e suggestivi, i percorsi lungo le vie cave degli Etruschi, tra Sovana, Pitigliano e Sorano, sono visitabili e facilmente percorribili anche per gli amici quadrupedi. L’ombra non manca perché queste strade antichissime sono state scavate nella pietra di tufo e in alcuni tratti le pareti sono alte diversi metri (info https://bit.ly/2A2adYs).

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